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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27348/2026 del 21/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

La sentenza di appello aveva confermato la condanna di primo grado per falsa testimonianza e aveva negato l'applicazione della pena sostitutiva della detenzione domiciliare, ritenendo ostativi i precedenti penali dell'imputata e valorizzandoli come indice di assenza di resipiscenza e di prognosi negativa sulla funzione rieducativa della sanzione sostitutiva. Il ricorso per cassazione deduceva violazione di legge e vizio della motivazione sul solo diniego della pena sostitutiva, lamentando che il giudice di merito si fosse limitato a un richiamo apodittico ai precedenti penali, senza una concreta e specifica valutazione delle condizioni richieste dagli artt. 53 e seguenti della legge n. 689 del 1981, come modificata dalla riforma Cartabia.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso limitatamente al diniego della pena sostitutiva. Ha ritenuto che il giudice di merito non possa fondare il rifiuto su un automatismo derivante dalla mera esistenza di precedenti penali, ma debba compiere un giudizio prognostico concreto e specificamente motivato sulla idoneità della sanzione sostitutiva a contenere il rischio di recidiva e a perseguire la finalità rieducativa. Poiché la motivazione della Corte territoriale era apodittica e non spiegava in che modo i precedenti incidessero negativamente sulla sostituzione, la sentenza è stata annullata con rinvio ad altra sezione della medesima Corte di appello per nuovo esame sul punto.

Norme richiamate

  • art. 372 c.p.

    indica il reato per cui l'imputata era stata condannata in entrambi i gradi di merito, ma non è oggetto del sindacato di legittimità; il ricorso riguarda solo il trattamento sanzionatorio.

  • artt. 53 e segg. l. 24 novembre 1981, n. 689

    disciplinano le pene sostitutive della pena detentiva breve; il giudice deve verificarne in concreto l'idoneità rispetto alle finalità preventive e rieducative, con motivazione specifica.

  • artt. 58 e 59 l. 24 novembre 1981, n. 689

    impongono un giudizio prognostico composito e ancorato al caso concreto e alla personalità dell'imputato per stabilire se la pena sostitutiva sia adeguata a prevenire la commissione di ulteriori reati e a soddisfare la funzione rieducativa.

Massime di principio

  • Il diniego della pena sostitutiva non può essere fondato su un automatismo derivante dalla sola esistenza di precedenti penali: tali precedenti possono rilevare solo se, valutati concretamente, consentano di formulare una prognosi negativa specificamente motivata.
  • In sede di applicazione delle pene sostitutive della pena detentiva breve, il giudice deve svolgere un apprezzamento individualizzato e dare conto delle ragioni per cui la misura non sia idonea a prevenire il rischio di recidiva e a perseguire la finalità rieducativa.
  • La motivazione sul diniego delle pene sostitutive deve essere puntuale, concreta e ancorata agli elementi di fatto emersi nel processo; una motivazione meramente assertiva o apodittica è illegittima.
  • La verifica sulla sostituibilità della pena non riguarda soltanto la presenza di precedenti, ma la loro effettiva incidenza prognostica alla luce della personalità del condannato e del caso concreto.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

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