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Sentenza

Sentenza n. 3173/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento del decreto CAT -OMISSIS- del 20 marzo 2023 con cui il Questore della Provincia di Milano ha sospeso per 15 giorni la licenza per la conduzione dell’esercizio pubblico, notificato in data 21 marzo 2023; e per la condanna dell’amministrazione resistente al risarcimento di tutti i danni patrimoniali subiti e subendi derivanti dalla chiusura dell'attività commerciale;

Giustizia amministrativa202300480

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Milano di sospensione per 15 giorni della licenza per la conduzione dell'esercizio pubblico, con conseguente chiusura temporanea del locale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il titolare dell'attività di ristorazione ha impugnato il provvedimento questorile deducendo, con un unico motivo, l'illegittimità della sospensione perché sarebbero mancati i presupposti applicativi dell'art. 100 TULPS. È stata inoltre proposta domanda di risarcimento dei danni patrimoniali derivanti dalla chiusura dell'attività. Il ricorrente ha contestato, in sostanza, che i fatti richiamati dall'amministrazione fossero sufficienti a dimostrare che il locale costituisse un pericolo per l'ordine pubblico o fosse abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha interpretato l'art. 100 TULPS nel senso che la sospensione della licenza non presuppone necessariamente che i fatti pericolosi si verifichino all'interno del locale: possono rilevare anche fatti avvenuti nelle immediate vicinanze, purché collegati all'attività dell'esercizio. Possono inoltre essere considerati comportamenti riferibili a soggetti non qualificabili come clienti abituali e può essere sufficiente anche un singolo episodio, se particolarmente grave. Nel caso concreto, il provvedimento era fondato su una sparatoria avvenuta il 1° gennaio 2023 dall'esterno verso l'interno del locale, con ferimento di un avventore e fermo di un noto pregiudicato, nonché su successivi controlli di polizia che avevano rilevato la presenza di avventori con precedenti penali e il possesso di circa un grammo di hashish da parte di un avventore. Tali elementi sono stati ritenuti idonei a dimostrare che il locale fosse abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o costituisse comunque un pericolo per l'ordine pubblico. La durata di 15 giorni è stata ritenuta proporzionata. La domanda risarcitoria è stata respinta quale conseguenza del rigetto della domanda demolitoria. Le spese di lite sono state integralmente compensate per la particolarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 100 TULPS

    Il Questore può sospendere la licenza di un esercizio quando il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o, comunque, costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica o il buon costume. Nei casi più gravi, la licenza può essere revocata.

    La sospensione può essere disposta anche per fatti verificatisi nelle immediate vicinanze del locale, purché sussista un collegamento con l'attività dell'esercizio; possono rilevare condotte riferibili a soggetti non avventori e può essere sufficiente anche un singolo episodio particolarmente grave. Nel caso concreto, la sparatoria collegata al locale e i successivi riscontri sulla presenza di soggetti pregiudicati e sul possesso di stupefacenti hanno giustificato la sospensione per 15 giorni.

  • art. 87, comma 4-bis c.p.a.

    Ha consentito la trattazione da remoto dell'udienza di smaltimento.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità delle persone interessate.

Massime di principio

  • Ai fini dell'art. 100 TULPS, i fatti rilevanti per la sospensione della licenza non devono necessariamente verificarsi all'interno dell'esercizio: possono essere considerati anche fatti avvenuti nelle immediate vicinanze, quando emerga un collegamento concreto con l'attività del locale.
  • L'applicazione dell'art. 100 TULPS può fondarsi anche su condotte riferibili a persone che non siano clienti abituali o avventori, qualora l'esercizio, per modalità e orari di apertura o per le frequentazioni, risulti collegato a situazioni di pericolo per l'ordine pubblico.
  • Anche un singolo episodio può giustificare la sospensione della licenza ai sensi dell'art. 100 TULPS quando presenti particolare gravità e sia idoneo, insieme agli altri elementi disponibili, a evidenziare il pericolo derivante dal locale.
  • La presenza abituale nel locale di persone gravate da precedenti penali, unitamente a episodi violenti o alla rilevazione di stupefacenti, può integrare i presupposti dell'art. 100 TULPS senza che sia necessario dimostrare che il gestore abbia personalmente partecipato alle condotte criminose.
  • La durata della sospensione deve essere valutata alla luce della gravità e della pluralità degli elementi di pericolo; una sospensione temporanea di 15 giorni è proporzionata quando il locale sia collegato a una sparatoria con ferimento e a successive frequentazioni di soggetti pregiudicati, con riscontro di detenzione di stupefacenti.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di polizia
RamiEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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