Sentenza del 30/12/2019 n. 5581 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato alla società E, per l'anno d'imposta 2013, la deduzione di costi e la detrazione dell'IVA relativi a fatture ritenute riferite a operazioni oggettivamente inesistenti emesse dalla ditta G, nonché la deduzione di ulteriori costi ritenuti non inerenti fatturati dalla società R s.r.l. L'Ufficio sosteneva che la ditta G fosse priva di un'effettiva struttura aziendale e che le fatture non documentassero prestazioni realmente eseguite. La società E ha contestato l'accertamento sostenendo l'effettività delle prestazioni, comprovata dalla presenza di dipendenti della ditta G, dalle testimonianze rese nel procedimento penale, dai pagamenti tracciabili e dalla coerenza delle prestazioni con la propria attività. Ha inoltre dedotto vizi formali dell'avviso e l'illegittimità del disconoscimento dei costi, dell'IVA e delle sanzioni.
La decisione
La Commissione Tributaria Provinciale aveva accolto il ricorso della società E, ritenendo provata l'esistenza delle operazioni e l'inerenza dei costi. L'Agenzia delle Entrate ha proposto appello sostenendo, tra l'altro, la nullità della sentenza per omessa esposizione dei fatti, l'errata valutazione della sentenza penale e delle prove, nonché la violazione delle norme sull'onere della prova, sulla deducibilità dei costi e sulla detrazione dell'IVA. La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello: l'omessa esposizione autonoma dei fatti non determina la nullità quando la motivazione consente di individuare chiaramente la controversia e le ragioni della decisione. Nel merito, la presenza di sette dipendenti della ditta G, le deposizioni testimoniali, la coerenza delle prestazioni con l'attività di E e la sentenza penale di assoluzione sono state ritenute elementi idonei a superare le presunzioni dell'Ufficio. Sono stati confermati anche i costi fatturati dalla società R s.r.l., supportati da adeguata documentazione contabile e inerenti all'attività d'impresa. L'avviso di accertamento è quindi rimasto annullato e l'Agenzia delle Entrate è stata condannata a rifondere alla società E le spese del grado, liquidate in euro 3.500,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Art. 109 del D.P.R. 917/1986 (TUIR)
La deducibilità dei costi richiede, tra l'altro, certezza, determinabilità e inerenza. Nel caso concreto, l'inerenza è stata riconosciuta in quanto i costi risultavano collegati all'attività produttiva della società e adeguatamente documentati.
Artt. 19 e 21 del D.P.R. 633/1972
Le disposizioni disciplinano il diritto alla detrazione dell'IVA e i requisiti della fattura. La decisione ha ritenuto che l'effettività delle prestazioni e la documentazione disponibile fossero sufficienti a non disconoscere la detrazione.
Art. 2697 del codice civile
La norma ripartisce l'onere della prova tra le parti. L'Ufficio deve fornire elementi sufficienti a dimostrare l'inesistenza oggettiva delle operazioni, mentre il contribuente può contrastare tali presunzioni con documentazione e prove anche di natura testimoniale.
Artt. 115 e 116 del codice di procedura civile
Le norme riguardano la valutazione delle prove da parte del giudice. La Commissione ha ritenuto correttamente valutati la documentazione INPS, i pagamenti, le testimonianze e gli elementi provenienti dal processo penale.
Principio del doppio binario tra processo penale e processo tributario
Il giudizio tributario e quello penale sono autonomi e non vincolati automaticamente dalle rispettive decisioni. Tuttavia, una sentenza penale definitiva e un'istruttoria penale circostanziata possono avere valore probatorio concorrente nel processo tributario, soprattutto se coerenti con gli altri elementi acquisiti.
Massime di principio
- La contestazione dell'Amministrazione finanziaria basata sulla presunta inesistenza di operazioni fatturate non può fondarsi soltanto sull'assenza di beni strumentali, immobili o altri elementi organizzativi, quando risultino documentati dipendenti, prestazioni concretamente eseguite e una struttura compatibile con il servizio reso.
- In materia di fatture per operazioni inesistenti, il contribuente può vincere la presunzione dell'Ufficio mediante una combinazione di prove documentali, pagamenti tracciabili, testimonianze, documentazione previdenziale e coerenza delle prestazioni con l'attività esercitata.
- La condotta fiscalmente irregolare o omissiva del fornitore non dimostra automaticamente che il committente abbia partecipato a operazioni inesistenti. Occorre provare l'inesistenza della prestazione o, secondo i casi, la consapevolezza del contribuente della frode.
- Una causale di fattura non deve necessariamente descrivere ogni dettaglio tecnico della prestazione: può essere sufficiente se, considerata insieme all'attività dell'impresa, alla documentazione disponibile e alle altre prove, consente di individuare il servizio effettivamente reso.
- I costi sono inerenti quando presentano una relazione funzionale con l'attività d'impresa e contribuiscono, anche indirettamente, alla produzione di ricavi o al funzionamento dell'organizzazione aziendale. La congruità economica non può essere contestata in modo meramente astratto o senza specifici elementi.
- La sentenza penale di assoluzione non vincola automaticamente il giudice tributario, ma può costituire un elemento probatorio rilevante quando sia fondata su un accertamento concreto dei fatti e sia corroborata da ulteriori evidenze.
- L'omessa o sintetica esposizione dei fatti nella sentenza non comporta automaticamente la nullità: la nullità sussiste solo quando la motivazione non consenta di comprendere l'oggetto della controversia e le ragioni poste a fondamento della decisione.
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