Cassazione Penale, Sentenza n. 5691/2023 del 09/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia relativa al diniego, da parte della Direzione dell'istituto, di consentire al detenuto sottoposto al regime 41-bis di conservare cibi freschi e congelati nel frigorifero della sezione. Il magistrato di sorveglianza aveva autorizzato l'uso del frigorifero; la Direzione amministrativa aveva reclamat o; il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato il reclamo confermando il diritto del detenuto. Il Ministero della Giustizia ha impugnato in Cassazione sostenendo che non esiste un diritto all'uso del frigorifero e che la Direzione aveva adottato misure organizzative (fornitura di mattonelle refrigeranti e uso di un congelatore di sezione) adeguate e conformi alle limitazioni del regime detentivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero e ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza sia quella del magistrato di sorveglianza. La Corte ha ritenuto che, pur essendo il reclamo giurisdizionale finalizzato alla tutela di diritti soggettivi del detenuto, nel caso di specie non sussisteva una violazione effettiva di tali diritti: la Direzione aveva predisposto un sistema (mattonelle refrigeranti con sostituzione e un congelatore di sezione) idoneo a garantire la conservazione e la genuinità degli alimenti; i giudici di merito avevano invece imposto un diverso assetto organizzativo che rientra nella discrezionalità della Direzione dell'istituto e non può essere sostituito dalla giurisdizione in assenza di un pregiudizio concreto.
Norme richiamate
Ordinamento penitenziario - art. 41-bis
Norma che definisce il regime detentivo speciale; qui rileva come il regime 41-bis giustifichi specifiche limitazioni organizzative e di sicurezza cui si devono conformare le scelte della direzione dell'istituto.
Ordinamento penitenziario - art. 35-bis
Disciplina il reclamo giurisdizionale avverso atti dell'Amministrazione penitenziaria e tutela diritti soggettivi del detenuto; la Corte conferma che il rimedio tutela situazioni di diritto soggettivo concretamente lesi, non meri interessi o preferenze organizzative.
Ordinamento penitenziario - art. 69, comma 6, lett. b)
Indica le ipotesi di reclamo giurisdizionale; la Corte sottolinea che la tutela giurisdizionale opera solo in presenza di un pregiudizio concreto a posizioni di diritto del detenuto e non per sovrapporre scelte organizzative diverse da quelle dell'Amministrazione senza provato danno.
Regolamento penitenziario
Prevede il divieto di accumulo di cibi e discipline organizzative relative alla detenzione; la Corte rileva che le scelte organizzative adottate dalla Direzione (mattonelle refrigeranti, utilizzo di congelatore di sezione) rientrano nelle possibili soluzioni previste dal regolamento e non risultano, di per sé, pregiudizievoli.
Giurisprudenza richiamata - Sez. 1, n. 54117 del 14/06/2017 (Costa)
Principio secondo cui il reclamo giurisdizionale di cui agli artt. 35-bis e 69 tutela posizioni di diritto soggettivo anche se non espressamente riconosciute dalla legge, purché si tratti di diritti fondamentali della persona; tuttavia la Corte ricorda che occorre comunque dimostrare un pregiudizio concreto.
Massime di principio
- Il rimedio giurisdizionale ex artt. 35-bis e 69 Ord. pen. tutela diritti soggettivi concreti del detenuto; non è finalizzato a sostituirsi alle scelte organizzative dell'Amministrazione penitenziaria in assenza di un pregiudizio effettivo.
- Le limitazioni connesse al regime 41-bis autorizzano soluzioni organizzative specifiche da parte della Direzione dell'istituto; tali scelte sono rimesse principalmente alla discrezionalità amministrativa e valutabili dal giudice solo se vi sia una violazione reale e attuale di diritti fondamentali (es. diritto alla sana alimentazione).
- Per ottenere tutela giudiziale il detenuto deve dimostrare che le misure organizzative adottate non assicurano concretamente le condizioni necessarie (ad es. la genuinità o la conservazione degli alimenti) e quindi arrecano un pregiudizio alla salute o ad un diritto soggettivo essenziale.
- Il giudice non può imporre alla Direzione soluzioni organizzative alternative preferite se la Direzione ha adottato un sistema ragionevole (anche se diverso), salvo che tale sistema sia manifestamente inefficace o lesivo dei diritti del detenuto.
- In casi simili, è utile documentare con elementi concreti (tempi di conservazione, certificazioni sulle modalità di stoccaggio, episodi di deterioramento, danni alla salute) l'effettivo pregiudizio subito per ottenere un intervento giurisdizionale.
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