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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45113/2022 del 28/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in 12 motivi: nullità degli accertamenti urgenti e del sequestro per mancato avviso della facoltà di farsi assistere da difensore; propagazione della nullità agli atti successivi (avviso conclusione indagini, citazione a giudizio); inutilizzabilità del verbale di sequestro e delle testimonianze collegate; illegittimità delle dichiarazioni del Maresciallo per consultazione postuma del verbale; genericità della motivazione; difetto di correlazione tra imputazione e condanna; censura sull'interpretazione della normativa sui rifiuti (esenzione delle materie fecali e presunta liceità dello spandimento per utilizzo agronomico, citando art. 112, art. 75 d.lgs. 152/2006, D.M. 7/4/2006 e DGR Campania n.120/2007); mancata valutazione di prove a difesa (comunicazione per utilizzo agronomico e testimonianze di aziende vicine); contestazione delle modalità di spandimento come irrilevanti; eccezione di particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e di inesiguità/danno; prescrizione del reato; e contestazione dell'applicazione della sospensione condizionale della pena non richiesta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazione sintetica: le contestate nullità degli accertamenti e del sequestro sono infondate perché l'obbligo di avvertire la persona della facoltà di nominare un difensore opera solo se la persona è 'presente' al momento dell'atto (art. 114 disp. att. c.p.p.); la presunta propagazione di nullità agli atti successivi cade in mancanza di nullità originaria; la consultazione in aiuto della memoria del verbale da parte del testimone non comporta inutilizzabilità o nullità della prova; la motivazione del Tribunale è ritenuta abbastanza specifica e coerente con l'imputazione; la qualificazione dei liquami e letame come rifiuti è corretta alla luce della ricostruzione fattuale (assenza di effettivo riutilizzo agronomico e di colture idonee, evidenti ristagni e tracimazioni), per cui l'esenzione prevista per materie fecali non si applica; la questione della particolare tenuità (art. 131-bis) non può essere sollevata per la prima volta in cassazione e non risultava richiesta in sede di merito; la prescrizione non era intervenuta considerati i termini e le sospensioni; infine la sospensione condizionale della pena non è stata applicata. Conseguenze: inammissibilità del ricorso, condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e contestuale rilevazione di profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 256, comma 2

    Norma sanzionatoria contestata per lo smaltimento illecito di rifiuti; la Corte ha ritenuto integrata la fattispecie per i liquami e il letame stante la situazione fattuale documentata (tracimazioni, ristagni, assenza di sistema di raccolta)

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 185, comma 2

    Prevede l'esclusione dall'ambito dei rifiuti per le materie fecali se riutilizzate in agricoltura; la Corte ha precisato che l'esenzione richiede effettivo riutilizzo agronomico con colture e modalità compatibili, assenti nel caso concreto

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 112 e art. 75

    Riferimenti normativi sull'utilizzazione agronomica degli effluenti; la Corte ha richiamato che la mera destinazione a concimazione non esonera dalla disciplina se manca l'effettivo e corretto utilizzo

  • D.M. 7 aprile 2006 e D.G.R. Campania n.120/2007

    Norme tecniche richiamate per l'utilizzazione agronomica; valutazione della Corte: non applicabili per giustificare lo spandimento nel caso in cui manchino colture e modalità compatibili

  • Codice di procedura penale, artt. 354 e 356

    Regolano accertamenti urgenti e facoltà del difensore di assistere; la Corte ha interpretato che la facoltà non impone l'obbligo di informare la persona assente

  • Disposizioni di attuazione c.p.p., art. 114

    Stabilisce l'avvertimento al soggetto 'se presente' della facoltà di farsi assistere dal difensore; la Corte ha ritenuto che, non essendo la ricorrente presente, non sussisteva violazione

  • Codice di procedura penale, art. 499, comma 5

    Disciplina la consultazione in aiuto della memoria del testimone; la Corte ha affermato che eventuali violazioni formali non determinano nullità o inutilizzabilità della prova

  • Codice di procedura penale, art. 177 e art. 178

    Principio di tassatività delle nullità: le nullità sono tassative; la Corte ha applicato tale principio per escludere nullità estensive non previste dalla legge

  • Codice di procedura penale, art. 125, comma 3

    Obbligo di motivazione della sentenza; la Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale sufficientemente specifica e coerente

  • Codice di procedura penale, art. 521, comma 2

    Regola la correlazione tra accusa e decisione; la Corte ha escluso il difetto di correlazione tra imputazione e condanna

  • Codice penale, art. 131-bis

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ricordato che la relativa eccezione non può essere proposta per la prima volta in cassazione se non dedotta in merito

  • Codice penale, artt. 157 e 158

    Riferimenti al concetto di prescrizione e decorrenza dei termini; la Corte ha valutato che la prescrizione quinquennale non era ancora decorso al momento della sentenza, tenendo conto di sospensioni

  • Codice di procedura penale, art. 606

    Regole sulla motivazione dei ricorsi in cassazione e sulle fattispecie di ammissibilità/inammissibilità; la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per le ragioni esposte

  • Codice penale, artt. 163 e 164 e D.P.R. n. 313/2002, art. 3

    Norme richiamate in tema di sospensione condizionale della pena e profili connessi; la Corte ha precisato che la sospensione condizionale non è stata comunque applicata

Massime di principio

  • Se la persona è assente al sopralluogo o al sequestro, la polizia giudiziaria non è obbligata ad avvertirla della facoltà di nominare un difensore; la mancata informazione in assenza della persona non determina automaticamente la nullità degli atti
  • La nullità di un atto processuale deve essere espressamente prevista e dichiarata nelle ipotesi tassative; non tutte le violazioni formali comportano inutilizzabilità o nullità delle prove acquisite
  • La consultazione da parte del teste di propri verbali o appunti in aiuto della memoria, anche se non preventivamente autorizzata, non comporta di per sé inutilizzabilità della testimonianza salvo specifiche e gravi violazioni previste dalla legge
  • L'esenzione delle materie fecali dalla disciplina dei rifiuti opera solo se si dimostra l'effettivo e corretto riutilizzo agronomico (presenza di colture, adeguate quantità e modalità di distribuzione compatibili); la mera destinazione o comunicazione amministrativa non basta
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) deve essere sollevata e dedotta nel giudizio di merito; in cassazione non può essere proposta per la prima volta, salvo diverse eccezioni ben circoscritte
  • Il calcolo della prescrizione tiene conto delle sospensioni e rinvii computabili; eventuali astensioni collettive degli avvocati che determinano rinvii possono sospendere il corso della prescrizione
  • La mancata richiesta di un beneficio (es. sospensione condizionale) in sede di merito limita la possibilità di dedurne l'omissione in sede di cassazione, e occorre verificare se tale beneficio è stato effettivamente concesso o meno

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