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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10328/2023 del 10/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di revoca della sospensione condizionale delle pene inflitte a Russo (per precedenti condanne per furto aggravato ed evasione) a seguito di una successiva condanna per detenzione illecita di sostanze stupefacenti; il Procuratore generale sosteneva che la sopravvenuta condanna costituisse causa di revoca ai sensi dell'art. 168 cod. pen.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore generale, ritenendo erronea la valutazione della Corte d'appello che aveva escluso la revoca per diversità di "indole" del reato sopravvenuto. La Cassazione ha affermato che, ai sensi dell'art. 168, n. 1, la commissione di un ulteriore delitto entro i termini di legge determina la revoca della sospensione condizionale, indipendentemente dall'indole del delitto rispetto ai precedenti; ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rimesso il procedimento alla Corte d'appello di Napoli per un nuovo giudizio conforme ai criteri indicati.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen. (primo comma, n. 1)

    «Salva la disposizione dell'ultimo comma dell'articolo 164, la sospensione condizionale della pena è revocata di diritto qualora, nei termini stabiliti, il condannato: 1) commetta un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole, per cui venga inflitta una pena detentiva, o non adempia agli obblighi impostigli; 2) riporti un'altra condanna per un delitto anteriormente commesso a pena che, cumulata a quella precedentemente sospesa, supera i limiti stabiliti dall'articolo 163»

    La Corte ha interpretato che la prima ipotesi opera ogni volta che il condannato commetta un ulteriore delitto entro i termini previsti: per i delitti non è richiesta l'identità di indole rispetto ai reati precedenti; la condizione dell'identità di indole riguarda esclusivamente le contravvenzioni

  • art. 164, quarto comma, cod. pen.

    La norma contiene limiti alla revoca della sospensione condizionale in talune ipotesi; nel caso concreto la Corte di cassazione ha ritenuto che le condizioni ostative previste da tale disposizione non sussistessero, poiché la richiesta di revoca era fondata sulla sopravvenuta condanna e non su una violazione già accertata al momento dell'emissione delle sentenze con pene sospese

  • art. 163 cod. pen.

    Stabilisce i limiti di pena (e il termine quinquennale per i delitti) rilevanti ai fini della sospensione condizionale; la Corte ha osservato che il limite temporale era rispettato nel caso di specie e che la regola sul cumulo delle pene si applica qualora la somma delle pene superi i limiti previsti (richiamata dall'art. 168, n. 2)

Massime di principio

  • La commissione, entro i termini di legge, di un ulteriore delitto da parte di un condannato comporta la revoca di diritto della sospensione condizionale ai sensi dell'art. 168, n. 1, anche se il nuovo delitto è di "indole" diversa rispetto ai reati che avevano originato la sospensione
  • L'esigenza di identità di indole prevista dall'art. 168 opera solo con riferimento alle contravvenzioni; per i delitti la revoca è automatica indipendentemente dalla natura del reato sopravvenuto
  • Prima di rigettare una richiesta di revoca il giudice deve verificare accuratamente: la qualifica del reato sopravvenuto (delitto vs contravvenzione), il rispetto dei termini temporali previsti (es. quinquennio per i delitti) e l'eventuale superamento dei limiti di pena cumulata previsti dall'art. 163
  • Le eccezioni previste da art. 164 (es. il quarto comma) possono ostare alla revoca solo se ricorrono specifiche condizioni fattuali indicate dalla norma; non sono applicabili automaticamente quando la revoca è richiesta in relazione a una condanna sopravvenuta
  • In presenza di dubbi sull'applicabilità dell'istituto, il giudice dell'esecuzione deve motivare la decisione tenendo conto della distinzione tra delitto e contravvenzione e della giurisprudenza consolidata sulla materia, altrimenti la decisione può essere annullata in sede di legittimità

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