Sentenza n. 650/2026 - Genova, Sezione 1
per l’annullamento - in parte qua e nei limiti dell’interesse della ricorrente, del decreto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale n. 153 dell’11/03/2022, recante la revoca parziale ex art. 42 cod. nav. della concessione demaniale assentita a Porto Antico di Genova S.p.A. con licenza di subingresso Rep. n. 79 - Reg. n. 6 del 26/07/2019 ed il conseguente ordine di rimessione in pristino stato, con effetto caducatorio dell’autorizzazione ex art. 45-bis cod. nav. rilasciata ad IP, avente ad oggetto l’occupazione dell’area denominata “Darsenette” con un impianto di distribuzione di carburanti; b) ove occorra, in parte qua e nei limiti dell’interesse della ricorrente, della nota del 17 febbraio 2022 con la quale l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale di Genova ha comunicato l’avvio del procedimento finalizzato alla revoca dell’area descritta nel punto a) che precede; c) ove occorra, in parte qua e nei limiti dell’interesse della ricorrente, della deliberazione della Conferenza dei servizi del giugno 2021, comprensiva degli allegati, con la quale è stato approvato il progetto definitivo per la realizzazione della nuova torre di controllo per i piloti su un’isola artificiale, in prossimità della banchina ovest della Darsena Nautica (area fiera) nel porto di Genova (codice opera P.3023); d) di ogni altro atto presupposto, consequenziale e/o comunque connesso ai precedenti sebbene allo stato non conosciuto/conoscibile dalla ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di revoca parziale della concessione demaniale marittima intestata alla concessionaria principale, con caducazione dell'autorizzazione ex art. 45-bis cod. nav. e ordine di rimozione integrale dell'impianto di distribuzione carburanti
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni concedenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato la revoca parziale della concessione demaniale relativa all'area denominata Darsenette, disposta per consentire la realizzazione della nuova Torre Piloti nel porto di Genova, nonché gli atti presupposti. Ha dedotto violazione degli artt. 1, 3 e 21-quinquies l. 241/1990, degli artt. 42 e 49 cod. nav., degli artt. 41 e 97 Cost. e dei principi di buona fede e leale collaborazione, oltre a eccesso di potere per travisamento dei fatti, erroneità dei presupposti, carenza di istruttoria, difetto di motivazione, contraddittorietà, sviamento, sproporzione, illogicità e ingiustizia manifesta. Secondo la ricorrente, il progetto della nuova Torre Piloti non sarebbe incompatibile con la permanenza dell'impianto, poiché prevederebbe la conservazione di parte delle strutture, incluse opere interrate; sarebbe quindi contraddittivo ordinare la rimozione integrale. Ha inoltre contestato la scelta della revoca anziché della sospensione, il termine di trenta giorni per lo sgombero, ritenuto inadeguato rispetto alla complessità delle operazioni e della possibile bonifica, la disparità di trattamento rispetto ad altre concessioni sottoposte a sola sospensione, l'omessa considerazione delle osservazioni presentate e la mancata previsione di un indennizzo. Ha infine lamentato la violazione dell'affidamento e della buona fede, poiché l'amministrazione aveva pubblicato un'istanza concorrente relativa alla medesima area e, successivamente, aveva imposto il rilascio urgente. Le amministrazioni hanno eccepito il difetto di legittimazione e di interesse, rilevando che la ricorrente non era titolare della concessione demaniale principale, che l'impianto non era funzionante dal febbraio 2022 e che la subconcessione era comunque scaduta il 31 dicembre 2025.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione attiva e di interesse, ritenendolo comunque infondato nel merito. La titolarità della concessione demaniale revocata apparteneva esclusivamente alla concessionaria principale Porto Antico di Genova S.p.A.; la ricorrente disponeva soltanto di una posizione derivata e ancillare, collegata all'autorizzazione ex art. 45-bis cod. nav. L'autorizzazione alla gestione subisce le vicende della concessione principale e la sua caducazione è conseguenza automatica della revoca di quest'ultima. Pertanto, il provvedimento impugnato incideva direttamente sul rapporto concessorio principale e solo riflessamente sulla posizione della ricorrente, che non poteva impugnare autonomamente la revoca. Il TAR ha inoltre rilevato che la concessionaria principale aveva più volte sollecitato la ricorrente a rimuovere gli impianti, sicché l'impugnazione era in contrasto con la posizione dell'unico soggetto eventualmente legittimato. È stata ravvisata anche la carenza di interesse concreto e attuale, poiché l'impianto era già inutilizzato dal febbraio 2022 e la subconcessione era scaduta il 31 dicembre 2025. Quanto al merito, il giudice ha affermato che l'autorizzazione ex art. 45-bis cod. nav. ha carattere derivato e dipendente dalla concessione principale e che la stessa autorizzazione conteneva l'obbligo di liberare le aree e gli specchi acquei a semplice richiesta dell'amministrazione, in ragione dei possibili interventi modificativi. Le contestazioni sulla compatibilità tecnica dell'impianto con la nuova Torre Piloti miravano a sostituire la valutazione della ricorrente a quella dell'amministrazione e non evidenziavano illogicità manifesta, arbitrarietà, irragionevolezza o travisamento. La documentazione tecnica dimostrava che la banchina sarebbe stata demolita e ricostruita, con necessità di rimuovere i manufatti, mettere in sicurezza gli impianti e disalimentare le relative reti. Il ricorso è stato quindi respinto anche nel merito. La ricorrente è stata condannata alle spese, liquidate in euro 2.000 per ciascuna parte resistente, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 45-bis cod. nav.
