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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31443/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di La Spezia che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo della somma di Euro 18.222,585 ritenuta profitto del reato. L'imputazione provvisoria contestata era l'art. 640-bis c.p. (ottenimento illecito di un alloggio popolare mediante artifici e raggiri e false dichiarazioni sul reddito e nucleo familiare, con utilizzo dell'immobile per una scuola di musica). La ricorrente deduceva violazione di legge (art. 125 e 321 c.p.p.) per mancata o insufficiente motivazione circa il periculum in mora, sostenendo l'incomprensibilità della motivazione del Tribunale circa la necessità del sequestro preventivo e chiedendo che la disponibilità della somma non possa aggravare o protrarre le conseguenze dell'illecito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato in sede di legittimità sulle ordinanze del riesame è limitato alla verifica di violazioni di legge gravi (come la totale mancanza di motivazione o motivazione meramente apparente). Il Tribunale del riesame, secondo la Corte, ha fornito ampia, articolata e logica motivazione sulla sussistenza del periculum in mora, sul rapporto tra le somme sequestrate e il reato contestato e sulla confiscabilità del bene ai sensi dell'art. 322-ter c.p. La Corte ha inoltre richiamato il principio consolidato secondo cui, ove sussista fumus per delitti contro la pubblica amministrazione, la mera confiscabilità del bene può essere sufficiente per il sequestro preventivo preordinato alla confisca. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 125 c.p.p.

    Riferita dall'odierno ricorso in ordine all'obbligo di motivazione del provvedimento; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata violazione dell'obbligo motivazionale in relazione al periculum in mora

  • art. 321 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente nella censura sulla motivazione del riesame; la Corte ha stabilito che il sindacato in cassazione non può rientrare nel merito delle valutazioni svolte dal Tribunale se la motivazione non è assente o meramente apparente

  • art. 81, comma (cpv.) c.p.

    Richiamato come riferimento sulle conseguenze del reato e sul profitto del reato; la pronuncia fa riferimento alla qualificazione del profitto su cui è stato disposto il sequestro

  • art. 640-bis c.p.

    Norma sostanziale contestata (truffa aggravata per il conseguimento illecito di un alloggio pubblico); la Corte ha considerato sussistente il fumus per la finalità del sequestro ai fini della confisca

  • art. 322-ter c.p.

    Norma sulla confisca per sproporzione o confisca del profitto; la Corte ha confermato che, in presenza di fumus delitti contro la pubblica amministrazione, la mera confiscabilità può giustificare il sequestro preventivo preordinato alla confisca

  • art. 325, comma 1 c.p.p.

    Richiamato in relazione ai limiti del sindacato di legittimità sulle ordinanze del riesame; la Corte sottolinea che la cassazione può censurare solo violazioni di legge gravi come la totale mancanza di motivazione

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per la condanna al pagamento delle spese e per l'irrogazione della sanzione pecuniaria (Euro 3.000) verso la ricorrente per l'inammissibilità del ricorso

  • Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 12513 del 23/02/2022; Sez. U n. 42415 del 27/05/2021; altre sezioni indicate)

    La Corte ha fatto riferimento a orientamenti di legittimità che affermano: (i) i limiti del sindacato della Cassazione sulle motivazioni del riesame; (ii) la possibilità che la mera confiscabilità, ove sussista fumus per reati contro la P.A., sia sufficiente per il sequestro preventivo preordinato alla confisca

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione sindaca limitatamente la legittimità delle ordinanze del riesame: il ricorso per cassazione può censurare solo violazioni di legge gravi (es. totale mancanza di motivazione o motivazione meramente apparente), non le valutazioni di merito.
  • Per il sequestro preventivo preordinato alla confisca (art. 322-ter c.p.), quando sussista il fumus per delitti contro la pubblica amministrazione, la mera confiscabilità del bene può essere sufficiente a giustificare l'anticipazione dell'effetto ablativo, senza necessità di ulteriori specificazioni.
  • Il periculum in mora (rischio che la disponibilità del bene renda inefficace la confisca futura) deve essere motivato; tuttavia la disponibilità di somme ritenute profitto del reato può essere ritenuta idonea ad aggravare o protrarre le conseguenze dell'illecito e giustificare il sequestro, purché adeguatamente argomentato dal giudice.
  • Una censura generica o una mera proposta di interpretazione alternativa degli accertamenti del giudice del riesame non è sufficiente in cassazione: è necessario dimostrare specifiche e rilevanti violazioni di legge o difetti essenziali della motivazione.
  • Le impugnazioni infondate o manifestamente inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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