Cassazione Penale, Sentenza n. 29501/2026 del 04/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (giudice)
La controversia
Nel procedimento di sorveglianza volto all'accertamento della pericolosità sociale ai fini dell'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di un anno, disposta nei confronti di un condannato dal G.I.P. di Trani, il magistrato di sorveglianza di Bari aveva declinato la competenza ritenendo rilevante il domicilio del soggetto presso una comunità sita in provincia di Potenza; il magistrato di sorveglianza di Potenza, a sua volta, aveva sollevato conflitto negativo sostenendo che la competenza spettasse a Bari, poiché alla data della richiesta della Procura di Bari il condannato era residente a Bisceglie. Il ricorso/conflitto chiedeva quindi alla Cassazione di individuare il giudice competente a decidere sull'istanza ex art. 679 c.p.p., con contrasto sulla rilevanza della residenza originaria rispetto al successivo trasferimento di domicilio.
La decisione
La Corte ha risolto il conflitto negativo di competenza dichiarando competente il magistrato di sorveglianza di Bari e disponendo la trasmissione degli atti a quel giudice. Ha ritenuto decisivo il fatto che, al momento della richiesta di applicazione della misura di sicurezza del 22 aprile 2025, il condannato risultava residente a Bisceglie; il successivo ingresso nella comunità di S. Chirico Nuovo, avvenuto solo il 15 luglio 2025, non incideva sulla competenza già radicata per effetto del principio di perpetuatio iurisdictionis.
Norme richiamate
art. 679 c.p.p.
La competenza per territorio nel procedimento di applicazione/accertamento della pericolosità sociale ai fini della misura di sicurezza si radica con riferimento alla situazione esistente al momento della richiesta e non muta per eventi successivi.
art. 28, comma 1, lett. a) c.p.p.
Ricorre un conflitto negativo di competenza quando due giudici ordinari si dichiarano entrambi incompetenti a conoscere del medesimo fatto, determinando una stasi processuale rimovibile solo con l'intervento della Cassazione.
art. 611, comma 1, c.p.p.
La decisione è stata assunta in camera di consiglio sulla base della requisitoria scritta del pubblico ministero, senza trattazione in presenza.
Massime di principio
- Nel procedimento di applicazione di una misura di sicurezza ex art. 679 c.p.p., la competenza territoriale del magistrato o del tribunale di sorveglianza si determina in base alla situazione esistente al momento della richiesta e resta ferma anche se, successivamente, mutano residenza o domicilio dell'interessato.
- Il successivo trasferimento del soggetto in un diverso luogo di dimora non sposta la competenza già radicata, perché opera il principio di perpetuatio iurisdictionis.
- Si configura un conflitto negativo di competenza quando due giudici si spogliano entrambi della cognizione del medesimo procedimento, creando una paralisi processuale che impone la decisione della Corte di cassazione.
- In presenza di conflitto negativo, la Corte individua il giudice competente facendo riferimento al criterio territoriale applicabile al momento genetico della richiesta, non a fatti sopravvenuti.
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