Cassazione Civile, Ordinanza n. 01680/2024 del 16/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un corso-concorso interno bandito nel 2007 dal Ministero per il passaggio dall’Area B all’Area C per complessivi 920 posti, ma con autorizzazione governativa inizialmente limitata a 460 posti. La ricorrente, collocata come idonea oltre i posti autorizzati, ha chiesto il riconoscimento del diritto all’inquadramento nell’Area C sostenendo che: a) la riforma del 2009 non avrebbe inciso sui bandi già indetti e sulle graduatorie relative; b) l’Amministrazione avrebbe comunque manifestato la volontà di coprire tutti i 920 posti, sicché il mancato rilascio della successiva autorizzazione non poteva precludere lo scorrimento; c) il diniego di autorizzazione sarebbe stato illegittimo e quindi la condizione prevista dai bandi doveva considerarsi avverata ex art. 1359 c.c.; d) in ogni caso vi sarebbe stato un legittimo affidamento alla progressione; e) la graduatoria avrebbe dovuto essere utilizzata anche per i posti resisi vacanti per turn-over; f) l’Amministrazione non avrebbe contestato specificamente la sussistenza delle vacanze organiche e la ricorrente invoca altresì violazione delle regole sull’onere della prova e del principio di non contestazione. Il Ministero ha resistito sostenendo che l’inquadramento oltre i 460 posti era espressamente subordinato a una successiva autorizzazione mai intervenuta, che lo ius superveniens del d.lgs. 150/2009 aveva impedito ulteriori progressioni interne, e che mancavano allegazione e prova dei presupposti per lo scorrimento per turn-over.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili alcune censure perché non confrontate con la ratio decidendi della sentenza impugnata e ha ritenuto le residue doglianze in parte infondate e in parte inammissibili. Ha confermato che, in assenza della necessaria autorizzazione governativa per i posti ulteriori rispetto ai 460 già autorizzati, non sorgeva un diritto soggettivo all’inquadramento nell’Area C per gli idonei collocati oltre tale soglia; ha escluso il legittimo affidamento e l’applicabilità dell’art. 1359 c.c.; ha inoltre escluso che l’accordo sindacale imponesse uno scorrimento automatico fino alla copertura di tutte le vacanze, rilevando anche il difetto di specifica allegazione e prova dei presupposti dello scorrimento. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna alle spese e contributo unificato aggiuntivo se dovuto.
Norme richiamate
art. 24 d.lgs. n. 150/2009
ha introdotto, dal 1° gennaio 2010, il principio secondo cui i posti disponibili nella dotazione organica devono essere coperti attraverso concorsi pubblici con riserva non superiore al 50% per il personale interno, incidendo sulle progressioni verticali interne successive alla riforma.
art. 35, comma 4, d.lgs. n. 165/2001
l’avvio delle procedure di reclutamento per le amministrazioni dello Stato è subordinato all’emanazione di apposito DPCM; l’autorizzazione è condizione necessaria per l’indizione e per la successiva assunzione.
art. 52 d.lgs. n. 165/2001
le progressioni a qualifica superiore conseguite mediante procedure concorsuali o selettive assumono rilievo novativo e si avvicinano, quanto agli effetti, alle assunzioni.
art. 6 d.lgs. n. 165/2001
le variazioni delle dotazioni organiche devono essere coerenti con la programmazione triennale del fabbisogno e, per le amministrazioni dello Stato, con le determinazioni del Consiglio dei ministri.
art. 39 L. n. 449/1997
richiamato come base della programmazione triennale del fabbisogno di personale e, quindi, del quadro autorizzatorio delle assunzioni.
art. 15 CCNL Comparto Ministeri 1998-2001
consente passaggi interni tra aree nei limiti della dotazione organica, della programmazione del fabbisogno e delle vigenti disposizioni; lo scorrimento è ammesso nei limiti e alle condizioni previste, non come automatica pretesa generalizzata.
art. 2, comma 2, d.lgs. n. 165/2001
le disposizioni imperative in materia di pubblico impiego privatizzato non sono derogabili dalla contrattazione collettiva.
art. 1359 c.c.
non è applicabile in mancanza di una condotta dell’Amministrazione causalmente imputabile al mancato avveramento della condizione; nel caso concreto il diniego di autorizzazione non era imputato al Ministero in termini idonei a far considerare avverata la condizione.
art. 2697 c.c.
il diritto all’assunzione per scorrimento deve essere provato da chi lo invoca, dovendo allegare e dimostrare gli elementi costitutivi della pretesa.
art. 115 c.p.c.
non consente di desumere automaticamente fatti costitutivi del diritto dalla sola mancata contestazione, quando il relativo onere probatorio incombe sulla parte che agisce.
art. 63 d.lgs. n. 165/2001
è richiamato per delimitare il regime delle controversie sul diritto all’assunzione e per l’interpretazione della nozione di procedure concorsuali, ma non muta l’esito sostanziale della causa.
art. 97 Cost.
legittima il potere-dovere dell’amministrazione di bloccare assunzioni non più coerenti con il mutato assetto organizzativo e con il sopravvenuto quadro normativo.
artt. 1362 ss. c.c.
chi deduce la violazione dei canoni ermeneutici deve indicare specificamente le regole violate e spiegare dove il giudice di merito se ne sia discostato; non basta contrapporre una diversa lettura dell’accordo.
Massime di principio
- Nelle progressioni verticali nel pubblico impiego privatizzato, quando l’inquadramento superiore è subordinato a preventiva autorizzazione per i posti da coprire, il diritto soggettivo degli idonei sorge solo nei limiti dei posti effettivamente autorizzati e non oltre.
- Lo ius superveniens che incide sul regime delle assunzioni e delle progressioni interne può paralizzare pretese non ancora consolidate in un diritto soggettivo, soprattutto se la graduatoria non sia stata ancora approvata o se manchi il presupposto autorizzatorio richiesto dalla legge.
- Il legittimo affidamento non può fondare, da solo, un diritto all’assunzione o all’inquadramento in assenza dei presupposti normativi e autorizzativi espressamente previsti.
- L’art. 1359 c.c. può rilevare solo se il mancato avveramento della condizione sia imputabile alla parte che vi ha interesse, ma non quando difetti il presupposto legale dell’assunzione o dell’inquadramento.
- Nelle controversie sullo scorrimento delle graduatorie, chi agisce deve provare non solo l’esistenza della graduatoria, ma anche la sua perdurante efficacia e la decisione dell’amministrazione di coprire la vacanza mediante scorrimento, oltre agli ulteriori fatti costitutivi della pretesa.
- Le clausole di accordi integrativi o contratti collettivi che regolano progressioni interne vanno interpretate secondo i canoni degli artt. 1362 ss. c.c., ma in sede di legittimità la censura deve investire specificamente i criteri ermeneutici violati, non risolversi in una mera diversa lettura del testo.
- La mera disponibilità di posti vacanti in organico non equivale, di per sé, a un obbligo generalizzato di scorrimento della graduatoria, se l’accordo o il bando subordinano l’utilizzazione della graduatoria a presupposti ulteriori e specifici.
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