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Sentenza

Sentenza n. 10827/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di rigetto della domanda di visto d'ingresso per motivi di studio recante prot. n. 1353 del 15 settembre 2025, pratica n. 20250005089, notificato il 20 ottobre 2025, emesso dal Consolato Generale d'Italia di Karachi;

Giustizia amministrativa202514928

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto d'ingresso per motivi di studio emesso dal Consolato Generale d'Italia di Karachi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per motivi di studio, motivato con riferimento al sostegno economico e al percorso di studi. Nel corso del giudizio, il TAR, con decreto cautelare, ha disposto il sollecito riesame del diniego previo colloquio con l'interessato. A seguito dell'ordinanza cautelare successiva, l'Amministrazione ha depositato una relazione del Console, dando conto della riconvocazione del ricorrente, della nuova istruttoria e della conferma del rigetto dell'istanza con motivazioni ampie e diffuse. Il ricorrente non ha impugnato il nuovo atto, avente sostanziale valenza provvedimentale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. La relazione depositata dall'Amministrazione, pur formalmente denominata "Relazione", è stata qualificata come provvedimento confermativo del diniego, adottato all'esito del riesame e della rinnovata istruttoria. Poiché il nuovo provvedimento ha superato quello originariamente impugnato e ha nuovamente disciplinato il rapporto controverso, l'annullamento del primo diniego non avrebbe più prodotto alcuna utilità concreta per il ricorrente. L'interesse ad agire, pur sussistente al momento della proposizione del ricorso, deve permanere fino al passaggio in decisione; essendo venuto meno, il ricorso è stato dichiarato improcedibile. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 73 c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Il Collegio ha dato avviso alle parti della possibile declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La norma non è espressamente citata nel testo, ma la decisione applica la regola processuale dell'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo diviene improcedibile quando, nelle more del giudizio, l'atto impugnato è superato da un nuovo provvedimento che, all'esito del riesame, conferma o comunque nuovamente disciplina la situazione controversa e non viene autonomamente impugnato, poiché l'annullamento dell'atto originario non arrecherebbe più un'utilità concreta al ricorrente.
  • La qualificazione formale attribuita dall'Amministrazione a un atto non è decisiva: una relazione depositata in giudizio può avere natura provvedimentale quando contiene una nuova istruttoria, una rivalutazione della posizione dell'interessato e una decisione confermativa del precedente diniego.
  • L'interesse ad agire deve sussistere non solo al momento della proposizione del ricorso, ma anche fino al passaggio in decisione della causa; il giudice amministrativo deve verificarne d'ufficio la persistenza in ciascuna fase rilevante del giudizio.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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