Cassazione Penale, Sentenza n. 24715/2024 del 21/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione proposto dalla difesa di Donciglio lamentando violazioni di legge e vizi della motivazione: ambiguità e contraddittorietà nella valutazione probatoria; mancata considerazione che dal racconto della parte civile non emergerebbe una sollecitazione alla corruzione; criticità sulla credibilità soggettiva e sull'attendibilità intrinseca della parte civile (tra cui pregressi rapporti e possibile intento calunniatorio); contestazione dell'idoneità offensiva della proposta corruttiva in quanto il pubblico ufficiale destinatario (Zoccola) non avrebbe competenza sull'aggiudicazione della gara, la quale era gestita dal Provveditorato interregionale; richiesta di applicazione dell'art. 323-bis cod. pen. in ragione dell'incensuratezza e della grossolanità della proposta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Pur ritenendo provato il fatto materiale sulla base delle dichiarazioni della parte civile, la Corte ha concluso che la qualificazione giuridica contestuale (istigazione alla corruzione impropria ai sensi dell'art. 322 cod. pen.) non è sostenibile in diritto perché la condotta non risultava idonea a influenzare l'esercizio delle competenze o dei poteri del pubblico ufficiale destinato alla corruzione: il destinatario non aveva competenza sull'aggiudicazione della gara che era di esclusiva pertinenza del Provveditorato; la Corte del merito aveva usato deduzioni suggestive e prive di adeguato fondamento fattuale per ritenere l'idoneità di intermediazione del pubblico ufficiale. Per queste ragioni la condanna è stata annullata senza rinvio, con effetto estintivo della pronuncia impugnata.
Norme richiamate
art. 322 cod. pen.
Riferita alla fattispecie di corruzione (anche impropria): la Corte sottolinea che la promessa di dazione indebita deve essere collegata all'esercizio di una specifica funzione o potere del destinatario e che la condotta è idonea a costituire reato solo se l'atto illecito prospettato rientra nella sfera di competenza o di influenza dell'incaricato.
art. 318 e art. 319 cod. pen.
Richiamati come norme 'speculari' delle fattispecie di corruzione; la Corte ricorda che si tratta di reati propri funzionali e che il mercimonio deve riferirsi ad atti inerenti alle competenze dell'ufficio.
art. 49, comma 2, cod. pen.
Richiamato rispetto al vizio di impossibilità della prestazione: la difesa aveva prospettato che la proposta fosse inidonea e quindi impossibile ex articolo 49(2). La Corte ha ritenuto che l'argomentazione della Corte di merito sull'idoneità fosse carente e che non fosse dimostrata la possibilità di incidere sulle competenze oggetto della corruzione.
art. 323-bis cod. pen.
Norma sulla non punibilità o sulla particolare tenuità o attenuanti applicabili (richiesta dalla difesa): il ricorso lamentava la mancata valutazione di tale disposizione in relazione all'incensuratezza e alla modalità grossolana della proposta; la Corte di Cassazione ha comunque annullato la sentenza per carenza di idoneità in diritto, quindi la questione di applicazione di art. 323-bis non è stata decisiva.
artt. 521 e 522 cod. proc. pen.
Richiamati in relazione alle censure difensive sull'eventuale riqualificazione del fatto in sede di merito e sulle garanzie difensive: la Corte di merito aveva affrontato l'appello e confermato la configurazione ritenuta, e la Cassazione ha ritenuto che la riqualificazione fosse astrattamente sostenibile ma che la valutazione dell'idoneità fosse errata in diritto.
Massime di principio
- Per configurare corruzione (propria o impropria) la promessa o dazione deve essere collegata a un atto che rientra nella sfera di competenza o sull'esercizio di poteri del pubblico ufficiale: se il destinatario non ha competenze/incidenza sull'oggetto dell'atto, la condotta può essere inidonea a integrare il reato.
- La valutazione dell'idoneità della condotta ha sia profili fattuali che giuridici: non è sufficiente la qualifica istituzionale del destinatario (es. ruolo rilevante nell'ente) se non sono forniti elementi concreti che dimostrino la capacità di intervenire nell'area decisoria interessata.
- Le dichiarazioni della parte qualificata (pubblico ufficiale) possono reggere la condanna se ritenute credibili e coerenti; tuttavia la loro capacità probatoria non può supplire a una carenza di idoneità giuridica della condotta contestata.
- La riqualificazione in sede di merito richiede congrua motivazione e non può fondarsi su deduzioni suggestive: è necessario un ancoraggio fattuale che renda plausibile la capacità di interferire del destinatario con l'iter decisorio oggetto della corruzione.
- Quando si contesta la configurabilità del reato per inidoneità dell'oggetto (impossibilità o estraneità delle competenze), la strategia difensiva dovrebbe puntare a dimostrare concretamente l'assenza di poteri o di contatti utili del pubblico ufficiale con l'organo decisorio competente.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 21 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24561/2024 del 21/06/2024
- Sentenza penale · 21 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24563/2024 del 21/06/2024
- Sentenza penale · 21 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24564/2024 del 21/06/2024
- Sentenza penale · 21 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24566/2024 del 21/06/2024
- Sentenza penale · 21 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24567/2024 del 21/06/2024
- Sentenza penale · 21 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24568/2024 del 21/06/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →