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Sentenza

Sentenza del 11/12/2015 n. 25018 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato per cassazione la sentenza della CTR Lombardia che aveva ritenuto legittimo l'accertamento relativo all'anno 2003, ai fini IVA, IRPEG e IRAP, per complessivi 173.749,18 euro. L'accertamento, fondato su una ricostruzione induttiva dei ricavi, contestava l'irregolare tenuta delle scritture contabili e l'omessa contabilizzazione di ricavi per 190.571,13 euro. I quattro motivi riguardavano: l'autenticità di una pagina del verbale contenente una dichiarazione sui prezzi; l'attribuzione di fede privilegiata al verbale di constatazione circa l'invarianza dei listini tra il 2003 e il 2005; la presunta formazione di un giudicato interno sulla metodologia dell'accertamento; e l'omessa motivazione sui calcoli dell'Ufficio, in particolare sulla quantità di panini e sulle percentuali di ricarico.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto tutti i motivi. Ha ritenuto decisivo il contenuto del processo verbale di constatazione, nel quale i verificatori attestavano di avere acquisito e confrontato direttamente i listini dei prezzi, rilevandone l'invarianza. Tale circostanza è stata qualificata come fatto direttamente constatato dai pubblici ufficiali, dotato di fede privilegiata fino a querela di falso, e non come semplice valutazione soggettiva. È stata inoltre esclusa la formazione di un giudicato interno, poiché l'Agenzia aveva contestato anche la correttezza complessiva della metodologia dell'accertamento. La Corte ha infine ritenuto sufficiente la motivazione della CTR sui quantitativi e sulle percentuali di ricarico, anche perché le relative risultanze del verbale erano state sottoscritte dalla contribuente e non adeguatamente contestate. L'accertamento è rimasto quindi fermo e la società è stata condannata a rimborsare all'Agenzia delle Entrate 5.000 euro per compensi, oltre alle spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 39 e 49

    Costituiscono il quadro normativo dell'accertamento tributario, compresa la ricostruzione induttiva del reddito in presenza di irregolarità contabili e di ricavi non contabilizzati.

  • Art. 2700 c.c.

    Il verbale redatto da un pubblico ufficiale fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza dell'atto, delle dichiarazioni rese dalle parti e dei fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza. Nel caso concreto, la fede privilegiata è stata estesa al confronto diretto tra i listini acquisiti dai verificatori, ritenuto un accertamento materiale e non una valutazione tecnica o soggettiva.

  • Art. 112 c.p.c.

    Impone al giudice di pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni proposte. La Corte ha escluso la violazione perché la CTR aveva esaminato il punto decisivo, ritenendo superflua la specifica questione relativa all'esistenza della dichiarazione del legale rappresentante.

  • Art. 324 c.p.c.

    Disciplina il giudicato formale. La Corte ha ritenuto che non si fosse formato un giudicato interno sulla metodologia dell'accertamento, poiché l'Agenzia aveva specificamente impugnato anche quel capo della decisione di primo grado.

  • Art. 2909 c.c.

    Stabilisce l'efficacia del giudicato tra le parti. La norma non impediva l'esame della questione da parte della CTR, non essendo divenuta definitiva la statuizione di primo grado sulla legittimità del metodo di accertamento.

  • Art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5

    Individua i motivi di ricorso per cassazione relativi, rispettivamente, alla violazione o falsa applicazione di legge, ai vizi processuali e all'omesso esame o all'insufficienza della motivazione nei limiti applicabili. Nel caso concreto, nessuno dei vizi denunciati è stato ritenuto sussistente o decisivo.

Massime di principio

  • Un processo verbale di constatazione fa fede privilegiata sui fatti direttamente percepiti e verificati dai pubblici ufficiali. Se si contesta l'autenticità o la veridicità di tali fatti, la contestazione deve essere specifica e, quando si nega l'attestazione del pubblico ufficiale, può essere necessaria la querela di falso.
  • Occorre distinguere tra fatti direttamente constatati dai verificatori e valutazioni o elaborazioni tecniche: la fede privilegiata riguarda i primi, non ogni conclusione contenuta nel verbale.
  • La sottoscrizione del verbale o dei suoi allegati non equivale necessariamente ad ammissione integrale della pretesa fiscale, ma rende più difficile contestare successivamente i dati materiali e le circostanze ivi riportate, soprattutto se non sono state formulate contestazioni puntuali.
  • Per contrastare un accertamento induttivo è necessario contestare con precisione sia i dati di partenza sia i passaggi del calcolo, come quantità, prezzi, percentuali di ricarico e periodo temporale dei listini; deduzioni generiche o prospetti non adeguatamente collegati alla motivazione possono risultare insufficienti.
  • Non si forma un giudicato interno su una questione quando l'atto di appello contesta in modo specifico il relativo capo della sentenza di primo grado, anche se la contestazione è inserita nel più ampio attacco alla fondatezza dell'accertamento.
  • In cassazione non è sufficiente sostenere che il giudice avrebbe dovuto valutare diversamente le prove: occorre indicare un effettivo vizio di legge, un'omissione decisiva o un errore processuale rilevante.

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