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Ordinanza

Ordinanza n. 1740/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto (Sezione IV) n. 93/2026

Giustizia amministrativa202603054

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Veneto che aveva respinto la domanda di sospensione della diffida comunale relativa all'utilizzo degli scarichi degli immobili adibiti a locazione turistica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale e regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I proprietari di un bed and breakfast hanno appellato l'ordinanza cautelare del TAR Veneto, deducendo la non applicabilità ai loro immobili dell'art. 63/5 del regolamento edilizio di Venezia, nella parte relativa alla messa a norma degli scarichi, poiché l'attività turistico-ricettiva sarebbe iniziata molto prima dell'entrata in vigore del regolamento. Quanto al periculum in mora, hanno allegato l'impossibilità di mettere a reddito gli immobili, la cancellazione delle prenotazioni già ricevute e un grave danno all'immagine, anche nei rapporti con la piattaforma utilizzata per la locazione turistica. Il Comune di Venezia e la Regione Veneto si sono costituiti chiedendo il rigetto dell'appello cautelare.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare, confermando in via cautelare la reiezione della domanda di sospensione della diffida comunale. Il Collegio ha ritenuto prevalente, allo stato della cognizione cautelare, l'interesse pubblico alla salvaguardia della sostenibilità ambientale e della vivibilità della laguna, nonché alla limitazione delle ricadute negative dell'attività turistica sugli equilibri particolarmente delicati della città di Venezia. Gli interessi privati dedotti sono stati qualificati come prevalentemente economici e, pertanto, integralmente ristorabili; non è stata quindi accordata la sospensione dell'atto. Gli appellanti sono stati condannati a rifondere al Comune di Venezia le spese della fase cautelare, liquidate in € 2.000,00 oltre accessori di legge, mentre le spese nei confronti della Regione Veneto sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare avverso l'ordinanza del TAR.

  • art. 63/5 del regolamento edilizio di Venezia

    È la disposizione regolamentare richiamata nella diffida comunale relativa alla messa a norma degli scarichi; la questione della sua applicabilità agli immobili è stata dedotta dagli appellanti, ma non definita nel merito in questa fase cautelare.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l'esigenza pubblica di salvaguardare la sostenibilità ambientale e la vivibilità di un territorio caratterizzato da equilibri particolarmente delicati può prevalere sugli interessi privati di natura prevalentemente economica.
  • Il pregiudizio economico derivante dall'esecuzione di un provvedimento amministrativo non giustifica, di per sé, la sospensione cautelare quando sia ritenuto integralmente ristorabile e recessivo rispetto a un interesse pubblico ambientale qualificato.
  • Nel bilanciamento cautelare, le ricadute negative di un'attività turistica sugli equilibri ambientali e sulla vivibilità urbana possono essere considerate prevalenti rispetto all'interesse del gestore alla prosecuzione dell'attività.

Come è indicizzato

MaterieInquinamento ed emissioniTitoli abilitativi ediliziTutela cautelare
RamiAmbienteEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPrincipi di precauzione e prevenzione

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