Cassazione Penale, Sentenza n. 7663/2025 del 25/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che, in parziale riforma del prosieguo del giudizio, aveva rideterminato le pene concordate per molti imputati (ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p.) e aveva assolto parzialmente Pietro D'Amico rispetto a una specifica cessione di 50 kg di hashish. D'Amico ha dedotto vizio di interpretazione delle intercettazioni e censurato la qualificazione di vari comportamenti come tentativo di rapina (art. 56 c.p.), sostenendo che si trattasse di meri sopralluoghi o di accordi non punibili o di desistenza volontaria. Anselmi ha invocato l'estensione dell'impugnazione favorevole (art. 587 c.p.p.) in ragione dell'assoluzione di D'Amico; gli altri ricorrenti hanno sollevato, in varia misura, carenze di motivazione, mancato esame di cause di proscioglimento (art. 129 c.p.p.), vizi processuali e contestazioni sulla valutazione delle prove e sull'identificazione di ruoli in episodi contestati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Pietro D'Amico come infondato, confermando la qualificazione delle condotte come quattro distinti tentativi di rapina (art. 56 c.p.) e ritenendo non configurabile la desistenza volontaria o il recesso attivo per i fatti contestati, poiché l'interruzione delle condotte è derivata da fattori estranei e imprevedibili. Ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri imputati che avevano concordato la pena in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ritenendo precluse o generiche le doglianze relative a questioni rinunciate o non ammissibili. In particolare, ha escluso l'effetto estensivo dell'assoluzione di D'Amico a favore di Anselmi, ritenendo distinte le ipotesi di cessione e di acquisto. Sono state imposte condanne alle spese processuali e sanzioni pecuniarie a carico dei ricorrenti, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 587 cod. proc. pen.
"Nel caso di concorso di più persone in uno stesso reato, l'impugnazione proposta da uno degli imputati, purché non fondata su motivi esclusivamente personali, giova anche agli altri imputati"
Invocata da Anselmi per ottenere estensione dell'impugnazione favorevole subita da D'Amico; la Corte ha escluso l'applicazione perché le condotte contestate (cessione vs acquisto) sono state ritenute autonome e le ragioni dell'assoluzione di D'Amico non sovrapponibili ai motivi del concordato di Anselmi
art. 599-bis cod. proc. pen.
Regola il concordato in appello: la Cassazione ritiene ammissibili i ricorsi avverso sentenze di concordato solo per questioni limitate (formazione della volontà, consenso del Procuratore generale, contenuto difforme); doglianze su questioni rinunciate sono inammissibili
art. 56 cod. pen.
Norma sul tentativo: la Corte segue l'indirizzo maggioritario per cui anche atti preparatori possono integrare il tentativo se, considerati nel loro insieme, rivelano un piano criminoso completo e una significativa probabilità di realizzazione; la desistenza o impedimento volontario richiedono specifici requisiti di volontarietà e attività impeditiva
art. 129 cod. proc. pen.
Riguarda il proscioglimento: i ricorrenti che hanno concordato la pena non possono impugnare questioni relative alle cause di proscioglimento rinunciate; le doglianze al riguardo sono inammissibili se non dedotte entro i limiti consentiti
art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (commi 1 e 4)
Norme sul traffico di stupefacenti: contestate sia cessioni sia acquisti; la Corte osserva che acquisto e successiva vendita possono costituire autonome ipotesi di reato quando riferite a atti distinti
art. 49 cod. pen.
Riguarda il reato impossibile per inidoneità dei mezzi: richiamato per distinguere quando le condotte siano concretamente idonee a realizzare il reato o invece strutturalmente inidonee
art. 192 cod. proc. pen.
Norma sulle prove (intercettazioni): la Corte considera la valutazione del contenuto delle intercettazioni questione di fatto rimessa al giudice del merito, richiedendo critiche specifiche e motivate in Cassazione
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese e potenziali sanzioni pecuniarie per ricorsi infondati o inammissibili; la Corte ne ha disposto l'applicazione a carico dei ricorrenti
art. 355 e 373 cod. proc. pen.
Richiamati in relazione a presunte carenze documentali (verbali di perquisizione/sequestro) nel fascicolo dibattimentale: la Corte ha ritenuto le doglianze precluse o insufficientemente motivate
Massime di principio
- I ricorsi in Cassazione contro sentenze emesse su concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.) sono ammissibili solo per questioni limitate (formazione della volontà al concordato, consenso del Procuratore generale, contenuto difforme della pronuncia); non sono invece ammesse doglianze su questioni che l'imputato ha espressamente rinunciato a impugnare.
- L'impugnazione favorevole proposta da un concorrente non si estende automaticamente agli altri (art. 587 c.p.p.): l'estensione è possibile solo se il motivo non è esclusivamente personale e la fattispecie è realmente coincidente; acquisto e cessione possono costituire reati autonomi quando si riferiscono a distinte condotte temporali o qualificazioni diverse.
- Ai fini della configurabilità del tentativo (art. 56 c.p.), non sono rilevanti solo gli atti tipici esecutivi: atti preparatori possono integrare il tentativo se, nel loro insieme, manifestano un piano criminoso completo, univoco e con significativa probabilità di realizzazione; la desistenza o il recesso esimenti richiedono una volontaria e attiva rinuncia all'azione.
- La valutazione del contenuto delle intercettazioni è in larga parte questione di fatto rimessa al giudice di merito; in Cassazione le censure su tali valutazioni devono essere specifiche e argomentate, non generiche.
- Ricorsi vaghi, aspecifici o che chiedono una rivalutazione puramente probatoria senza indicare il vizio di diritto sono inammissibili o destinati al rigetto; ciò può comportare condanna alle spese e sanzioni ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
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