Cassazione Penale, Sentenza n. 23498/2025 del 24/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Bologna (riesame) che aveva annullato l'ordinanza del GIP del 26/11/2024: il ricorrente deduceva violazione di legge e vizi di motivazione sostenendo che il Tribunale avesse sottovalutato la pericolosità dell'associazione 'Werwolf Division' (art. 270-bis c.p.), la reale operatività del gruppo (volantinaggio, riunioni, proselitismo online, contatti telematici), la disponibilità/ricerca di armi e l'esistenza di una struttura organizzata; inoltre contestava la valutazione sulla mancanza di esigenze cautelari rispetto al reato di cui all'art. 604-bis c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse motivato adeguatamente la decisione: l'associazione contestata non aveva mostrato un'effettiva idoneità a sovvertire violentemente l'ordine democratico, le attività si erano concretizzate soprattutto in proclami online, un limitato volantinaggio e una riunione con pochi partecipanti; mancavano luoghi d'incontro, mezzi (armi, autovetture, documenti falsi) e risorse necessarie per realizzare il programma eversivo. Sulla contestazione relativa all'art. 604-bis, pur confermando la gravità indiziaria, il Tribunale aveva ritenuto cessate le esigenze cautelari; il ricorrente non ha fornito censure specifiche e pertanto la doglianza è stata ritenuta aspecifica e inammissibile.
Norme richiamate
Per la configurabilità dell'associazione eversiva è richiesta non solo l'adesione ideologica ma la prova della idoneità strutturale a sovvertire violentemente l'ordine democratico; essendo reato di pericolo presunto occorre comunque verificare l'effettività della struttura e la sua concreta capacità di realizzare il progetto eversivo
Rileva la sussistenza di esigenze cautelari attuali e concrete; la loro cessazione può giustificare la mancata applicazione di misure cautelari nonostante la gravità del quadro indiziario
art. 21 Cost.
Tutela della libertà di espressione: la mera adesione o propaganda ideologica, anche se contraria ai valori costituzionali, non è sufficiente a integrare il reato di associazione eversiva se non è accompagnata da atti concreti che dimostrino idoneità offensiva
Giurisprudenza di legittimità (richiamata)
Sez. 5, n. 2651 del 08/10/2015 Nasr Osama, Sez. 6, n. 39810 del 12/06/2019 Pmt c/Cattaneo; Sez. U, n. 11 del 22/03/2000 Audino; Sez. 4, n. 26992 del 29/05/2013 Tiana
La giurisprudenza richiede valutazioni di idoneità della struttura associativa e impone al giudice della legittimità di limitarsi a verificare la completezza, la congruenza logica e la correttezza in diritto della motivazione dei giudici di merito
Massime di principio
- Per l'art. 270-bis c.p. non basta l'ideologia: è necessario dimostrare la capacità organizzativa e materiali idonei (armi, luoghi di incontro, risorse, piani concreti) che rendano possibile l'attuazione di un progetto eversivo
- La propaganda online e proclami, se non accompagnati da concretezza operativa, possono rientrare nella tutela della libertà di espressione e non configurare automaticamente il reato associativo eversivo
- Nella valutazione della pericolosità di reati di pericolo presunto il giudice deve accertare l'effettiva idoneità della struttura a compiere reati violenti; l'assenza di mezzi e risorse rileva in senso favorevole all'imputato
- Per le misure cautelari (es. ex art. 604-bis) occorre provare esigenze cautelari attuali e specifiche; la loro cessazione giustifica la revoca o il mancato mantenimento delle misure nonostante indizi di gravità
- In Cassazione le censure devono riguardare vizi di motivazione seri e specifici (omessa motivazione, manifesta illogicità, contraddittorietà); non è consentito chiedere una rinnovata valutazione dei fatti salvo che sussistano motivi di illegittimità nella motivazione
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