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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12677/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso non inammissibile con riferimento alle doglianze sugli artt. 511 e 526, comma 1-bis c.p.p., ma ha accertato l'estinzione del reato per prescrizione alla data del 5/11/2021, avendo computato le sospensioni indicate. In applicazione di tale accertamento ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Sentenza depositata il 09/03/2022.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per il reato di lesioni personali, aggravato dall'uso di un'arma, commesso in data 8 ottobre 2013 ai danni di Dumitru Constantin Florin. Nel ricorso si denunciavano violazioni di norme di procedura (artt. 511 e 526, comma 1-bis, cod. proc. pen.). Il giudice di legittimità ha esaminato anche la questione della prescrizione del reato, rilevando il decorso del termine estintivo al 5 novembre 2021, tenendo conto di 211 giorni di sospensione del corso della prescrizione (154 giorni dall'22/05/2017 al 23/10/2017 per astensione del difensore; 35 giorni dal 16/09/2019 al 21/10/2019 per impedimento imputato detenuto all'estero; 22 giorni dal 21/10/2019 al 12/11/2019 per astensione del difensore).

Norme richiamate

  • art. 511 cod. proc. pen.

    artt. 511 e 526, comma 1-bis cod. proc. pen.

    Riferimento nell'ambito dell'analisi sull'ammissibilità delle doglianze di diritto; la Corte ha ritenuto non inammissibile la denuncia di violazione di tali norme

  • art. 526, comma 1-bis cod. proc. pen.

    artt. 511 e 526, comma 1-bis cod. proc. pen.

    Richiamato congiuntamente all'art. 511 nel controllo di legittimità delle dedotte irregolarità procedurali; la Corte ha ritenuto che tale censura non comportasse l'inammissibilità del ricorso

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla possibilità di disporre un'assoluzione nel merito: la Corte rileva l'assenza delle condizioni per un'assoluzione ex art. 129, comma 2, e pertanto procede alla verifica della sopravvenuta prescrizione

Massime di principio

  • Se nel corso del giudizio di legittimità emerge l'estinzione del reato per prescrizione, la Corte può annullare la sentenza impugnata senza rinvio quando non permangono profili da rimettere al giudice di merito.
  • Le sospensioni previste dalla legge (es. astensione del difensore, impedimenti dell'imputato quali detenzione all'estero) devono essere conteggiate per determinare la decorrenza della prescrizione; una corretta somma delle giornate di sospensione può determinare l'estinzione del reato anche durante il procedimento di impugnazione.
  • La mancata ammissibilità di alcune doglianze procedurali non preclude in sé la verifica di questioni sopravvenute rilevanti come la prescrizione, che prevale e determina l'estinzione del reato.
  • Quando non sussistono le condizioni per un'assoluzione nel merito ex art. 129 c.p.p., il giudice di legittimità deve comunque accertare se il reato sia estinto per prescrizione e decidere di conseguenza.
  • In situazioni analoghe è fondamentale documentare e contestare correttamente i periodi di sospensione ai fini del calcolo della prescrizione: ogni periodo rilevante (astensioni del difensore, impossibilità dell'imputato a partecipare, detenzione all'estero, ecc.) deve essere provato e computato.

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