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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24907/2025 del 07/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Tribunale di Sorveglianza di Catania, con ordinanza del 02/04/2025, ha dichiarato non positivo l'esito della prova cui il ricorrente era stato ammesso a decorrere dall'8/05/2024 (misura alternativa). Il ricorrente, tramite difensore, ha impugnato l'ordinanza denunciando violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 47 e 51-ter ord. pen., lamentando in particolare la mancata e assoluta mancanza di pronuncia e motivazione in ordine alla richiesta, formulata in udienza (anche in via subordinata), di applicazione della detenzione domiciliare.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Dalla verbalizzazione d'udienza è emerso che la difesa aveva espressamente richiesto l'applicazione della detenzione domiciliare, mentre il Tribunale non si è pronunciato sul punto e la motivazione del provvedimento impugnato è risultata graficamente inesistente. Per tale carenza di motivazione la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata relativamente alla detenzione domiciliare e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Catania per nuovo esame.

Norme richiamate

  • artt. 47 e 51-ter ord. pen.

    artt. 47 e 51-ter ord. pen.

    Le norme sono state richiamate nel senso che le decisioni relative all'applicazione di misure alternative e alle richieste di detenzione domiciliare devono essere espressamente valutate e adeguatamente motivate; l'assenza di pronunciamento e di motivazione configura un vizio che impone l'annullamento e il rinvio.

Massime di principio

  • Se in udienza la difesa chiede l'applicazione della detenzione domiciliare, anche in via subordinata, il giudice deve espressamente pronunciarsi sul punto e fornire adeguata motivazione.
  • La mancanza grafica o sostanziale della motivazione è vizio rilevante che può comportare l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo giudizio.
  • Il verbale d'udienza costituisce elemento di prova processuale che il giudice d'appello può utilizzare per verificare quali richieste siano state effettivamente formulate in udienza.
  • L'omessa pronuncia su una richiesta formulata in udienza non viene sanata dall'eventuale dichiarazione di esito non positivo della prova; è necessario che il giudice specifichi le ragioni del rigetto o dell'accoglimento della richiesta.
  • In caso di vizio di motivazione relativo a misure alternative, il rimedio più comune è l'annullamento parziale del provvedimento e il rinvio al giudice di merito per un nuovo esame motivato.

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