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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49566/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva principalmente nullità processuali: (i) mancata effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato per inefficacia dell'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio (richiamando gli artt. 420-bis e 420-quater c.p.p. e l'art.162, comma 4-bis c.p.p.); (ii) omissione della traduzione nella lingua comprensibile all'imputato (cinese) del decreto di citazione a giudizio, essendo stata prodotta solo la traduzione in inglese, in violazione delle norme sulla comunicazione degli atti agli stranieri (richiamando artt. 143, 178, 179, 180 c.p.p.). In subordine contestava anche la fondatezza della responsabilità penale in relazione alla normativa sui soggiorni di breve durata (legge 28/5/2007, n.68), ma il giudice di legittimità ha ritenuto assorbiti i profili di merito a fronte dei vizi processuali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i primi due motivi di ricorso. Ha dichiarato l'esistenza di nullità assoluta (insanabile) connessa all'inefficacia dell'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio (mancato assenso dello stesso) e alla conseguente omissione della valida citazione dell'imputato; ha inoltre rilevato la nullità per mancata traduzione nella lingua comprensibile (cinese) del decreto di citazione. Per tali ragioni ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e tutti i precedenti atti affetti dalla nullità, disponendo la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna affinché il processo sia iniziato nuovamente da altro giudice, garantendo la regolare instaurazione del contraddittorio e la traduzione degli atti nella lingua comprensibile all'imputato.

Norme richiamate

  • art. 10-bis D.Lgs. n.286/1998

    Norma che definisce il reato contestato nella sentenza di primo grado; la Cassazione non ha risolto il merito del reato, perché ha annullato la sentenza per vizi processuali preliminari.

  • art. 162, comma 4-bis c.p.p.

    Stabilisce che l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio è efficace solo con l'assenso del difensore; la Corte ha ritenuto che in mancanza di tale assenso la domiciliazione è inefficace e le notifiche conseguenti non assicurano la reale conoscenza del processo.

  • art. 161, comma 4 c.p.p.

    Riguarda le notifiche al difensore d'ufficio; la giurisprudenza e la Corte hanno ritenuto che le notifiche fatte al difensore che ha rifiutato la domiciliazione siano sostanzialmente inidonee e affette da nullità assoluta.

  • artt. 143, 178, 179, 180 c.p.p.

    Norme concernenti la regolarità delle notifiche, la tutela del contraddittorio e la rilevabilità delle nullità; la Corte ha richiamato tali disposizioni per affermare l'esistenza di nullità processuali dovute alla mancata traduzione e alla mancata effettiva conoscenza del procedimento.

  • art. 420-bis e 420-quater c.p.p.

    Richiamate dalla difesa come norme processuali a pena di nullità in relazione alla mancata conoscenza del processo; la Corte ha ritenuto fondate le censure processuali basate su principi di tutela dell'effettiva conoscenza del procedimento.

  • D.L. n.137/2020, art. 23, comma 8

    Norma procedurale che ha consentito la trasmissione tempestiva della requisitoria scritta del Procuratore generale; menzionata nella fase procedurale ma non incidente sulla decisione di merito.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 23948 del 28/11/2019 (Darwish) e Sez. 5, n. 32586 del 14/06/2022 (Stroe)

    Decisioni di legittimità richiamate dalla Corte che stabiliscono il principio secondo cui l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non può di per sé costituire prova dell'effettiva conoscenza del processo e che le notifiche al difensore che ha rifiutato la domiciliazione sono affette da nullità assoluta.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio è efficace solo se il difensore vi presta espressamente il proprio assenso; in mancanza l'elezione è inefficace e le notifiche effettuate in quella forma possono essere nulle.
  • Le notifiche successive (es. avviso di fine indagini, decreto di citazione a giudizio) indirizzate al difensore che ha rifiutato la domiciliazione non garantiscono la reale conoscenza del processo e possono dar luogo a nullità assoluta rilevabile d'ufficio.
  • Se l'imputato straniero ha dichiarato di non comprendere l'italiano, gli atti essenziali (in particolare la vocatio in ius: decreto di citazione) devono essere tradotti in una lingua a lui comprensibile; una traduzione in altra lingua non idonea (es. inglese quando il soggetto capisce solo cinese) determina nullità.
  • Quando emergono nullità assolute sulla regolare instaurazione del contraddittorio, la Corte può annullare senza rinvio e disporre la rinnovazione del processo davanti a diverso giudice, previa verifica della corretta instaurazione del contraddittorio (notifiche e traduzioni).
  • La difesa deve sollevare tempestivamente le eccezioni su notifiche e traduzioni; tuttavia, alcune nullità (assolute) sono rilevabili d'ufficio e vincolano il giudice anche se la parte non le ha valorizzate.
  • In sede di organizzazione del procedimento penale verso imputati stranieri, l'autorità deve verificare e documentare la lingua compresa dall'imputato e adottare misure concrete per assicurare la piena conoscenza del processo (traduzioni, interpreti, verifica del consenso del difensore d'ufficio alla domiciliazione).

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