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Sentenza

Sentenza n. 628/2026 - Torino, Sezione 3

per l'annullamento - del provvedimento Prot. n. -OMISSIS-/D - Area I/ter del -OMISSIS-, notificato il 5.5.21, con il quale il Prefetto di Torino ha disposto, nei confronti del ricorrente, il divieto di detenzione di qualsiasi tipo di arma, di munizione e materiale esplodente, ex art. 39 TULPS; - del provvedimento Prot. n. -OMISSIS- - Area 1 ter del -OMISSIS-, notificato il 11.5.21, con il quale il Prefetto di Torino ha disposto la revoca della licenza n. -OMISSIS- Area 1 bis, rilasciata il -OMISSIS-, per detenere presso la propria abitazione un numero di cartucce superiore ai limiti stabiliti (1500 cartucce cariche per arma corta e trasporto di 600 necessarie per lo svolgimento dell'attività di tiratore antagonista).

Giustizia amministrativa202100654

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: divieto prefettizio di detenzione di armi, munizioni e materiale esplodente e revoca della licenza per detenere e trasportare cartucce oltre i limiti ordinari

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il divieto prefettizio di detenzione di qualsiasi tipo di arma, munizione e materiale esplodente, adottato ai sensi dell'art. 39 TULPS, nonché la conseguente revoca della licenza che gli consentiva di detenere presso l'abitazione un quantitativo di cartucce superiore ai limiti ordinari. I provvedimenti traevano origine da un episodio nel quale, durante il controllo del corretto inserimento dei proiettili nella camera di scoppio di un'arma recentemente acquisita, si verificava accidentalmente uno sparo che raggiungeva l'appartamento attiguo, danneggiando un pensile della cucina dei vicini. I Carabinieri sequestravano le armi e deferivano il ricorrente all'autorità giudiziaria per il reato di accensioni ed esplosioni pericolose di cui all'art. 703 c.p. Il ricorrente ha dedotto violazione ed erronea applicazione degli artt. 39, 11 e 43 TULPS e degli artt. 3, 10 e 10-bis l. 241/1990, difetto di istruttoria, motivazione apparente, illogicità, irragionevolezza, arbitrarietà e sproporzionalità. Ha sostenuto che l'amministrazione avesse valorizzato un unico episodio accidentale, omettendo di considerare la sua lunga esperienza senza precedenti incidenti, l'utilizzo delle armi per finalità sportive e gli incarichi ricoperti nell'ambito dell'attività sportiva. Con il secondo motivo ha contestato che il mero deferimento all'autorità giudiziaria potesse fondare i provvedimenti senza un'autonoma istruttoria e senza una specifica dimostrazione della pericolosità o inaffidabilità personale.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Quanto al divieto di detenzione, ha ritenuto adeguata e immune da vizi di logicità e ragionevolezza la valutazione prefettizia di carenza del requisito di affidabilità, fondata sull'episodio di sparo e sul deferimento per accensioni ed esplosioni pericolose. Gli artt. 10, 11, 39 e 43 TULPS subordinano il possesso e l'uso delle armi a una condotta irreprensibile, all'affidabilità e alla garanzia di non abuso; tali poteri possono essere esercitati anche in assenza di condanna penale o di un procedimento penale definito, quando gli elementi disponibili facciano sorgere un sospetto di possibile abuso o di insufficiente autocontrollo. Anche un episodio di limitato rilievo criminale, se sintomatico di negligenza nel maneggio delle armi, può quindi giustificare una misura interdittiva. Il giudice ha ritenuto non fondata la doglianza secondo cui il provvedimento sarebbe stato basato soltanto sul deferimento, rilevando che l'amministrazione aveva considerato la concreta condotta di sparo e le sue modalità. Quanto alla revoca della licenza per il quantitativo eccedente di cartucce, il TAR l'ha qualificata come atto dovuto ai sensi dell'art. 11, comma 3, TULPS, perché il divieto di detenzione fa venir meno una condizione necessaria per la titolarità della licenza. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 39 TULPS

    facoltà di vietare la detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti

    Il Prefetto può vietare la detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti quando ritenga sussistente un rischio di abuso o una carenza di affidabilità.

  • art. 11, commi 2 e 3, TULPS

    Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte, le condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere revocate quando sopraggiungono o vengono a risultare circostanze che avrebbero imposto o consentito il diniego della autorizzazione.

    La perdita delle condizioni richieste per l'autorizzazione impone la revoca; il venir meno della possibilità di detenere armi elimina una precondizione necessaria per la licenza relativa a cartucce e munizioni.

  • art. 43, comma 2, TULPS

    la licenza può essere ricusata ai condannati per delitto diverso da quelli sopra menzionati e a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi

    Il requisito di affidabilità nel non abusare delle armi consente una valutazione discrezionale preventiva e non richiede necessariamente una condanna penale definitiva.

  • art. 703 c.p.

    accensioni ed esplosioni pericolose

    Il deferimento per una condotta penalmente rilevante, unitamente alle concrete modalità dell'episodio, costituisce elemento sintomatico di negligenza nel maneggio delle armi e può fondare la valutazione prefettizia di inaffidabilità.

  • artt. 3, 10 e 10-bis l. 241/1990

    Le censure relative a motivazione, partecipazione e istruttoria sono state ritenute infondate, poiché il provvedimento esplicitava le ragioni della valutazione di inaffidabilità e gli elementi concreti posti a base della decisione.

Massime di principio

  • Il divieto prefettizio di detenzione di armi può essere adottato anche in assenza di una condanna penale definitiva o di un procedimento penale definito, quando la condotta concretamente accertata ingeneri un ragionevole sospetto di possibile abuso delle armi o di insufficiente autocontrollo.
  • Ai fini della valutazione di affidabilità richiesta dagli artt. 10, 11, 39 e 43 TULPS, anche un singolo episodio di limitato rilievo criminale può essere sufficiente se, per le sue modalità, evidenzia negligenza nel maneggio delle armi e risulta incompatibile con il possesso di un titolo di polizia in materia di armi.
  • La valutazione prefettizia di inaffidabilità nel corretto uso delle armi costituisce esercizio di potere discrezionale e non richiede necessariamente una pluralità di episodi o una prova certa di pericolosità futura, essendo sufficiente che non possa escludersi il rischio di abuso sulla base degli elementi acquisiti.
  • Quando viene meno il diritto o la possibilità giuridica di detenere armi, deve essere revocata la licenza che consente la detenzione o il trasporto di armi e munizioni oltre i limiti ordinari, poiché la detenzione costituisce una precondizione necessaria per il mantenimento della licenza.
  • Il provvedimento prefettizio in materia di armi è adeguatamente motivato quando individua la condotta concreta, la sua rilevanza ai fini dell'affidabilità e il rischio per l'ordine e la sicurezza pubblica; non è necessario che l'amministrazione attenda l'esito definitivo del procedimento penale.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaLicenze e autorizzazioni di polizia
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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