Cassazione Penale, Ordinanza n. 26580/2025 del 21/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il procedimento riguarda un indagato per corruzione, nei cui confronti il giudice per le indagini preliminari ha autorizzato la proroga di sei mesi del termine per il compimento delle indagini preliminari. La difesa ha proposto ricorso per cassazione deducendo l'abnormità dell'ordinanza di proroga per due ragioni: da un lato la pretesa carenza di motivazione, poiché il giudice avrebbe ritenuto sufficiente il mero richiamo alla norma asseritamente violata senza una compiuta indicazione dei fatti; dall'altro, l'illegittimità della valutazione di complessità delle indagini compiuta senza che la difesa potesse visionare gli atti del fascicolo del pubblico ministero. È stata inoltre contestata la mancata considerazione delle doglianze difensive secondo cui, dopo la riforma Cartabia, la richiesta di proroga dovrebbe contenere l'enunciazione dei motivi a sostegno.
La decisione
La Corte ha ritenuto che il provvedimento impugnato non fosse abnorme e che il ricorso fosse diretto contro un atto non ricorribile per cassazione. Ha richiamato la nozione di abnormità elaborata dalle Sezioni Unite, distinguendo tra abnormità strutturale e funzionale, e ha escluso che nel caso concreto ricorresse una delle due ipotesi: l'ordinanza rientrava nei poteri di controllo del giudice sulla richiesta di proroga delle indagini e non determinava una stasi processuale irreparabile, poiché il procedimento poteva regolarmente proseguire dopo l'autorizzazione. La Corte ha inoltre affermato che, ai sensi dell'art. 406 c.p.p., la richiesta di proroga deve indicare la notizia di reato e i motivi della proroga, ma non necessita di ulteriori specificazioni temporali, spaziali o della norma violata in concreto; ha altresì escluso che la legge Cartabia abbia modificato tale assetto. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 319 c.p.
indica il reato oggetto di iscrizione nel procedimento, senza affrontarne il merito
art. 406 c.p.p.
la richiesta di proroga delle indagini deve contenere l'indicazione della notizia di reato e l'esposizione dei motivi che giustificano la proroga, ma non richiede le ulteriori indicazioni temporali e spaziali del fatto né la specificazione delle norme violate in concreto
legge Cartabia
la Corte esclude che le modifiche introdotte abbiano inciso sui requisiti della richiesta di proroga delle indagini in senso più rigoroso
Cassa delle ammende
destinataria della somma pecuniaria conseguente alla declaratoria di inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- L'abnormità del provvedimento sussiste solo quando l'atto sia strutturalmente o funzionalmente estraneo al sistema processuale, determinando una stasi non emendabile del procedimento; non basta la mera illegittimità o censurabilità dell'atto.
- L'ordinanza che autorizza la proroga del termine per le indagini preliminari, essendo espressione del potere di controllo del giudice sulla ritualità della richiesta, non è di per sé abnorme né normalmente ricorribile per cassazione.
- Ai fini della proroga delle indagini preliminari, la richiesta deve indicare la notizia di reato e i motivi della proroga; non è necessario che rechi anche una dettagliata descrizione temporale o spaziale del fatto né l'indicazione analitica delle norme violate in concreto.
- Le modifiche normative successive non incidono sui requisiti essenziali della richiesta di proroga quando il legislatore non abbia espressamente mutato il modello legale del contraddittorio sull'istanza del pubblico ministero.
- Quando il ricorso avverso l'ordinanza di proroga si limita a dedurre vizi non riconducibili all'abnormità, il rimedio è inammissibile e comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.
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