Parere n. 171/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla Arimondo S.r.l.–Luciano Arimondo contro il Comune di Ventimiglia, Regione Liguria, Talea Società Gestione Immobiliare S.p.A. Talea S.p.A., Coop Liguria Società Cooperativa di Consumo, per l’annullamento della determinazione motivata di conclusione del procedimento di Conferenza di Servizi semplificata, ai sensi dell’art. 14-bis della legge n. 241 del 1990, recante prot. n. 814 del 24 ottobre 2022 e avente ad oggetto “Progetto per la nuova costruzione di un fabbricato a destinazione commerciale ove insediare una media struttura di vendita di SNV 1210 mq in zona Via Tacito - Vico Arene. Proponente Talea S.p.A", adottata dal Dirigente dell’Area Tecnica e responsabile del procedimento SUAP del Comune di Ventimiglia e pubblicata all’albo pretorio del 27 ottobre 2022 al 5 novembre 2022 e di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti in specie: - della deliberazione del Consiglio Comunale di Ventimiglia n. 52 in data 5 agosto 2021, avente ad oggetto l'assenso alle varianti da apportare al PUC e dell'allegata relazione istruttoria urbanistica del Responsabile del Procedimento in data 13 maggio 2021; - della deliberazione del Consiglio Comunale di Ventimiglia n. 63 del 30 settembre 2021, avente ad oggetto determinazione sulle osservazioni pervenute e della allegata relazione sulle osservazioni pervenute redatta dall'Ufficio Urbanistica; - della DGR n. 499 del 1 giugno 2022, avente ad oggetto atto di approvazione variante al PUC e contestuale verifica di assoggettabilità a VAS (con esito di esclusione) e delle allegate relazioni istruttorie n. 350 del 21 aprile 2022 (relativa alla VAS) e 350 del 21 aprile 2022 (relativa alla variante al PUC); - della proposta di conclusione della Conferenza di Servizi del responsabile del procedimento in data 17 ottobre 2022; - della deliberazione del Commissario Straordinario del Comune di Ventimiglia n. 183 del 10 novembre 2022 (adottata con i poteri della Giunta Comunale), avente oggetto modifiche tecniche alla convenzione urbanistica ed agli elaborati progettuali conseguenti alle determinazioni della Conferenza di Servizi; - della convenzione sottoscritta tra il Comune di Ventimiglia e Talea S.p.a, di cui il ricorrente chiede che sia dichiarata la nullità e/o l'inefficacia; - del permesso di costruire convenzionato rilasciato dal Comune di Ventimiglia n. 56/2022 ai sensi dell'art. 10 LR 10/2012, con contestuale autorizzazione commerciale ai sensi dell'art. 19 LR 1/2007.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeImpugnazione della determinazione conclusiva della conferenza di servizi relativa alla variante al PUC e all’autorizzazione per la realizzazione di una media struttura commerciale di vendita a Ventimiglia, nonché degli atti presupposti e conseguenti
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
La società ricorrente, titolare di due medie strutture di vendita a insegna Eurospin, ha impugnato la determinazione conclusiva della conferenza di servizi semplificata e gli atti urbanistici, edilizi e commerciali connessi all’insediamento di una nuova struttura di vendita a marchio Coop, con superficie di vendita di circa 1.210 mq, autorizzata mediante procedura SUAP in variante al PUC. I motivi dedotti riguardavano, tra l’altro, l’illegittimo ricorso alla procedura speciale prevista dall’art. 10 della legge regionale ligure n. 10/2012, l’assenza di una verifica circa l’indisponibilità di altre aree idonee, il difetto di motivazione e di istruttoria della variante puntuale, violazioni della disciplina urbanistica, edilizia e procedimentale, la carenza di legittimazione della società proponente, profili relativi alla convenzione urbanistica e la prospettata illegittimità costituzionale della normativa regionale. In via preliminare è stata esaminata la legittimazione e l’interesse a ricorrere della società concorrente, con particolare riguardo alla prova della vicinitas commerciale, dell’identità del bacino di utenza e del pregiudizio economico concreto e attuale.
Il parere
Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondata l’eccezione di difetto di legittimazione ad agire e ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza esaminare nel merito i dodici motivi di censura. Le condizioni dell’azione devono sussistere al momento della proposizione del ricorso e permanere fino alla decisione. La legittimazione richiede la titolarità di una posizione giuridica differenziata e qualificata, mentre l’interesse a ricorrere richiede un’utilità concreta, personale e attuale derivante dall’eventuale annullamento dell’atto. Nel caso esaminato, la società ricorrente si era limitata ad affermare la vicinanza dei propri esercizi alla nuova struttura e la comune tipologia commerciale, senza dimostrare in quale modo l’insediamento avrebbe inciso sul fatturato, sui volumi di vendita o sulla clientela. La mera presenza di esercizi concorrenti, anche nel medesimo Comune o in un Comune limitrofo, non dimostra automaticamente la vicinitas commerciale né il pregiudizio. La prova dell’identità del bacino di utenza e dell’incidenza economica deve essere rigorosa e basata su criteri specialistici e metodi di calcolo, non potendo essere sostituita da mere allegazioni o dalla comune esperienza. Richiamati i principi dell’Adunanza plenaria n. 22/2021 e la giurisprudenza in materia di concorrenza e autorizzazioni commerciali, la Sezione ha concluso che mancava la prova delle condizioni dell’azione e ha dichiarato il ricorso inammissibile.
