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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11449/2023 del 02/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo all'anno 2006, con cui un comune aveva recuperato a tassazione maggiori importi per terreni di sua proprietà inseriti dal PRG tra le aree edificabili. In primo e secondo grado le commissioni tributarie avevano respinto il ricorso, ritenendo motivato l'avviso e non dimostrato un valore venale inferiore a quello accertato dall'ente. In cassazione il ricorrente ha articolato cinque motivi: 1) omessa motivazione e violazione di legge per asserita mancanza nell'avviso degli elementi identificativi di alcune particelle catastali, dell'indicazione della zonizzazione PRG e del valore unitario e complessivo, oltre alla mancata considerazione di porzioni espropriate o solo parzialmente edificabili; 2) vizio motivazionale per l'equiparazione del valore al mq tra zone urbanistiche con diversa edificabilità e per il mancato accoglimento della richiesta di consulenza tecnica; 3) violazione delle norme sul contenuto motivazionale dell'atto e sui criteri di determinazione del valore venale, per non aver considerato gli oneri di adattamento del terreno e la carenza di motivazione dell'accertamento; 4) nullità della sentenza d'appello per motivazione meramente per relationem rispetto alla decisione di primo grado; 5) omessa motivazione e violazione di legge per non aver valorizzato una servitù di acquedotto, espropriazioni di fatto, istanza di declassamento, vincoli urbanistici e sopravvenute zone bianche, nonché per non aver disposto una CTU estimativa.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto in parte inammissibili le censure per mescolanza di motivi eterogenei e per difetto di autosufficienza, e comunque infondati i motivi nel merito. In particolare ha affermato che l'avviso era sufficientemente motivato perché indicava gli elementi essenziali della pretesa e richiamava delibere e regolamenti comunali pubblici e conoscibili; che i valori stabiliti dal comune per le aree edificabili hanno natura presuntiva e sono superabili solo con prova contraria, onere non assolto dal contribuente; che la valutazione della consulenza tecnica d'ufficio e della perizia di parte spetta al giudice di merito; che la motivazione della CTR non era meramente apparente né soltanto per relationem; che le dedotte circostanze fattuali non erano state dimostrate in modo decisivo e, in ogni caso, non escludevano la natura edificabile dei terreni ai fini ICI. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma primo, n. 3 c.p.c.

    La deduzione di violazione di legge deve essere distinta dal vizio motivazionale e non può essere confusa con la contestazione del fatto.

  • art. 360, comma primo, n. 4 c.p.c.

    La nullità della sentenza sussiste solo in caso di motivazione meramente apparente o mancanza di autonoma decisione, non quando il giudice d'appello esamini i motivi e li condivida criticamente.

  • art. 360, comma primo, n. 5 c.p.c.

    Il vizio è configurabile solo per omesso esame di un fatto storico decisivo, non per mere questioni o argomentazioni, né per la diversa valutazione delle prove.

  • art. 7 L. n. 212 del 2000

    L'atto impositivo deve indicare presupposti di fatto e ragioni giuridiche in modo da consentire al contribuente di conoscere la pretesa e difendersi efficacemente.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. n. 504 del 1992

    Il valore venale delle aree edificabili va determinato secondo i parametri normativi di riferimento, ma i valori comunali hanno natura di presunzione e sono superabili con prova contraria.

  • art. 59, comma 1, d.lgs. n. 446 del 1997

    Legittima la determinazione comunale periodica dei valori minimi delle aree fabbricabili ai fini ICI, quale criterio di riferimento non imperativo ma presuntivo.

  • art. 52 d.lgs. n. 446 del 1997

    Attribuisce all'ente locale il potere regolamentare richiamato per l'individuazione dei valori di riferimento delle aree fabbricabili.

  • art. 7 d.lgs. n. 546 del 1992

    Il giudice tributario può acquisire d'ufficio mezzi di prova solo entro i limiti della terzietà e senza supplire alle carenze istruttorie delle parti.

  • art. 111 Cost.

    Il potere istruttorio officioso non può trasformare il giudice in parte del processo né alterare il riparto dell'onere probatorio.

  • art. 11-quaterdecies, comma 16, d.l. n. 203 del 2005

    Concorre, insieme all'art. 36, comma 2, d.l. n. 223 del 2006, all'interpretazione autentica della nozione di area edificabile ai fini ICI.

  • art. 36, comma 2, d.l. n. 223 del 2006

    Conferma che l'edificabilità ai fini ICI si desume dalla qualificazione nel PRG, indipendentemente dall'approvazione regionale e dagli strumenti attuativi.

  • art. 2, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 504 del 1992

    L'edificabilità dell'area ai fini dell'imposta va desunta dalla qualificazione urbanistica attribuita dal PRG adottato dal Comune.

  • art. 31, comma 20, L. n. 289 del 2002

    La mancata comunicazione dell'attribuzione della natura fabbricabile non è specificamente sanzionata e, da sola, non determina invalidità dell'atto in assenza di concreto pregiudizio difensivo.

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 9

    La decadenza del vincolo preordinato all'esproprio non elimina l'edificabilità, ma può comportare l'applicazione della disciplina delle zone bianche.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • In tema di ricorso per cassazione, non è consentito prospettare la stessa questione in modo promiscuo sotto il profilo della violazione di legge e del vizio di motivazione, perché i due mezzi presuppongono piani logici differenti e richiedono censure autosufficienti e specifiche.
  • L'avviso di accertamento ICI è sufficientemente motivato quando indica gli elementi essenziali della pretesa, i presupposti fattuali e le ragioni giuridiche, consentendo al contribuente di comprendere e contestare an e quantum dell'imposta; non è necessario allegare atti generali o regolamentari già pubblicati e quindi conoscibili.
  • Le delibere comunali che determinano i valori di riferimento delle aree edificabili ai fini ICI hanno valore di presunzione e non di fonte imperativa: il contribuente può superarle solo fornendo prova contraria concreta e specifica del minor valore del bene.
  • Nel giudizio tributario, la richiesta di consulenza tecnica d'ufficio non vincola il giudice: egli può negarla quando ritenga che gli elementi già acquisiti siano sufficienti e che la parte istante non abbia fornito adeguati elementi oggettivi a sostegno della propria tesi.
  • Ai fini ICI l'edificabilità dell'area si desume dalla qualificazione urbanistica attribuita dal PRG adottato dal Comune; eventuali limiti, vincoli o strumenti attuativi incidono, al più, sulla quantificazione del valore venale, non sulla natura edificabile del suolo.
  • Il vizio di motivazione è deducibile in cassazione solo se un fatto storico decisivo sia stato completamente omesso dal giudice di merito; non è invece configurabile quando la parte contesti semplicemente la valutazione delle prove o l'apprezzamento del materiale istruttorio.
  • La motivazione per relationem della sentenza di appello non è nulla se il giudice di secondo grado mostra di avere esaminato i motivi di gravame e di aver condiviso criticamente la decisione di primo grado, senza limitarsi a una mera adesione acritica.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioProveImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullità

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