Sentenza del 13/11/2017 n. 415 - Comm. Trib. Prov. Savona
Accertamento - indagini finanziarie - temporanee differenze tra incassi e versamenti bancari - irrilevanza - art. 32, D.P.R. n. 600/73
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'accertamento si fondava sulle indagini finanziarie e sulla presunzione prevista dall'art. 32 del D.P.R. n. 600/1973, ritenendo che le temporanee differenze tra gli incassi contabilizzati e i successivi versamenti bancari costituissero maggiori ricavi non dichiarati. Il ricorrente ha contestato tale impostazione, sostenendo che, soprattutto nelle attività commerciali al dettaglio, è fisiologico che gli incassi vengano versati in banca con differenze temporali di breve periodo.
La decisione
La presunzione di maggiori ricavi non opera automaticamente con riferimento ai singoli scostamenti temporali o alle differenze di micro periodo tra incassi e versamenti. Tali differenze sono fiscalmente irrilevanti quando risultano compatibili con la normale gestione dell'attività commerciale. Il confronto deve essere effettuato complessivamente, considerando i corrispettivi contabilizzati e dichiarati e il totale dei versamenti bancari effettuati nell'intero esercizio. L'accertamento può quindi fondarsi sulla presunzione soltanto in presenza di uno scostamento complessivo non giustificato, non sulla mera asincronia tra singoli incassi e versamenti.
Norme richiamate
Art. 32 del D.P.R. n. 600/1973
Presunzione di maggiori ricavi derivante dai dati e dagli elementi risultanti dai conti bancari
La presunzione bancaria non deve essere applicata meccanicamente alle singole differenze temporali tra incassi e versamenti. Occorre valutare la situazione in modo complessivo e con riferimento all'intero periodo d'imposta, tenendo conto della fisiologica dilazione dei versamenti nelle attività commerciali al dettaglio.
Massime di principio
- La presenza di differenze temporanee tra la data dell'incasso e quella del versamento bancario non dimostra, da sola, l'esistenza di ricavi non dichiarati.
- Nelle attività al dettaglio è normale che gli incassi vengano versati periodicamente e non quotidianamente; gli scostamenti di breve periodo devono quindi essere valutati alla luce delle prassi operative dell'impresa.
- Il controllo fiscale deve confrontare i dati complessivi dell'intero esercizio, non isolare singoli giorni o brevi intervalli temporali.
- La presunzione di maggiori ricavi può assumere rilievo quando i versamenti bancari complessivi eccedono i ricavi contabilizzati e dichiarati senza una spiegazione documentata e coerente.
- È opportuno conservare documentazione idonea a dimostrare la riconducibilità dei versamenti agli incassi registrati, come registri dei corrispettivi, distinte di versamento, report di cassa e procedure interne di gestione degli incassi.
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