Osservazioni
Condizioni dell’azione
La legittimazione ad agire e l’interesse a ricorrere devono sussistere al momento della proposizione della domanda e permanere sino alla decisione. La legittimazione presuppone una situazione giuridica differenziata e qualificata, mentre l’interesse richiede un pregiudizio concreto, personale e attuale e un’utilità effettiva derivante dall’annullamento dell’atto.
Vicinitas commerciale e bacino di utenza
La mera titolarità di esercizi commerciali concorrenti, collocati nel medesimo Comune o in un Comune limitrofo, non dimostra automaticamente la vicinitas commerciale. Occorre provare che gli esercizi attingano al medesimo bacino di utenza mediante criteri specialistici e metodi di calcolo idonei.
Pregiudizio economico concreto e attuale
La società ricorrente non ha indicato né dimostrato l’incidenza della nuova struttura sul proprio fatturato, sui volumi di merce venduta o sulla clientela. Il pregiudizio economico non può essere presunto dalla sola esistenza di una nuova attività commerciale della medesima tipologia.
Limiti alla tutela del concorrente commerciale
Alla luce dell’art. 31 del d.l. n. 201/2011 e dei principi eurounitari di libera concorrenza, la vicinitas commerciale non può essere utilizzata per tutelare posizioni commerciali già acquisite, salvo che siano dedotti e provati interessi riconducibili alla salute, ai lavoratori, all’ambiente, all’ambiente urbano o ai beni culturali.
Norme richiamate
d.P.R. 1199/1971
Disciplina il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, oggetto dell’affare consultivo.
art. 39, comma 1, c.p.a.
Consente il rinvio esterno alle disposizioni del codice di procedura civile, tra cui l’art. 100 c.p.c. in materia di interesse ad agire.
art. 100 c.p.c.
L’interesse ad agire deve essere personale, concreto e attuale.
art. 31, comma 2, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla l. n. 214/2011
Secondo la disciplina dell’Unione Europea e nazionale in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi, costituisce principio generale dell’ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali.
La libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali costituisce principio generale; eventuali limitazioni sono ammissibili soltanto per esigenze di tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, dell’ambiente urbano e dei beni culturali, senza discriminazioni tra operatori.
art. 10 della direttiva 2006/123/CE
I regimi di autorizzazione devono basarsi su criteri che inquadrino l’esercizio del potere di valutazione affinché tale potere non sia utilizzato in modo arbitrario; i criteri devono essere non discriminatori e giustificati da un motivo imperativo di interesse generale.
La disciplina delle autorizzazioni commerciali deve rispettare criteri non arbitrari, non discriminatori e giustificati da motivi imperativi di interesse generale.
art. 8 d.P.R. n. 160/2010
È richiamato dalla ricorrente con riguardo alla procedura SUAP per gli interventi che richiedono variazioni urbanistiche; il Consiglio non ne ha esaminato l’applicazione per la declaratoria preliminare di inammissibilità.
art. 10 l.r. Liguria n. 10/2012
È la norma regionale posta a fondamento della procedura SUAP in variante e della quale la ricorrente ha prospettato l’illegittimità costituzionale; la questione non è stata esaminata per il difetto di legittimazione.
art. 19 l.r. Liguria n. 1/2007
È richiamato in relazione all’autorizzazione commerciale contestata; non è stato esaminato nel merito.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo la legittimazione ad agire e l’interesse a ricorrere sono condizioni autonome dell’azione: la titolarità di una posizione differenziata e qualificata non dimostra, da sola, l’esistenza di un pregiudizio concreto e attuale derivante dall’atto impugnato.
- La mera vicinitas commerciale non prova automaticamente né l’identità del bacino di utenza né l’interesse a ricorrere contro l’autorizzazione rilasciata a un concorrente; tali elementi devono essere dimostrati mediante dati, criteri specialistici e metodi di calcolo idonei.
- L’operatore economico che impugna l’insediamento di una nuova struttura commerciale deve allegare e provare l’incidenza concreta e attuale dell’iniziativa sul proprio fatturato, sui volumi di vendita o sulla clientela; il pregiudizio non è presumibile dalla sola comunanza della tipologia commerciale.
- La tutela giurisdizionale fondata sulla vicinitas commerciale non può essere utilizzata per proteggere posizioni commerciali già acquisite da restrizioni concorrenziali non giustificate; le limitazioni all’apertura di nuovi esercizi sono ammissibili solo in presenza degli interessi pubblici indicati dall’art. 31, comma 2, del d.l. n. 201/2011.
Ricorso straordinario contro l’insediamento di una nuova media struttura commerciale
Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, ha esaminato un ricorso straordinario proposto da un operatore commerciale contro il Comune di Ventimiglia, la Regione Liguria e le società coinvolte nel progetto per la realizzazione di una nuova struttura di vendita a marchio Coop, con superficie di vendita di circa 1.210 mq. Il progetto era stato assentito attraverso una procedura SUAP in variante al PUC, preceduta da una conferenza di servizi semplificata.
