Sentenza n. 3577/2026 - Roma, Sezione 4T
per l’accertamento dell’illegittimità del diniego (implicito) dell’istanza di accesso agli atti del 21 settembre 2025 (prot. CU/2025/0099493) inerente alla documentazione urbanistica acquisita dalla Direzione Tecnica del XV Municipio presso il Dipartimento Attuazione Urbanistica — Ufficio Condono Edilizio; e per l’accertamento dell’obbligo dell’Amministrazione di provvedere in ordine alla suddetta domanda di accesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego implicito e successivo riscontro negativo alle istanze di accesso alla documentazione urbanistica e alla domanda di condono relativa a un immobile di proprietà di un terzo
Esito
La controversia
La ricorrente, proprietaria di un immobile sito nelle vicinanze di quello appartenente a un terzo, aveva chiesto al XV Municipio l'abbattimento di una porzione ritenuta abusiva. Dopo avere rilevato una difformità tra la copia della domanda di condono in suo possesso e quella risultante nella disponibilità dell'Amministrazione, aveva presentato un'istanza di accesso il 30 giugno 2025 e una successiva istanza il 21 settembre 2025, chiedendo l'ostensione della documentazione urbanistica acquisita presso gli uffici comunali competenti. La seconda istanza era stata riscontrata negativamente il 26 settembre 2025, sul presupposto che i documenti fossero già stati trasmessi. La ricorrente ha quindi domandato l'accertamento dell'illegittimità del diniego e dell'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sull'istanza di accesso. Roma Capitale ha dedotto che il Municipio aveva indicato alla ricorrente l'Ufficio Condono, quale ufficio materialmente detentore della documentazione, e ha depositato in giudizio i documenti richiesti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che il deposito in giudizio della documentazione da parte di Roma Capitale aveva integralmente soddisfatto la pretesa ostensiva e che la ricorrente lo aveva espressamente riconosciuto. Il giudice non ha accolto la richiesta di condanna alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, disponendo la compensazione integrale delle spese per giusti ed eccezionali motivi. In particolare, ha considerato che le istanze non erano state presentate all'ufficio che risultava materialmente in possesso dei documenti.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
cessazione della materia del contendere
La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, nel corso del giudizio, l'Amministrazione soddisfa integralmente la pretesa fatta valere e tale soddisfazione è riconosciuta dalla parte ricorrente.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nelle more del giudizio, l'Amministrazione soddisfa integralmente la domanda di accesso mediante la messa a disposizione o il deposito della documentazione richiesta e il ricorrente riconosce l'avvenuto adempimento.
- La mancata presentazione dell'istanza di accesso all'ufficio che detiene materialmente i documenti può giustificare la compensazione integrale delle spese di lite, anche quando l'Amministrazione soddisfi la pretesa solo dopo la proposizione del ricorso.
Come è indicizzato
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