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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12092/2025 del 26/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado nei confronti dell'imputato per un reato in materia di stupefacenti, ravvisando la circostanza aggravante della ingente quantità. Nel ricorso per cassazione l'imputato ha censurato la motivazione sulla suddetta aggravante, sostenendo che il giudice di merito l'avesse individuata in violazione dei canoni elaborati dalla giurisprudenza di legittimità, limitandosi a valorizzare il solo dato ponderale della sostanza senza un'adeguata verifica dei criteri richiesti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte territoriale avesse fornito una motivazione congrua, fondata su dati oggettivi emersi in dibattimento e non manifestamente illogica, quindi non censurabile in sede di legittimità. In particolare, ha considerato corretta l'applicazione dei principi in tema di aggravante della ingente quantità, valorizzando non solo il peso lordo delle sostanze rinvenute, ma anche il numero di dosi ricavabili, ritenuto oggettivamente rilevante. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 4, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma incriminatrice relativa a condotte in materia di stupefacenti; nel caso concreto la condanna è stata confermata per il reato contestato ai sensi di tale disposizione.

  • art. 80, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che prevede l'aggravante della ingente quantità; la Corte ne ribadisce la configurabilità quando, tra gli elementi del caso concreto, il giudice valorizzi anche il numero di dosi ricavabili dalla sostanza, purché il dato sia oggettivamente rilevante.

  • d.l. 20 marzo 2014, n. 36

    Richiamato come intervento normativo successivo rispetto ai criteri elaborati dalla giurisprudenza di legittimità; la Corte precisa che tali criteri restano validi anche dopo la riforma.

  • legge 16 maggio 2014, n. 79

    Norma di conversione del d.l. n. 36 del 2014, richiamata nel contesto della permanenza dei criteri giurisprudenziali per l'aggravante dell'ingente quantità.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, la motivazione della sentenza di merito sulla circostanza aggravante della ingente quantità non è censurabile se è congrua, fondata su risultanze oggettive e non manifestamente illogica.
  • Per la configurabilità dell'aggravante della ingente quantità in materia di stupefacenti può essere valorizzato anche il numero di dosi estraibili dalla sostanza, quando il dato sia oggettivamente rilevante; in tal caso non occorre un'ulteriore motivazione specifica sull'estrema offensività della condotta.
  • I criteri elaborati dalle Sezioni Unite per individuare la soglia dell'ingente quantità, fondati sul rapporto tra quantità di principio attivo e valore massimo tabellarmente detenibile, restano validi anche dopo la riforma del 2014.
  • Quando la quantità di principio attivo supera ampiamente la soglia elaborata dalla giurisprudenza, l'aggravante dell'ingente quantità può essere ritenuta integrata senza necessità di ulteriori passaggi motivazionali particolarmente articolati.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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