Cassazione Civile, Ordinanza n. 36138/2021 del 23/11/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (società elettrica)
La controversia
La controversia nasce dal risarcimento dei danni subiti da un fondo agricolo a seguito di un incendio. Secondo la ricostruzione dei giudici di merito, una cornacchia aveva nidificato su un palo dell'alta tensione custodito dalla società elettrica; il volatile era rimasto folgorato, la carcassa era caduta a terra e aveva innescato l'incendio poi propagatosi sul fondo dell'attore. Il proprietario del fondo aveva chiesto la condanna della società al risarcimento danni ex art. 2051 c.c. La Corte d'appello aveva rigettato la domanda, ritenendo che l'evento fosse dipeso da un caso fortuito idoneo a interrompere il nesso causale tra la cosa custodita e il danno. In cassazione il ricorrente ha dedotto falsa applicazione dell'art. 2051 c.c. e dell'art. 360, n. 3, c.p.c., sostenendo che il contatto del volatile con il palo e la successiva folgorazione costituivano una normale interazione con la struttura elettrica, inserita nel contesto di riferimento e quindi prevedibile, non un caso fortuito.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondato l'unico motivo di ricorso. Ha osservato che la Corte territoriale aveva correttamente ricondotto la sequenza fattuale alla nozione di caso fortuito ex art. 2051 c.c., valorizzando sia la condotta diligente della società custode, sia la particolarità ed eccezionalità delle circostanze concrete che avevano concorso a produrre il danno. Ha quindi escluso la falsa applicazione di legge e confermato il rigetto della domanda risarcitoria. Il ricorso è stato rigettato, con condanna del ricorrente alle spese e con dichiarazione della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 2051 c.c.
Il caso fortuito, se idoneo a interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, esclude la responsabilità del custode; nella specie la sequenza fattuale concreta è stata ritenuta riconducibile a tale nozione.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
La falsa applicazione di legge ricorre solo quando la fattispecie concreta sia sussunta sotto una norma non pertinente oppure quando dalla norma siano tratte conseguenze giuridiche incompatibili con la sua corretta interpretazione.
art. 380-bis c.p.c.
La causa è stata decisa in camera di consiglio sulla proposta del relatore.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
In caso di rigetto del ricorso, va attestata la sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- Nella responsabilità da cosa in custodia ex art. 2051 c.c. il custode può andare esente da responsabilità quando l'evento dannoso sia determinato da un caso fortuito, cioè da un fattore esterno, imprevedibile e inevitabile, capace di interrompere il nesso causale.
- La verifica del caso fortuito deve essere compiuta sulla concreta sequenza causale e sulle specifiche circostanze del fatto, non in astratto: la sola presenza di un bene potenzialmente pericoloso non basta a fondare la responsabilità se l'evento dannoso si è prodotto per una combinazione eccezionale di fattori.
- Ai fini del vizio di falsa applicazione di legge ex art. 360, n. 3, c.p.c., il ricorrente deve dimostrare che il giudice di merito abbia sussunto la fattispecie concreta in una norma non pertinente oppure abbia tratto dalla norma conseguenze giuridiche incompatibili con il suo significato corretto.
- Quando la motivazione di merito dà conto, in modo coerente, sia della condotta diligente del custode sia dell'eccezionalità dell'evento, la censura di falsa applicazione dell'art. 2051 c.c. non è fondata.
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