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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11971/2025 del 26/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza che ha rigettato l'appello contro il diniego di dissequestro dell'autovettura VW Golf 7 (targa FW508SC). Il ricorrente deduce due motivi: (1) violazione dell'art. 321 c.p.p. in relazione al rapporto di pertinenzialità fra il veicolo e i reati contestati (traffico di stupefacenti, artt. 73 e 74 DPR 309/1990), censurando la valutazione del giudice di merito che avrebbe ritenuto il veicolo non occasionale e stabile strumento del reato; (2) manifesta illogicità della motivazione rispetto alla pertinenzialità, con rilievi specifici sull'uso del veicolo in soli due dei quattro episodi contestati, sulla contraddittorietà rispetto all'uso di altre vetture della famiglia e sulla scelta di non sequestrare invece l'altra Golf (targa D3483RW) dove fu trovata cocaina.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il controllo in sede di legittimità sulle ordinanze di sequestro sia consentito solo per violazione di legge o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza. Nel caso esaminato la motivazione del giudice dell'appello è risultata approfondita e non arbitraria: i rilievi del ricorrente attengono a valutazioni di fatto e di merito non sindacabili in cassazione, non a profili di illegittimità formale o a una totale mancanza di motivazione. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), artt. 73 e 74

    artt. 73 e 74 D.P.R. 9/10/1990 n. 309

    Gli artt. 73 e 74 qualificano i reati di traffico e associazione a delinquere in materia di stupefacenti; sono le fattispecie penali a cui si riferisce la contestazione e la valutazione della pertinenzialità del bene sequestrato.

  • Art. 321 cod. proc. pen.

    Norma processuale rilevante in materia di sequestro/dissequestro. Il ricorso sosteneva inosservanza di tale norma, ma la Corte ha ritenuto che la censura attengesse a valutazioni di merito sulla pertinenzialità non sindacabili in cassazione salvo che venga dimostrata una totale carenza motivazionale.

  • Art. 606, comma 1, cod. proc. pen., lett. c)

    art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Ground di ricorso per cassazione relativo alla violazione di norme di diritto. La Corte ricorda che il ricorso in materia di provvedimenti di sequestro è ammesso solo per violazione di legge, e che la dedotta inosservanza dell'art. 321 è, nel caso, in realtà una censura di merito non idonea.

  • Art. 606, comma 1, cod. proc. pen., lett. e)

    art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Ground di ricorso che riguarda la manifesta illogicità della motivazione. La Corte precisa che la gravità del vizio motivazionale deve essere tale da rendere il provvedimento privo dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza: nel caso la motivazione del giudice d'appello è stata ritenuta sufficientemente articolata.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro preventivo è ammesso principalmente per questioni di diritto o per vizi motivazionali estremi; contestazioni di mero apprezzamento del fatto o della prova sono in genere inammissibili.
  • Per impugnare con successo il sequestro di un bene come "pertinente" al reato occorre dimostrare che la motivazione del giudice sia assente, contraddittoria o manifestamente illogica, non limitarsi a offrire una diversa lettura dei fatti.
  • La qualificazione del veicolo come "corpo del reato" o bene strumentale (es. auto usata come 'staffetta') richiede valutazioni fattuali approfondite; la cassazione interviene solo se tali valutazioni risultano del tutto arbitrarie o prive di argomentazione.
  • Nel caso di più veicoli coinvolti, chi chiede il dissequestro deve indicare in modo preciso perché il vincolo di pertinenzialità non ricorra proprio per il bene sequestrato (es. prova che l'uso era occasionale o non collegato agli episodi contestati).
  • Chi propone ricorso in cassazione contro provvedimenti cautelari deve considerare il rischio di condanna per spese e ammende in caso di inammissibilità: è essenziale focalizzare i motivi su profili di diritto o su vizi motivazionali documentabili.

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