Premesse e atti impugnati
La società ricorrente gestiva due medie strutture di vendita a insegna Eurospin: una nel Comune di Ventimiglia e una nel limitrofo Comune di Vallecrosia. Il progetto contestato riguardava un’area inizialmente ricompresa nel distretto DT5a2 del PUC, nella quale non era prevista una media struttura di vendita alimentare secondo l’assetto urbanistico originario.
Sono stati impugnati, tra gli altri:
- la determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi del 24 ottobre 2022;
- le deliberazioni del Consiglio comunale di Ventimiglia relative all’assenso alla variante e alle osservazioni presentate;
- la deliberazione della Giunta regionale ligure di approvazione della variante al PUC e di esclusione dalla VAS;
- la convenzione urbanistica;
- il permesso di costruire convenzionato n. 56/2022;
- l’autorizzazione commerciale rilasciata ai sensi dell’art. 19 della l.r. Liguria n. 1/2007.
Motivi di ricorso
La ricorrente aveva formulato dodici motivi, riconducibili principalmente ai seguenti profili:
- illegittimo ricorso alla procedura SUAP in variante prevista dall’art. 10 della l.r. Liguria n. 10/2012 e dall’art. 8 del d.P.R. n. 160/2010;
- mancata dimostrazione dell’assenza di altre aree idonee nel territorio comunale;
- difetto di motivazione e di istruttoria della variante urbanistica puntuale;
- violazione della disciplina urbanistica, edilizia e procedimentale;
- carenza di legittimazione della società proponente;
- contestazioni relative alla convenzione urbanistica, al valore delle aree cedute e al prospettato danno erariale;
- richiesta subordinata di sollevare questione di legittimità costituzionale dell’art. 10 della l.r. Liguria n. 10/2012 e dell’art. 19 della l.r. Liguria n. 1/2007 per violazione dell’art. 117 Cost.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le amministrazioni resistenti hanno eccepito, in via preliminare, il difetto di legittimazione e di interesse della società ricorrente, sostenendo che essa non avesse dimostrato né l’identità del bacino di utenza né un effettivo pregiudizio economico.
Condizioni dell’azione
La Sezione ha richiamato la distinzione tra legittimazione ad agire e interesse a ricorrere. La legittimazione spetta a chi affermi di essere titolare di una situazione giuridica sostanziale differenziata e qualificata, lesa dall’esercizio del potere amministrativo. L’interesse a ricorrere richiede invece un rapporto concreto di utilità tra l’eventuale annullamento dell’atto e la posizione del ricorrente, nonché un pregiudizio personale e attuale.
Tali condizioni devono sussistere al momento della proposizione del ricorso e permanere sino alla decisione. Il richiamo all’art. 100 c.p.c. è stato effettuato attraverso l’art. 39, comma 1, c.p.a.
Vicinitas commerciale e prova del pregiudizio
Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la società ricorrente non avesse dimostrato la vicinitas commerciale. La mera collocazione degli esercizi nel medesimo Comune o in un Comune limitrofo e la comune tipologia commerciale non sono sufficienti a provare che gli esercizi attingano al medesimo bacino di utenza.
La società non aveva indicato:
- l’incidenza della nuova struttura sul proprio fatturato;
- la probabile diminuzione dei volumi di merce venduta;
- la concreta perdita o deviazione di clientela;
- dati territoriali o economici idonei a dimostrare l’identità del bacino di utenza.
La Sezione ha precisato che l’individuazione del bacino di utenza richiede criteri specialistici e metodi di calcolo, non sostituibili con la comune esperienza o con valutazioni meramente assertive. Il pregiudizio derivante dall’apertura di una nuova struttura commerciale non può essere presunto.
Concorrenza e diritto dell’Unione europea
Il parere ha richiamato l’art. 10 della direttiva 2006/123/CE e l’art. 31, comma 2, del d.l. n. 201/2011. Tali disposizioni valorizzano la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali e vietano restrizioni non giustificate, discriminatorie o dirette a proteggere posizioni economiche già acquisite.
Le limitazioni all’insediamento di nuovi esercizi possono essere giustificate soltanto da esigenze relative alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, dell’ambiente urbano e dei beni culturali. La vicinitas commerciale può quindi fondare la tutela del concorrente solo se accompagnata dalla prova di un pregiudizio concreto e riferita a interessi giuridicamente tutelati, non alla mera conservazione della posizione di mercato esistente.
Decisione
Poiché la società ricorrente non ha dimostrato la propria legittimazione ad agire e, comunque, un interesse personale, concreto e attuale all’annullamento degli atti impugnati, il Consiglio di Stato non ha esaminato i motivi relativi alla procedura SUAP, alla variante urbanistica, alla convenzione, al permesso di costruire, all’autorizzazione commerciale e alla questione di costituzionalità.
La Sezione ha pertanto espresso il parere che il ricorso straordinario debba essere dichiarato inammissibile per difetto delle condizioni dell’azione.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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