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Sentenza

Sentenza del 24/07/2018 n. 19563 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia aveva rettificato il reddito d'impresa ai fini Iva e Ires contestando l'indebita deduzione di costi ritenuti non di competenza, tra cui provvigioni passive, sponsorizzazioni e costi relativi al subentro in un contratto di leasing, nonché di un premio riconosciuto alla società MM S.p.A., ritenuto non inerente. In cassazione, XL S.p.A. ha denunciato, come primo motivo, la nullità della sentenza d'appello per motivazione omessa o apparente, sostenendo che la Commissione tributaria regionale si fosse limitata ad affermazioni assertive e al generico richiamo alle valutazioni dell'Ufficio, senza spiegare le ragioni della decisione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo apparente e radicalmente insufficiente la motivazione della sentenza della Commissione tributaria regionale. Il giudice d'appello aveva descritto l'iter processuale e poi affermato, senza adeguata spiegazione, che i rilievi dell'Agenzia erano corretti. Il semplice richiamo alle osservazioni dell'Ufficio non è stato ritenuto sufficiente, poiché mancavano l'indicazione degli elementi di fatto e delle ragioni giuridiche posti a fondamento della decisione. Gli altri tre motivi sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    nullità della sentenza per omessa motivazione o motivazione apparente

    Consente di denunciare in cassazione la nullità della sentenza quando la motivazione manca del tutto, è meramente apparente o non permette di comprendere il percorso logico seguito dal giudice.

  • Art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione

    La sentenza deve contenere una motivazione effettiva, idonea a rendere comprensibili le ragioni della decisione; affermazioni apodittiche o prive di collegamento con gli elementi della causa non soddisfano tale requisito.

  • Art. 36, comma 2, n. 4, D.Lgs. n. 546 del 1992

    la concisa esposizione dei motivi in fatto e in diritto

    Anche le sentenze tributarie devono spiegare concretamente i motivi della decisione, consentendo alle parti di comprendere e contestare il ragionamento del giudice.

  • Art. 109, comma 5, TUIR

    Le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito

    La norma disciplina il requisito dell'inerenza dei costi. Nel caso concreto, il motivo relativo al premio corrisposto alla società MM S.p.A. non è stato esaminato perché assorbito dalla cassazione per vizio di motivazione.

  • Art. 378 c.p.c.

    memoria depositata in prossimità dell'udienza

    La contribuente aveva utilizzato la memoria per dedurre un giudicato esterno, ma l'eccezione è stata respinta perché non era stata fornita la prova del passaggio in giudicato della sentenza invocata.

  • Art. 124 disposizioni di attuazione c.p.c.

    certificazione dalla quale risulti che la pronuncia non è soggetta ad impugnazione

    La prova del giudicato esterno richiede non solo la produzione della sentenza, ma anche una certificazione idonea ad attestare il suo passaggio in giudicato; la mera esecutività non è sufficiente.

Massime di principio

  • Una sentenza tributaria è nulla per motivazione apparente quando si limita a richiamare le conclusioni dell'Amministrazione finanziaria o ad affermare che esse sono corrette senza esaminare concretamente i fatti, i documenti e le contestazioni delle parti.
  • Il rinvio agli atti dell'Ufficio può essere valido solo se il giudice indica con chiarezza quali elementi fa propri e per quali ragioni essi sostengono la decisione; il richiamo generico non consente un controllo effettivo e non è sufficiente.
  • In presenza di una motivazione radicalmente insufficiente, la Corte di cassazione può cassare la sentenza e rinviare la causa a un diverso collegio, senza dover esaminare gli altri motivi di ricorso, che restano assorbiti.
  • Per far valere un giudicato esterno occorre dimostrare formalmente il passaggio in giudicato della decisione, producendo la sentenza insieme alla certificazione prevista; l'attestazione di mera esecutività non basta.
  • Nei contenziosi sulla deducibilità dei costi, il giudice deve esaminare specificamente la competenza temporale, l'inerenza e gli elementi probatori relativi a ciascun costo, evitando conclusioni generiche fondate soltanto su rapporti societari o coincidenze nella sede legale.

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