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Sentenza

Sentenza n. 1043/2026 - Catanzaro, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento della Regione Calabria, dipartimento Ambiente e Territorio prot. n. 234279 recante parere negativo in relazione alla richiesta di accertamento di compatibilità paesaggistica a norma dell'articolo 1, comma 37 della legge n. 308/2004;

Giustizia amministrativa202200984

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: parere negativo regionale sull’accertamento di compatibilità paesaggistica relativo a opere abusive con aumento di volumetria

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Regione Calabria del 21 giugno 2019, adottato ai sensi degli artt. 167 e 181 del d.lgs. 42/2004, recante parere negativo sulla richiesta di accertamento di compatibilità paesaggistica formulata per un vano seminterrato destinato ad autorimessa e per una copertura piana praticabile realizzati senza titolo edilizio. La Regione aveva ritenuto le opere non suscettibili di sanatoria paesaggistica, in quanto comportanti aumento di volumetria, e comunque non rientranti nell’ambito applicativo della l. 308/2004 perché l’istanza era stata presentata dopo il 31 gennaio 2005. La Regione ha eccepito l’irricevibilità del ricorso per tardività, sostenendo che il ricorrente aveva conosciuto l’atto lesivo già nel 2019. Il ricorrente ha invece sostenuto che la piena conoscenza fosse stata acquisita soltanto nel maggio 2022, mediante il deposito, in un parallelo giudizio civile, della relazione di un consulente tecnico d’ufficio contenente riferimenti al provvedimento regionale.

La decisione

Il TAR ha accolto l’eccezione preliminare di irricevibilità. Ha ricordato che il termine di sessanta giorni per impugnare un provvedimento amministrativo decorre dalla piena conoscenza degli elementi essenziali dell’atto e della lesione arrecata, non necessariamente dalla comunicazione formale diretta al destinatario. Nel caso concreto, il ricorrente aveva conferito al tecnico un incarico comprensivo della gestione integrale delle procedure di sanatoria, del deposito delle istanze e dei rapporti con le amministrazioni. Il tecnico aveva presentato l’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica e aveva seguito tutte le interlocuzioni procedimentali. Il provvedimento regionale era stato comunicato alla ditta presso lo studio del tecnico delegato, secondo le modalità seguite durante l’intero procedimento. Inoltre, dal parallelo giudizio civile risultava che nel dicembre 2019 il tecnico aveva comunicato alle parti del preliminare l’assenza del nulla osta paesaggistico, aveva prospettato il ripristino del fabbricato originario e aveva poi ricevuto la revoca dell’incarico. Tali elementi, valutati complessivamente come indizi gravi, precisi e concordanti, dimostravano che il ricorrente aveva acquisito conoscenza effettiva della determinazione regionale ostativa già nel dicembre 2019. La notifica del ricorso nel luglio 2022 era quindi avvenuta oltre il termine decadenziale di sessanta giorni e con un ritardo superiore a due anni. Il ricorso è stato dichiarato irricevibile ai sensi dell’art. 35 c.p.a. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 29 c.p.a.

    termine decadenziale di sessanta giorni per l'impugnazione di un provvedimento amministrativo

    Il termine per l’azione di annullamento decorre dalla piena conoscenza dell’atto lesivo e non necessariamente dalla sua conoscenza formale diretta.

  • art. 41, comma 2, c.p.a.

    piena conoscenza dell'atto lesivo

    La piena conoscenza rilevante ai fini della decorrenza del termine sussiste quando l’interessato conosce gli elementi essenziali dell’atto e la lesione della propria sfera giuridica.

  • art. 35 c.p.a.

    irricevibilità ex art. 35 c.p.a.

    La tardiva proposizione del ricorso rispetto al termine decadenziale comporta la dichiarazione di irricevibilità.

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    principio del prudente apprezzamento delle prove

    Il giudice valuta liberamente gli elementi probatori acquisiti, anche nella ricostruzione della conoscenza effettiva dell’atto impugnato.

  • artt. 2727 e 2729 c.c.

    La conoscenza dell’atto può essere dimostrata mediante presunzioni fondate su indizi gravi, precisi e concordanti.

  • artt. 167 e 181 d.lgs. 42/2004

    accertamento di compatibilità paesaggistica

    Costituiscono il quadro normativo sostanziale richiamato nel provvedimento regionale negativo, ma la sentenza non esamina nel merito la legittimità del parere.

  • art. 1, comma 37, l. 308/2004

    accertamento di compatibilità paesaggistica

    È la disposizione invocata per la richiesta di regolarizzazione paesaggistica; il provvedimento regionale aveva escluso l’applicabilità della disciplina per tardività dell’istanza.

Massime di principio

  • Ai fini della decorrenza del termine decadenziale per l’impugnazione di un provvedimento amministrativo, la piena conoscenza può risultare da qualsiasi complesso probatorio idoneo a dimostrare che l’interessato abbia conosciuto gli elementi essenziali dell’atto e la lesione arrecata, anche prima o indipendentemente dalla formale comunicazione personale.
  • La comunicazione di un provvedimento al professionista incaricato dal privato della gestione integrale del procedimento, compresi il deposito delle istanze e i rapporti con l’amministrazione, può concorrere a integrare la piena conoscenza dell’atto da parte del mandante, quando sia coerente con le modalità di gestione dell’intero procedimento.
  • La piena conoscenza dell’atto lesivo può essere provata per presunzioni, ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., sulla base di una sequenza di circostanze convergenti, quali la comunicazione del tecnico incaricato, la revoca dell’incarico e le successive interlocuzioni volte a individuare rimedi alla determinazione amministrativa.
  • La conoscenza sostanziale del contenuto ostativo di un provvedimento non viene meno per il solo fatto che il privato o un terzo descrivano l’atto con espressioni diverse, come l’assenza di un nulla osta anziché il parere negativo di compatibilità paesaggistica, quando la rappresentazione renda comunque percepibile la lesione e il suo contenuto essenziale.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaTermini e notificazione del ricorso
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

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