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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19687/2026 del 13/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da atti di rettifica e constatazione di illeciti doganali relativi a importazioni di merci recanti il marchio Levi's, con contestazione dell'Amministrazione circa la daziabilità delle royalties e la loro inclusione nel valore in dogana e nell'IVA all'importazione. Le società interessate avevano impugnato i verbali; in primo grado i ricorsi erano stati accolti e in appello la decisione era stata confermata. Con il ricorso per cassazione l'Agenzia deduceva violazione e falsa applicazione della normativa unionale sul valore in dogana, in particolare degli artt. 70, 71 e 73 CDU e dell'art. 136 del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447, oltre che dell'art. 1362 c.c., sostenendo che la Corte tributaria avesse erroneamente escluso l'inclusione delle royalties nel valore imponibile solo perché calcolate sulle vendite successive all'importazione. L'Ufficio sosteneva che il fatto che i diritti fossero parametrati alle vendite non escludeva affatto che fossero relativi alle merci importate e dovessero essere aggiunti al valore doganale. Contestava inoltre l'interpretazione delle clausole contrattuali: secondo il ricorso, il contratto di sublicenza prevedeva il pagamento delle royalties, una clausola risolutiva per mancato pagamento e l'impossibilità di commercializzare i prodotti dopo la risoluzione; prevedeva anche standard qualitativi e tecnici idonei a mostrare un controllo del licenziante non limitato alla sola qualità del prodotto, ma incidente sull'intero assetto dei rapporti commerciali. Il giudice di legittimità ha ritenuto fondato il motivo perché il giudice di merito non aveva correttamente verificato, alla luce delle clausole contrattuali e della disciplina unionale, se il pagamento delle royalties costituisse una condizione di vendita e se il licenziante esercitasse un potere di controllo o orientamento idoneo a rendere tali royalties parte del valore in dogana.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. Il rinvio è stato disposto perché il giudice di merito dovrà riesaminare la vicenda verificando, sulla base del contenuto del contratto di licenza e del contratto di vendita, se il venditore fosse disposto a vendere anche senza il pagamento delle royalties e, quindi, se il pagamento delle royalties costituisse una condizione della vendita e se sussistesse un potere di controllo, anche indiretto, del licenziante non solo sulla qualità del prodotto ma sull'intera produzione. La Corte ha così affermato che, nel nuovo quadro del codice doganale dell'Unione, le royalties possono essere incluse nel valore in dogana anche in assenza di un collegamento formale tra venditore e licenziante, purché ricorrano i presupposti sostanziali della condizione di vendita e del controllo/orientamento.

Norme richiamate

  • art. 70 CDU

    "La base primaria per il valore in dogana delle merci è il valore di transazione"

    Il valore doganale parte dal prezzo effettivamente pagato o da pagare, eventualmente adeguato, quale base primaria di determinazione del valore delle merci importate.

  • art. 71 CDU

    "i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore, direttamente o indirettamente, è tenuto a pagare come condizione per la vendita"

    Le royalties vanno aggiunte al prezzo di transazione quando siano relative alle merci importate e costituiscano una condizione della vendita, non essendo necessario che siano già incluse nel prezzo.

  • art. 73 CDU

    Richiamato nel motivo di ricorso come norma unionale in tema di valore in dogana, senza specifica interpretazione autonoma nel testo.

  • art. 136 regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447

    "Il metodo di calcolo dell'importo dei corrispettivi o dei diritti di licenza non è determinante"

    La rilevanza delle royalties non dipende dal fatto che siano calcolate sulle vendite successive o che non siano quantificabili immediatamente; conta la loro riferibilità alle merci e la sussistenza della condizione di vendita.

  • art. 127 regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447

    "si ritiene che una parte controlli l'altra quando la prima è in grado, di diritto o di fatto, di imporre orientamenti alla seconda"

    Il concetto di controllo ai fini doganali è ampio e comprende anche un potere di orientamento di fatto, non limitato alla totalità delle attività del soggetto controllato.

  • art. 129 regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447

    "Il prezzo effettivamente pagato o da pagare ... comprende la totalità dei pagamenti eseguiti o da eseguire come condizione della vendita"

    Le somme corrisposte a terzi possono rientrare nel prezzo di transazione se sono dovute come condizione della vendita delle merci importate.

  • art. 1362 c.c.

    Il contratto deve essere interpretato ricercando la comune intenzione delle parti e considerando il tenore complessivo delle clausole e le circostanze del caso.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    La causa è stata trattata in camera di consiglio secondo il rito camerale previsto per il giudizio di legittimità.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Il motivo di ricorso è stato incardinato come denuncia di violazione o falsa applicazione di legge.

  • art. 17-bis d.lgs. n. 546 del 1992

    I ricorsi originari erano stati preceduti da reclamo ai sensi della disciplina sul processo tributario.

Massime di principio

  • In materia doganale, le royalties devono essere incluse nel valore in dogana quando siano riferibili alle merci importate e costituiscano, secondo una verifica concreta dei rapporti contrattuali, una condizione della vendita.
  • Ai fini della nozione di "condizione di vendita" non è necessario che il vincolo sia espressamente formulato in ogni singola clausola o che il pagamento sia richiesto al venditore; può emergere anche implicitamente dall'assetto complessivo dei rapporti tra venditore, licenziante e acquirente.
  • Nel nuovo codice doganale dell'Unione, l'esistenza di un collegamento formale tra venditore e licenziante non è più requisito essenziale per l'inclusione delle royalties nel valore doganale, potendo essere sufficiente un potere di controllo o di orientamento del licenziante.
  • Il giudice di merito deve esaminare il contratto di licenza insieme al contratto di vendita e alle interrelazioni tra i soggetti coinvolti, verificando se il venditore sarebbe disposto a vendere anche senza il pagamento delle royalties.
  • Il metodo di calcolo delle royalties, anche se parametrato alle vendite successive all'importazione, non è di per sé decisivo: ciò che conta è il nesso economico e giuridico con le merci importate e la funzione del pagamento nel sistema contrattuale.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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