Sentenza del 11/03/2015 n. 329 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
Accertamento - studi di settore - presunzione - necessità di ulteriori indizi
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa erariale è stata ritenuta illegittima perché l'Amministrazione finanziaria aveva fondato l'accertamento esclusivamente, o comunque senza sufficienti ulteriori riscontri, sugli studi di settore. In assenza di elementi aggiuntivi idonei a dimostrare l'effettiva maggiore capacità reddituale, l'accertamento non può reggere.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente ha contestato la legittimità dell'accertamento fondato sugli studi di settore, sostenendo che tali strumenti non dimostrano autonomamente l'esistenza di un maggior reddito. Essi costituiscono soltanto un'indicazione presuntiva o un elemento di allarme, che deve essere corroborato da ulteriori elementi concreti e da un adeguato contraddittorio.
Norme richiamate
Studi di settore e disciplina dell'accertamento presuntivo
Gli studi di settore non costituiscono prova decisiva o presunzione autosufficiente del maggior reddito, ma rappresentano un elemento indiziario iniziale che necessita di ulteriori riscontri e di una valutazione complessiva della posizione del contribuente.
Massime di principio
- Un accertamento basato esclusivamente sugli studi di settore, senza ulteriori elementi specifici e concordanti, è in linea generale contestabile.
- Gli studi di settore possono giustificare l'avvio dell'attività di controllo, ma non dimostrano automaticamente l'esistenza di ricavi o redditi non dichiarati.
- L'Amministrazione finanziaria deve considerare le caratteristiche concrete dell'attività, le eventuali anomalie evidenziate e le spiegazioni fornite dal contribuente nel contraddittorio.
- Il contribuente può contestare l'accertamento dimostrando l'assenza di ulteriori indizi, la presenza di circostanze peculiari dell'attività o l'inidoneità degli indicatori standardizzati a rappresentare la sua reale situazione economica.
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