Autorizzazione all'affidamento ad altri soggetti delle attività oggetto della concessione.
L'autorizzazione ha carattere derivato e dipendente dalla concessione principale; subisce le vicende funzionali e la sorte del rapporto concessorio cui accede.
art. 42 cod. nav.
Revoca della concessione.
Costituisce la base del potere esercitato dall'amministrazione per la revoca parziale della concessione demaniale principale in ragione della realizzazione della nuova Torre Piloti.
art. 49 cod. nav.
Obbligo di restituzione e rimozione delle opere al termine del rapporto concessorio.
L'obbligo di rimozione dei manufatti e di rilascio dell'area costituisce un dovere conseguente alla cessazione del rapporto concessorio.
art. 21-quinquies l. 241/1990
Richiamato dalla ricorrente quale parametro della revoca amministrativa; il giudice ha escluso che le censure evidenziassero l'illegittimità dell'esercizio del potere.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Richiamato in relazione alla sopravvenuta carenza di interesse derivante dalla scadenza della subconcessione durante il giudizio.
art. 34, comma 3, c.p.a.
Impone al giudice di verificare l'illegittimità degli atti impugnati quando permane un interesse risarcitorio; nel caso concreto, anche tale verifica non ha evidenziato illegittimità.
art. 134 c.p.a.
Il sindacato sostitutivo del giudice amministrativo sulle valutazioni tecniche è ammesso solo nei casi tassativi di giurisdizione di merito; fuori da tali casi il giudice può verificare soltanto l'assenza di illogicità, irragionevolezza, arbitrarietà o travisamento.
art. 26 c.p.a.
Richiamato quale base per la condanna alle spese secondo il criterio della soccombenza.
Massime di principio
- Il subconcessionario o soggetto autorizzato ai sensi dell'art. 45-bis cod. nav., privo della titolarità della concessione demaniale principale, non è legittimato a impugnare autonomamente i provvedimenti amministrativi che incidono direttamente sul rapporto concessorio principale, quando la propria posizione è soltanto derivata, ancillare e riflessa.
- L'autorizzazione ex art. 45-bis cod. nav. acquisisce e subisce le vicende della concessione principale cui accede; la revoca della concessione principale determina, quale effetto derivato, la caducazione dell'autorizzazione e della subconcessione.
- È carente l'interesse concreto e attuale all'impugnazione quando il titolo derivato è già scaduto o l'attività autorizzata era già cessata, senza che il ricorrente indichi un'utilità pratica ancora conseguibile dall'annullamento dell'atto; l'eventuale domanda risarcitoria non esonera il giudice dal verificare l'illegittimità dell'atto, ma tale verifica deve comunque essere sorretta da censure idonee.
- Quando l'autorizzazione o il titolo concessorio prevedono l'obbligo di liberare le aree demaniali a semplice richiesta dell'amministrazione in vista di possibili interventi modificativi, il titolare derivato non può legittimamente opporsi allo sgombero invocando la stabilità temporale dell'autorizzazione.
- Il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni di discrezionalità tecnica non può tradursi nella sostituzione della propria valutazione a quella dell'amministrazione; sono sindacabili soltanto i vizi di illogicità manifesta, irragionevolezza, arbitrarietà, travisamento o carenza istruttoria effettivamente dimostrati.
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