Cassazione Penale, Sentenza n. 2136/2022 del 18/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Brescia che aveva rigettato l'appello avverso il provvedimento del Tribunale di Mantova con cui era stata respinta la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare (obbligo di dimora con divieto di allontanarsi dall'abitazione dalle 20 alle 8). Contestavano in particolare la mancata valutazione della concretezza e attualità del pericolo di recidiva, il presunto difetto di motivazione circa l'attualità delle esigenze cautelari e l'insufficiente considerazione del decorso del tempo e dei nuovi elementi offerti a favore della revoca/attenuazione della misura.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto che le censure fossero generiche e prive di nuovi elementi tali da incidere sul giudicato cautelare già formato; il mero decorso del tempo o il rispetto della misura non sono di per sé sufficienti a dimostrare l'attenuazione delle esigenze cautelari. La motivazione del Tribunale di Brescia è stata ritenuta congrua e priva di vizi logico-giuridici; la Corte ha inoltre condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020
Norma richiamata in relazione alla forma delle conclusioni scritte depositate dal Procuratore Generale; usata come riferimento procedurale per le conclusioni in Cassazione
art. 606 lett. c) c.p.p.
Richiamato quale base per le doglianze sulla motivazione del provvedimento impugnato (vizio di motivazione)
art. 299 c.p.p.
Norma che disciplina l'istanza di revoca o sostituzione delle misure cautelari; la Corte richiama il principio che l'istanza deve fondarsi su fatti nuovi o non valutati che modifichino il quadro cautelare
art. 310 c.p.p.
Richiamato nelle censure dei ricorrenti relative alla motivazione e alla valutazione dell'adeguatezza delle esigenze cautelari
art. 274 lett. c) c.p.p.
Richiamato in relazione ai profili di motivazione e alle modalità di impugnazione; utilizzato dalle difese nelle censure, valutato dalla Corte nel quadro complessivo
art. 292 c.p.p.
Richiamato dalle difese nel contestare la motivazione; la Corte ne considera l'ambito senza rilevare vizi tali da inficiare l'atto impugnato
art. 649 c.p.p.
Applicato estensivamente per il principio del "giudicato cautelare": le decisioni cautelari cristallizzano i precedenti accertamenti e non possono essere continuamente rimesse in discussione salvo fatti nuovi o non valutati
art. 616 c.p.p.
Norma che dispone le conseguenze in caso di inammissibilità del ricorso, utilizzata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma a favore della Cassa delle Ammende
art. 111 Cost.
Richiamato in una delle censure sulla legittimità costituzionale del procedimento o della motivazione; la Corte non rileva violazioni costituzionali nel caso concreto
Massime di principio
- Il provvedimento cautelare già divenuto "giudicato" non può essere facilmente riformato: per ottenere la revoca o la sostituzione è necessario fornire fatti nuovi o elementi non valutati che modifichino in meglio il quadro indiziario o le esigenze cautelari
- Il mero decorso del tempo o il puntuale rispetto della misura cautelare non sono di per sé elementi sufficienti a dimostrare l'attenuazione delle esigenze cautelari
- Le censure generiche e non specifiche sulla motivazione sono inammissibili: l'impugnazione deve indicare con precisione quali errori logico-giuridici siano stati commessi dal giudice di merito
- La Corte di Cassazione non riconsidera i fatti o la valutazione della gravità degli indizi quando la motivazione del giudice di merito è congrua e priva di aporie: il controllo è limitato all'adeguatezza e alla logicità della motivazione
- Nelle richieste di revoca/sostituzione delle misure cautelari è necessario allegare e documentare elementi concreti e aggiornati che rendano manifesto un mutamento del quadro cautelare rispetto a quello valutato nei provvedimenti precedenti
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