Cassazione Penale, Sentenza n. 162/2023 del 05/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per revocazione proposto da Luigi Vitale, terzo proprietario, avverso la confisca di prevenzione dell'imbarcazione da diporto Gobbi 345 sc disposta dalla Corte d'appello di Roma e confermata dalla Corte d'appello di Perugia. Il ricorrente ha sostenuto che erano emerse prove nuove (parcelle per compensi professionali, dichiarazione dei redditi IRPEF 2011, fattura di consulenza finanziaria) idonee a dimostrare la legittima provenienza delle somme impiegate per l'acquisto dell'imbarcazione.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le presunte prove nuove non avessero il carattere della novità rispetto al giudizio di prevenzione, in quanto la Corte d'appello di Roma aveva già valutato la capacità reddituale del Vitale e aveva evidenziato che circa il 70% della provvista utilizzata per gli assegni circolari provenne da sette versamenti in contanti (€34.000,00) effettuati tra il 28 giugno e il 6 luglio 2011. Tale circostanza (versamenti in contanti non tracciabili) rendeva inconcludenti le produzioni documentali postume del ricorrente e non in grado di scalfire il quadro probatorio che aveva giustificato la confisca. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
confisca di prevenzione (disciplina relativa alla misura ablativa patrimoniale)
Il giudice ha interpretato che, nel contesto della confisca di prevenzione, la revocazione richiede elementi di novità effettiva capaci di incidere sul quadro probatorio già esaminato; dati che risultino neutri o compatibili con le risultanze precedenti non sono idonei ad ottenere la revoca
Massime di principio
- Per ottenere la revoca di una confisca di prevenzione è necessario produrre elementi realmente nuovi rispetto al giudizio già definito; documentazione postuma che non contraddice né integra in modo decisivo le risultanze pregresse di norma non basta.
- La provenienza di somme versate in contanti, soprattutto se aggregate e temporaneamente collegate all'acquisto (versamenti in conto poi trasformati in assegni), riduce il valore probatorio di documenti che tendano a giustificare ex post la disponibilità di mezzi.
- La valutazione della capacità reddituale del presunto proprietario o del terzo richiede che i movimenti bancari e gli accertamenti sui flussi in uscita corrispondano temporalmente e materialmente agli acquisti contestati; l'assenza di movimenti coerenti sul conto del reale titolare rende più difficile la prova della lecita provenienza.
- Richieste di revocazione possono essere dichiarate inammissibili quando non soddisfano i requisiti di novità e idoneità a mutare il convincimento motivazionale che ha sorretto la misura ablativa; ciò comporta il rischio di condanna alle spese e, in alcuni casi, a sanzioni pecuniarie (es. Cassa delle ammende).
- In casi simili è strategico produrre prove documentali antecedenti o comprovanti trasferimenti effettivi e tracciabili collegabili all'acquisto, non solo attestazioni di reddito o fatture non corroborate da movimenti bancari coerenti.
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