Sentenza n. 2127/2026 - Napoli, Sezione 5
per l’esecuzione della sentenza n. 3978/2025 del 21 maggio 2025 del Tribunale di Napoli, sezione lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli, sezione lavoro, che aveva riconosciuto alla ricorrente euro 1.500 mediante carta del docente, oltre interessi e rivalutazione
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente scolastica)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto un ricorso per l'esecuzione, nel presupposto del passaggio in giudicato, di una sentenza del Tribunale di Napoli, sezione lavoro, con la quale il Ministero dell'Istruzione e del Merito era stato condannato a riconoscerle la somma di euro 1.500 mediante emissione di buono elettronico, cosiddetta carta del docente, oltre interessi e rivalutazione. Ha dedotto l'inottemperanza dell'amministrazione e chiesto che fosse ordinata l'esecuzione entro un termine, con nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Il Ministero si è costituito senza fornire specifici elementi ostativi all'esecuzione, mediante una costituzione definita dal giudice di stile.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che l'amministrazione non aveva eseguito la sentenza né dedotto ragioni ostative. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione al giudicato entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione; il commissario dovrà provvedere entro ulteriori sessanta giorni dalla comunicazione della scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 1.200 oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.
Norme richiamate
art. 6 D.M. 17 gennaio 2025, n. 6
Individua la struttura ministeriale cui appartiene il responsabile nominato commissario ad acta, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, la mancata esecuzione di una sentenza passata in giudicato da parte dell'amministrazione legittima il giudice amministrativo a ordinare l'adempimento entro un termine determinato.
- La costituzione dell'amministrazione in giudizio senza allegare specifici elementi ostativi non impedisce l'accoglimento della domanda di ottemperanza quando risulti l'inadempimento del comando giudiziale.
- In caso di persistente inerzia dell'amministrazione dopo il termine assegnato, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, anche individuandolo nel responsabile della struttura amministrativa competente, con facoltà di delega nei limiti stabiliti dal provvedimento.
- Le spese del giudizio di ottemperanza seguono la soccombenza quando l'amministrazione non abbia dato esecuzione al giudicato.
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