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Ordinanza

Ordinanza n. 85/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della Determinazione Dirigenziale CA/2571/2025, PROT. CA/224051 del 17/11/2025 emanata dall'Ufficio Concessioni Occupazione di Suolo Pubblico - Municipio Roma I, avente ad oggetto “l'annullamento d'ufficio in autotutela, ex art. 21-nonies L. 241/1990, della concessione O.S.P. Permanente rilasciata in favore di Vitigni S.r.l.s., avente ad oggetto la Concessione per occupazione di suolo pubblico permanente in Via Bernardino Telesio n. 30 anglo Circonvallazione Trionfale n. 22 per il collocamento di tavoli, sedie, elementi di riscaldamento, di perimetrazione e pedana amovibile, per complessivi mq. 15,00”, notificata a mezzo pec il 19.11.2025; di ogni atto ad essa presupposto, consequenziale e comunque connesso.

Giustizia amministrativa202514687

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: annullamento d'ufficio in autotutela della concessione permanente per occupazione di suolo pubblico relativa a un dehors

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione e controinteressato)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, la determinazione dirigenziale con cui Roma Capitale ha annullato d'ufficio, ai sensi dell'art. 21-nonies l. 241/1990, la concessione permanente per l'occupazione di 15 mq di suolo pubblico destinati a tavoli, sedie, elementi di riscaldamento, perimetrazione e pedana amovibile. Il provvedimento riguardava un dehors collocato in corrispondenza di Via Bernardino Telesio e Circonvallazione Trionfale. Il testo dell'ordinanza non espone specifici motivi di ricorso oltre alla contestazione dell'annullamento d'ufficio, né indica autonome censure di violazione di legge, incompetenza o eccesso di potere.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistente un sufficiente fumus boni iuris. In particolare, dagli atti risultava che la concessione era stata assentita in corrispondenza di un numero civico diverso da quello presso il quale la ricorrente aveva collocato il dehors; inoltre, l'ubicazione del dehors non sembrava corrispondere a quella indicata nella planimetria allegata alla concessione. Tali elementi hanno impedito, nella fase cautelare, di ravvisare una ragionevole probabilità di fondatezza delle censure. Le spese della fase cautelare sono state compensate. L'ordinanza non decide definitivamente il ricorso per l'annullamento.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    La determinazione impugnata è qualificata come annullamento d'ufficio in autotutela della concessione per occupazione di suolo pubblico; l'ordinanza non svolge tuttavia una specifica analisi dei presupposti sostanziali dell'autotutela.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale della domanda cautelare incidentale; il TAR ha valutato il fumus boni iuris e ha respinto la sospensione richiesta.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la domanda di sospensione può essere respinta quando dagli atti emergano discordanze oggettive tra il titolo concessorio, il numero civico dell'area autorizzata, l'ubicazione effettiva dell'occupazione e la planimetria allegata, tali da escludere un sufficiente fumus boni iuris.
  • Il rigetto della domanda cautelare per insufficiente fumus boni iuris non definisce il merito dell'azione di annullamento proposta contro il provvedimento amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoTutela cautelareAutotutela
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareAutotutela decisoriaDifetto di istruttoria

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