Cassazione Penale, Sentenza n. 9198/2022 del 17/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per istigazione alla corruzione: Anelli è stato ritenuto colpevole per avere promesso un'utilità (un "regalo") a Daniele Capogreco, agente della polizia penitenziaria, affinché consegnasse un pacco al fratello detenuto. Il ricorrente ha dedotto vizio di motivazione per eccessiva dipendenza dalla sola dichiarazione di Capogreco, carenza di riscontri e illogicità della richiesta (dato che l'invio di generi di conforto sarebbe stato consentito senza intermediazioni); ha inoltre contestato l'idoneità e la serietà dell'offerta ai sensi dell'art. 322 c.p. e ha reclamato la mancata concessione della sospensione condizionale della pena.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto congrua e sufficiente la motivazione dei giudici di merito, valorizzando la deposizione del pubblico ufficiale destinatario della proposta corruttiva (Capogreco), il cui racconto è risultato coerente con riscontri parziali e con la reazione successiva (rifiuto e richiesta di intervento delle forze dell'ordine). È stato ritenuto provato che l'offerta era seria e idonea a evidenziare la finalità corruttiva, nonostante la mancata quantificazione dell'utilità promessa; pertanto il reato di istigazione alla corruzione è stato mantenuto. Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 322 cod. pen. (istigazione alla corruzione)
La Corte interpreta che l'offerta o promessa di utilità integra il reato di istigazione alla corruzione quando sia caratterizzata da serietà e idoneità a far percepire al pubblico ufficiale la finalità corruttiva; non è necessario che l'utilità sia quantitativamente determinata, purché la proposta sia chiara, seria e priva di possibili fraintendimenti.
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 e art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105 (procedimento in forma cartolare)
Il procedimento è stato trattato in forma cartolare secondo le norme emergenziali citate; la Corte ne prende atto senza incidere sul merito della valutazione probatoria compiuta dai giudici di merito.
Giurisprudenza citata: Sez. 6, n. 1935 del 4/11/2015 (Shirman, Rv. 266498)
Richiamato il principio secondo cui offerte di modesta entità possono integrare il reato di istigazione solo se caratterizzate da adeguata serietà e idoneità a turbare psicologicamente il pubblico ufficiale; la Corte applica questo principio al caso concreto ritenendo che la reiterazione della proposta e la reazione minacciosa del ricorrente dimostrino la serietà dell'offerta.
Massime di principio
- La dichiarazione del pubblico ufficiale destinatario dell'offerta può essere elemento decisivo se il teste è disinteressato e le sue parole trovano anche riscontri, anche se parziali, nei fatti.
- L'offerta o promessa non necessita di una quantificazione dell'utilità per integrare il reato di istigazione alla corruzione: è sufficiente che sia formulata in modo chiaro, serio e percepibile come illecita dal pubblico ufficiale.
- La ripetizione della proposta e la reazione aggressiva o minacciosa dell'offerente sono indici di serietà e idoneità dell'offerta a configurare la fattispecie corruttiva.
- L'assenza di testimoni che ricordino perfettamente un episodio non invalida automaticamente la versione del denunciante; il giudice valuta complessivamente la coerenza e i riscontri disponibili.
- In sede di legittimità non è consentita una rivalutazione integrale delle prove: i vizi di motivazione devono essere chiari e concreti per giustificare l'annullamento.
- La richiesta di benefici (es. sospensione condizionale) può essere rigettata se i giudici di merito ravvisano ragioni ostative fondate; il ricorrente deve dimostrare l'assenza di tali ragioni per ottenere l'annullamento.
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