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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3350/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il pubblico ministero impugna l'assoluzione per il reato di minaccia emessa dal Giudice di Pace, denunciando motivazione manifestamente illogica e travisamento della prova. In particolare, sostiene che dalle dichiarazioni rese in dibattimento (tra cui quelle della madre della persona offesa) e dal contenuto della querela emergeva chiaramente che il destinatario delle minacce fosse Luigi La Rosa, mentre la sentenza aveva ritenuto incerta la riferibilità delle frasi minacciose alla persona offesa.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per vizio di motivazione. Ha censurato la sentenza del Giudice di Pace come assertiva, disconnessa e carente nella tessitura logica, priva della necessaria esposizione dei dati processuali e delle ragioni che giustificano la decisione (violazione dell'obbligo motivazionale ex art. 125 cod. proc. pen.). Di conseguenza ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio al Giudice di Pace di San Giovanni in Fiore in diversa persona fisica per nuovo esame della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Imposto l'obbligo motivazionale del provvedimento giudiziale: la sentenza deve esporre i dati di fatto emersi e le ragioni logiche che giustificano la decisione; carenza di motivazione può costituire vizio di legge annullabile in Cassazione.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Elenca i motivi di ricorso per cassazione; il pubblico ministero può proporre ricorso avverso sentenze inappellabili del giudice di pace anche per vizi di motivazione (lett. e) relativi alla manifesta illogicità o contraddittorietà).

  • Giurisprudenza di legittimità citata (Sez. U, n. 25080 del 28/5/2033, Pellegrino; Sez. U, n. 33451 del 29/5/2014, Repaci; Sez. 1, n. 48928 del 11/7/2019, El Baji Itab; Sez. 5, n. 23043 del 23/3/2021, Ambu)

    citazioni di massime e precedenti richiamati nella sentenza

    Richiamano il principio consolidato che la motivazione del provvedimento giurisdizionale deve essere adeguata e logicamente collegata agli elementi di fatto; la mancanza o l'apparenza di motivazione giustificano l'annullamento in Cassazione e il rinvio per nuovo giudizio.

Massime di principio

  • Il pubblico ministero può proporre ricorso per cassazione avverso sentenze inappellabili del giudice di pace, anche per vizi di motivazione o manifesta illogicità (art. 606 c.p.p.).
  • La motivazione della sentenza deve esporre chiaramente i dati probatori esaminati e il nesso logico che conduce alla decisione; una motivazione meramente assertiva, disconnessa o sintatticamente incomprensibile costituisce vizio annullabile.
  • In casi di minacce, il giudice deve valutare e argomentare la riferibilità della minaccia alla persona offesa, considerando dichiarazioni e querela; è errato omettere valutazioni sulla credibilità o sui contenuti delle testimonianze rilevanti.
  • La circostanza che una minaccia sia rivolta a una persona ma pronunciata in presenza di altri (es. madre) non esclude che il destinatario sia indicabile e che il fatto sia riconducibile all'imputato; il giudice deve spiegare perché ritiene incerta la riferibilità.
  • Se la motivazione è viziata, la Cassazione non procede a nuovo esame pieno dei fatti ma annulla e rinvia per un nuovo giudizio da parte del giudice di merito, eventualmente in diversa composizione.

Testo integrale

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