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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12682/2025 del 02/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per violazione di legge (art. 669, comma 8, cod. proc. pen.). Il difensore deduceva che, secondo la disposizione, l'unica eccezione alla regola della prevalenza della sentenza di proscioglimento è il caso in cui il proscioglimento sia stato dichiarato per estinzione del reato verificatasi dopo l'irrevocabilità della sentenza di condanna; il Tribunale aveva ritenuto invece che una sentenza di assoluzione resa in un secondo procedimento iniziato dopo che la condanna era già passata in giudicato non potesse prevalere sulla condanna medesima.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, dichiarando che l'interpretazione del giudice dell'esecuzione non è conforme alla lettera e al principio dell'art. 669 c.p.p. La Corte ha affermato che, salvo il caso tassativo di proscioglimento per estinzione del reato verificatasi dopo l'irrevocabilità della condanna, la sentenza di proscioglimento prevale sulla sentenza di condanna anche quando il secondo procedimento si sia comunque svolto nonostante il divieto previsto dall'art. 649 c.p.p. Il provvedimento impugnato è stato annullato con rinvio al Tribunale di Benevento in diversa persona fisica affinché riesamini l'istanza alla luce dei principi richiamati e dia esecuzione alla sentenza di proscioglimento revocando la condanna, se del caso.

Norme richiamate

  • art. 669 cod. proc. pen.

    «se si tratta di una sentenza di proscioglimento e di una sentenza di condanna o di un decreto penale, il giudice ordina l’esecuzione della sentenza di proscioglimento, revocando la sentenza di condanna»

    La norma stabilisce la prevalenza della sentenza di proscioglimento rispetto alla condanna; l'unica eccezione è il proscioglimento per estinzione del reato intervenuta dopo l'irrevocabilità della condanna. Il principio ispiratore è la scelta più favorevole all'interessato.

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Norma volta a prevenire il bis in idem imponendo al giudice di non procedere quando l'azione è iniziata nonostante una sentenza irrevocabile; tuttavia, se il secondo procedimento si svolge e produce un giudicato, la risoluzione del conflitto va rimessa alle regole dell'art. 669 c.p.p.

  • Cass. pen., Sez. 1, n. 24964 del 05/05/2023 (Maisto)

    Giurisprudenza che chiarisce l'eccezione prevista dall'art. 669 c.p.p.: la prevalenza della condanna si ha solo quando il proscioglimento è per estinzione del reato intervenuta dopo l'irrevocabilità della condanna.

  • Cass. pen., Sez. 3, n. 13640 del 15/11/2019 (Giglio)

    Giurisprudenza che distingue la funzione preventiva dell'art. 649 c.p.p. dall'ambito di operatività dell'art. 669 c.p.p., affermando che, se il conflitto di giudicati si è comunque verificato, occorre applicare le regole dell'art. 669 senza considerare che il secondo processo sarebbe stato improcedibile.

Massime di principio

  • Quando esistono due sentenze irrevocabili per lo stesso fatto (una di condanna e una di proscioglimento), prevale la sentenza di proscioglimento salvo che il proscioglimento sia stato dichiarato per estinzione del reato verificatasi dopo l'irrevocabilità della condanna.
  • L'art. 649 c.p.p. impedisce in via preventiva il secondo giudizio; se però il secondo procedimento si svolge nondimeno e produce una sentenza, la soluzione del conflitto deve essere ricercata applicando l'art. 669 c.p.p.
  • Il principio direttivo è la massima favorevolezza verso l'imputato: se una delle sentenze è liberatoria per ragioni diverse dall'estinzione sopravvenuta del reato, deve comunque prevalere.
  • Il giudice dell'esecuzione, una volta accertata la pluralità di giudicati, deve ordinare l'esecuzione della sentenza di proscioglimento e revocare la condanna, salvo il caso tassativo di estinzione successiva del reato.
  • In situazioni analoghe il difensore dovrebbe invocare l'art. 669 c.p.p. e la giurisprudenza consolidata per ottenere la prevalenza dell'assoluzione anche se il secondo procedimento avrebbe dovuto essere impedito dall'art. 649 c.p.p.; il pubblico ministero può chiedere l'annullamento con rinvio quando la valutazione del giudice dell'esecuzione è difforme dalla norma.

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