Cassazione Penale, Sentenza n. 32579/2023 del 26/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione della sentenza impugnata. La difesa sosteneva l'inadeguatezza del compendio indiziario posto a base della condanna (violazione dell'art. 192, comma 2, c.p.p.), lamentando in particolare la valutazione non critica o l'omessa considerazione della testimonianza di Fabrizio Di Giampietro e la mancata escussione nel processo della presenza indicata di Manuela Mennucci, ritenute circostanze idonee a minare la certezza della responsabilità della ricorrente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto congrua e non illogica la motivazione delle decisioni di merito (Tribunale di Chieti e Corte d'appello dell'Aquila), che hanno ricostruito l'incendio come doloso e attribuito l'atto alla Gasparro in base a un insieme di elementi: accertamento tecnico dei Vigili del Fuoco, testimonianze che individuano l'imputata quale ultima persona ad aver chiuso a chiave il locale prima dello scoppio dell'incendio, l'asportazione di beni dal locale, preesistenti minacce della ricorrente alla proprietaria e altre dichiarazioni concordanti. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione della inattendibilità di talune testimonianze (es. Di Giampietro), ha escluso rilievo decisivo dall'omessa escussione di Mennucci non chiesta come rinnovazione istruttoria e ha confermato che la prova indiziaria era "grave, precisa e concordante". Conseguentemente il ricorso è stato respinto; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili (liquidate in euro 5.000,00 per la difesa comune delle due parti civili, oltre accessori di legge).
Norme richiamate
art. 423 cod. pen.
Norma che punisce l'incendio doloso; la Corte ha ritenuto accertata la natura dolosa dell'incendio sulla base dell'esame tecnico dei Vigili del Fuoco e delle dichiarazioni testimoniali.
art. 646 cod. pen.
Norma sull'appropriazione indebita; applicata rispetto all'asportazione di beni del proprietario concessi in uso alla imputata.
art. 192, comma 2, cod. proc. pen.
art. 192, comma 2, c.p.p.
Prevede i requisiti della prova indiziaria; la Corte ha applicato il principio secondo cui gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti e ha ritenuto che tali requisiti fossero soddisfatti nel caso concreto.
art. 23 d.l. n. 137/2020
art. 23 d.l. n. 137 del 2020
Richiamata in relazione alla requisitoria scritta resa dal Procuratore generale nel procedimento (norme emergenziali che hanno disciplinato modalità processuali straordinarie).
art. 16 d.l. 30/12/2021, n. 228
art. 16 d.l. 30 dicembre 2021, n. 228
Richiamata insieme ad altre disposizioni emergenziali/procedurali relative alle modalità di svolgimento della requisitoria e degli atti scritti.
art. 94, comma 2, d.lgs. 10/10/2022, n. 150
art. 94, comma 2, d.lgs. n. 150 del 2022
Ulteriore richiamo normativo collegato alle modalità di deposito della requisitoria scritta; impiego come riferimento procedurale nella fase di cassazione.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che regola la condanna alle spese processuali in Cassazione; applicata per condannare la ricorrente al pagamento delle spese.
d.m. 10 marzo 2014, n. 55 (artt. 12 e 16) e d.m. 13 agosto 2022, n. 147
artt. 12 e 16 d.m. 10 marzo 2014, n. 55; d.m. 13 agosto 2022, n. 147
Norme ministeriali e parametri usati per la liquidazione dei compensi della difesa delle parti civili; la Corte le ha impiegate per quantificare la somma spettante (euro 5.000,00) alla difesa comune delle due parti civili.
art. 2 d.m. cit.
art. 2 del medesimo decreto ministeriale
Rinvio all'articolo che disciplina gli accessori di legge (spese forfettarie, IVA, contributo cassa previdenziale) spettanti alla difesa delle parti civili.
Massime di principio
- La valutazione della credibilità dei testimoni e la scelta tra versioni contrapposte sono di pertinenza del giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo per vizio di logicità o congruità della motivazione, non per semplice rivalutazione del merito.
- La prova indiziaria è ammissibile se il complesso degli elementi formanti il quadro indiziario è grave, preciso e concordante; la presenza di movente forte e l'essere l'imputato l'ultima persona nota ad aver agito sul luogo sono indici rilevanti che, insieme, possono giustificare una condanna.
- L'omessa escussione di un testimone in sede di appello non costituisce di per sé vizio rimediabile se non è stata richiesto né risulta necessaria la rinnovazione istruttoria per decisione del giudice d'appello; la rinnovazione dell'istruttoria in appello è eccezionale e richiede una motivazione richiesta dal giudice.
- Le contraddizioni o affermazioni contrastanti di un testimone possono giustificare la sua inattendibilità; il giudice di merito può basare sulla tale inattendibilità la valutazione complessiva delle prove.
- Per impugnare con successo una condanna fondata su indizi, la difesa deve dimostrare specifici e rilevanti vizi logico-giuridici nella motivazione dei giudici di merito, non limitarsi a chiedere una diversa valutazione delle emergenze probatorie.
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