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Sentenza

Sentenza n. 1141/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento prot. n. -OMISSIS-del 22 giugno 2026, con il quale il Comune di Otranto ha disposto la revoca del posto barca del ricorrente e, ove occorra, del relativo avviso di avvio del procedimento prot. n. -OMISSIS- del 5 maggio 2026; - di ogni altro atto ad esso presupposto, consequenziale o comunque connesso, ancorché non conosciuto, in quanto lesivo.

Giustizia amministrativa202600684

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca dell'assegnazione di un posto di ormeggio comunale e relativo avviso di avvio del procedimento

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca dell'assegnazione del posto di ormeggio ottenuta in base alla priorità prevista per le società con sede legale o operativa nel Comune di Otranto. Ha dedotto: violazione dell'art. 3 l. 241/1990 e difetto di motivazione; violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990 e difetto di istruttoria; eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento dei fatti e manifesta ingiustizia; violazione degli artt. 21-quinquies e 21-nonies l. 241/1990. In particolare, ha sostenuto che il pontile o il posto di ormeggio potessero costituire la sede operativa dell'impresa e che non fosse stata adeguatamente accertata l'insussistenza del requisito. Il controinteressato costituito ha contestato la propria qualità di controinteressato e ha chiesto l'inammissibilità o il rigetto del ricorso. In camera di consiglio il ricorrente ha chiesto un termine per depositare documenti e per integrare il contraddittorio.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso maturo per la decisione e ha respinto, per genericità e indeterminatezza, l'istanza di ulteriore acquisizione documentale. Ha escluso l'inammissibilità per omessa notifica a un controinteressato, rilevando che il soggetto evocato non era indicato nell'atto impugnato; ha tuttavia ritenuto irrilevante la richiesta di integrazione del contraddittorio, perché il ricorso era manifestamente infondato nel merito. Dall'attività investigativa della Guardia di Finanza è emerso che l'impresa non possedeva il requisito della sede operativa nel Comune di Otranto, anche alla luce della tardiva dichiarazione della variazione presso la Camera di commercio. Il Collegio ha escluso che il porto, il pontile o il posto di ormeggio potessero identificarsi con la sede operativa, poiché il posto di ormeggio costituiva proprio il bene della vita richiesto e non poteva essere invocato tautologicamente come presupposto per ottenerlo. Sono stati quindi ritenuti insussistenti il difetto di istruttoria, il travisamento, il difetto di motivazione e la violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990, essendo il provvedimento fondato su un'istruttoria puntuale e adeguatamente motivato anche mediante il richiamo alla relazione investigativa della Guardia di Finanza. È stato inoltre respinto il motivo relativo agli artt. 21-quinquies e 21-nonies l. 241/1990, poiché le false dichiarazioni contenute nell'istanza di assegnazione impediscono comunque l'applicazione dei limiti temporali propri della revoca e dell'annullamento d'ufficio. Il ricorso è stato respinto, con condanna del ricorrente al pagamento di 2.000 euro, oltre IVA e accessori, in favore del soggetto costituito in giudizio.

Norme richiamate

  • art. 3 l. 241/1990

    Il provvedimento è sufficientemente motivato quando espone adeguatamente le ragioni della revoca e richiama puntualmente l'istruttoria e gli accertamenti investigativi posti a fondamento della decisione.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La censura relativa al preavviso di rigetto è infondata quando l'amministrazione ha svolto un'istruttoria adeguata e il provvedimento risulta sorretto da motivazione puntuale.

  • art. 21-quinquies l. 241/1990

    I limiti propri della revoca non operano, secondo la motivazione della sentenza, quando l'assegnazione sia stata ottenuta mediante false dichiarazioni.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    I limiti temporali e gli altri presupposti dell'annullamento d'ufficio non possono essere invocati per paralizzare il recupero di un'assegnazione fondata su false dichiarazioni.

  • art. 60 c.p.a.

    Il giudizio può essere definito con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti, quando la causa è matura per la decisione.

  • art. 56 c.p.a.

    La tutela cautelare interinale concessa con decreto resta efficace fino alla trattazione collegiale della domanda cautelare.

Massime di principio

  • Un requisito di sede operativa previsto per ottenere una priorità nell'assegnazione di un bene pubblico non può essere identificato con il bene stesso richiesto: il posto di ormeggio, il pontile o l'infrastruttura oggetto dell'assegnazione non costituiscono tautologicamente la sede operativa necessaria per conseguirne l'attribuzione.
  • La revoca o l'annullamento di un'assegnazione ottenuta mediante false dichiarazioni non è paralizzato dai limiti temporali e dai presupposti ordinari invocabili per la revoca o per l'annullamento d'ufficio di un provvedimento legittimamente conseguito.
  • Il richiamo puntuale a una relazione investigativa e agli accertamenti compiuti dalla polizia giudiziaria può integrare una motivazione adeguata e dimostrare l'istruttoria svolta, quando consenta di ricostruire le ragioni concrete dell'insussistenza del requisito dichiarato.
  • La richiesta di integrazione del contraddittorio può essere respinta come irrilevante quando il ricorso risulti manifestamente infondato nel merito e l'integrazione non potrebbe comunque incidere sull'esito della controversia.
  • In presenza di un'istanza istruttoria generica e indeterminata, il giudice amministrativo può decidere la causa senza disporre ulteriori acquisizioni, quando gli elementi già acquisiti siano sufficienti per la decisione.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniAutotutelaMotivazione del provvedimentoIstruttoria processuale
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaOnere della prova e principio dispositivo

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