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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45202/2023 del 09/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente, sottoposto a espiazione pena in regime carcerario, aveva chiesto la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale ovvero, in subordine, della detenzione domiciliare o della semilibertà. Il Tribunale di sorveglianza di Napoli aveva dichiarato inammissibile l'istanza ritenendola mera riproposizione di una precedente domanda rigettata il 12/05/2022 e ritenendo che la indicazione di un nuovo domicilio non fosse idonea a superare il giudizio negativo sullo stato di pericolosità e sull'inaffidabilità del condannato. Il difensore ha impugnato sostenendo che, essendo stata fornita una nuova situazione domiciliare idonea, il Tribunale avrebbe dovuto instaurare il contraddittorio prima di dichiarare l'inammissibilità, non potendosi pronunciare de plano su elementi nuovi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha richiamato la disciplina e la giurisprudenza secondo cui la dichiarazione di inammissibilità de plano è ammessa soltanto quando la richiesta sia identica, per oggetto e per elementi giustificativi, a una precedente già rigettata ovvero sia manifestamente infondata per assenza dei presupposti minimi di legge, e che tale valutazione non può tradursi in un apprezzamento di merito o discrezionale. Nel caso concreto il Tribunale aveva invece svolto un giudizio di merito, ritenendo che il nuovo domicilio non superasse il precedente negativo apprezzamento, con ciò richiedendo l'instaurazione del contraddittorio. Pertanto la Corte ha annullato il decreto impugnato e ha disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza di Napoli per nuovo giudizio previa instaurazione del contraddittorio.

Norme richiamate

  • art. 666, comma 2, cod. proc. pen.

    Consente la dichiarazione di inammissibilità de plano, con decreto motivato del Presidente, solo nelle ipotesi di manifesta infondatezza per difetto delle condizioni di legge o di mera riproposizione di una richiesta già rigettata; tale procedura de plano non può invece essere utilizzata per compiere valutazioni di merito o apprezzamenti discrezionali.

  • art. 678, comma 1, cod. proc. pen.

    Collegato all'art. 666, disciplina il procedimento di sorveglianza e la possibilità di adottare decreti motivati del Presidente in presenza delle condizioni tassative previste, richiamando la necessità di rispetto delle forme procedurali ordinarie salvo i casi previsti.

  • Giurisprudenza di legittimità (segnalate: Sez.1 n.20559/2012 Piana; Sez.1 n.35045/2013 Giuffrida; Sez.1 n.6558/2013 Piccinno; Sez.1 n.40974/2011 Cecere)

    Ha precisato che la dichiarazione di manifesta infondatezza non può implicare alcun giudizio di merito o discrezionale e ha definito le condizioni tassative che giustificano l'emissione del decreto presidenziale di inammissibilità de plano.

Massime di principio

  • La inammissibilità de plano nelle procedure di sorveglianza è legittima solo se la nuova istanza è identica, per oggetto ed elementi giustificativi, a una precedente già respinta o è manifestamente priva dei presupposti di legge.
  • Se il richiedente allega fatti o elementi nuovi idonei a superare le ragioni del rigetto precedente (es. nuovo domicilio ritenuto idoneo), il Tribunale non può decidere de plano ma deve instaurare il contraddittorio e valutare nel merito.
  • La valutazione di manifesta infondatezza non può tradursi in un apprezzamento discrezionale sul comportamento o sulla pericolosità del condannato: tali profili richiedono audizione delle parti e decisione con modalità ordinarie.
  • Se il Tribunale provvede de plano ma entra in un giudizio di merito senza contraddittorio, la decisione è annullabile in Cassazione con rinvio per nuovo giudizio.
  • I difensori devono esplicitare e documentare qualsiasi elemento nuovo rispetto alle istanze precedenti e chiedere espressamente l'instaurazione del contraddittorio quando tali elementi siano suscettibili di incidere sulla valutazione del beneficio.
  • Nel motivare un decreto di inammissibilità de plano il Presidente deve limitarsi a verificare l'identità delle istanze o la manifesta infondatezza obiettiva, evitando qualsiasi valutazione discrezionale o ricostruzione del merito.

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