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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34683/2024 del 13/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato non doversi procedere per difetto della condizione di procedibilita' (mancata querela) per il reato di furto aggravato (artt. 624, 625 n.2 e 7 c.p.). Il Procuratore Generale deduce l'erronea applicazione degli artt. 516 e ss. c.p.p., sostenendo che l'aggravante ex art. 625 n.7 (bene destinato a pubblico servizio, energia elettrica) risultava contestata in fatto nell'atto di imputazione e, comunque, e' stata tempestivamente contestata dal P.M. in prima udienza utile, rendendo il reato procedibile d'ufficio nonostante la riforma della procedibilita' introdotta dal d.lgs. n.150/2022.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha affermato che l'aggravante puo' essere di natura valutativa ma puo' essere validamente "contestata in fatto" quando l'imputazione riporta elementi fattuali idonei a rendere manifesta la destinazione del bene al servizio pubblico (nel caso, l'allaccio diretto alla rete dell'ente distributore). Inoltre il P.M., nella prima udienza utile dopo il termine transitorio fissato dall'art.85 d.lgs.150/2022, poteva esercitare il potere di contestazione suppletiva ex art.517 c.p.p., eliminando l'ostacolo della mancanza di querela e rendendo il reato procedibile d'ufficio. Per queste ragioni la sentenza impugnata e' stata annullata con rinvio al Tribunale di Catania in diversa composizione per celebrare il giudizio; la Cassazione ha rilevato la nullita' degli atti per mancata notificazione della modifica dell'imputazione e ha disposto il rinnovo del giudizio dal momento della nullita'.

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt. 624, 625 n.2 e 7 c.p.

    Gli articoli individuano il reato di furto e le aggravanti; la Corte ha ritenuto che l'aggravante n.7 (bene destinato a pubblico servizio) possa incidere sul regime di procedibilita' (procedibile d'ufficio) se adeguatamente contestata.

  • d.lgs. n.150/2022 (riforma procedibilita')

    art. 2, comma 1, lett. i) e art. 85 d.lgs. n.150/2022

    La modifica ha reso il furto in generale procedibile a querela salvo alcune eccezioni; l'art.85 ha disciplinato il regime transitorio e il termine per la presentazione della querela (decorrenza dal 30.12.2022 e termine fino al 30.3.2023). La Corte ha coordinato tale disciplina con il potere del P.M. di contestazione suppletiva.

  • Codice di procedura penale

    artt. 516-521, 517, 520, 129 c.p.p.

    Le norme regolano la modifica dell'imputazione e le contestazioni suppletive. La Corte ha evidenziato che il P.M. puo' contestare suppletivamente circostanze aggravanti in dibattimento (art.517) e che l'art.129 non impedisce la valida contestazione suppletiva esercitata nella prima udienza utile dopo il termine transitorio.

  • Codice di procedura penale (novellato dalla riforma Cartabia)

    art. 554-bis e art. 554-ter c.p.p.

    Norme che regolano l'udienza predibattimentale e le contestazioni in limine litis; la Corte le ha richiamate per sostenere la funzione della contestazione suppletiva e la verifica di corrispondenza tra imputazione e atti.

  • Codice di procedura penale (tutele difensive)

    art. 417, comma 1, lett. b) c.p.p.; artt. 421, 423, 519 c.p.p.

    Disposizioni che impongono chiarezza e precisione nell'enunciazione delle circostanze aggravanti e regolano i diritti difensivi; la Corte le ha richiamate per valutare quando la contestazione in fatto e' sufficiente a garantire la difesa.

  • Codice di procedura penale (nullita' e rinnovo)

    art. 569 c.p.p., prima parte del quarto comma

    Regola il rinvio per nullita' degli atti: la Cassazione ha disposto il rinvio al Tribunale per cancellare la nullita' derivante dalla mancata notificazione della modifica dell'imputazione.

  • Costituzione

    Richiamati per i principi di uguaglianza e del giusto processo: la Corte ha bilanciato il dovere di obbligatorieta' dell'azione penale con la tutela dei diritti di difesa.

Massime di principio

  • L'aggravante ex art.625 n.7 (bene destinato a pubblico servizio) e' di natura prevalentemente valutativa: puo' essere contestata in fatto solo se l'imputazione contiene elementi fattuali chiari e precisi che rendono manifesta la destinazione del bene al servizio pubblico (es. allaccio diretto alla rete dell'ente distributore).
  • Dopo la riforma (d.lgs.150/2022) il Pubblico Ministero puo' esercitare il potere di contestazione suppletiva ex art.517 c.p.p. nella prima udienza utile successiva al termine transitorio; tale contestazione, se tempestiva e sufficientemente precisa, puo' ripristinare la procedibilita' d'ufficio anche in presenza di mancata querela presentata nei termini transitori.
  • Il giudice non deve automaticamente dichiarare l'improcedibilita' 'ora per allora' quando il P.M. nell'ambito del primo dibattimento utile esercita la contestazione suppletiva: occorre valutare la possibilita' concreta del P.M. di reintegrare l'imputazione conformemente agli atti e garantire il contraddittorio e la difesa.
  • Se il P.M. effettua una contestazione suppletiva in udienza, il giudice deve disporre la regolare notificazione della modifica dell'imputazione; la sua omissione puo' determinare nullita' degli atti e obbligo di rinnovo del giudizio.
  • Per la difesa: qualora il capo di imputazione menzioni fatti materiali che rendono evidente la destinazione pubblica del bene (es. collegamento abusivo alla rete di un gestore), e' necessario contestare tempestivamente la qualificazione in fatto e chiedere eventuali chiarimenti o integrazioni per tutelare il diritto di difesa.
  • Per il P.M.: nel contesto delle riforme processuali, porre attenzione a esercitare immediatamente in udienza il potere di contestazione suppletiva quando la procedibilita' puo' risultare compromessa dal nuovo regime transitorio, assicurando comunque la chiarezza degli elementi fattuali che fondano l'aggravante.

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