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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2439/2022 del 20/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria che aveva dichiarato prescritti i reati, compreso quello associativo, e aveva escluso la sussistenza penale di molte condotte contestate. I difensori sostenevano che le cosiddette erogazioni 'finanziamenti di marca' fossero parte di una strategia commerciale lecita della Mauro Demetrio spa, regolarmente annotate in scritture contabili e previste nello statuto aziendale; lamentavano inoltre la mancata applicazione del proscioglimento ex art. 129 c.p.p. (per palese innocenza), l'assenza di mutamento organizzativo idoneo a configurare un'associazione a delinquere e la mancanza del dolo specifico richiesto dall'art. 416 c.p.; infine deducevano la preclusione prevista dall'art. 649 c.p.p. in relazione al giudicato formato su altra fattispecie del medesimo procedimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il proscioglimento ex art. 129 c.p.p. è ammissibile solo quando l'innocenza sia palese e immediatamente constatabile, condizione qui non verificata per la presenza di valutazioni contrapposte sulla qualificazione delle operazioni e per gli elementi di sistematicità, numerosità e organizzazione delle erogazioni. Ha ritenuto pertanto legittima la decisione della Corte d'appello che aveva dichiarato prescritto il reato associativo e aveva valutato non manifestamente evidente l'innocenza rispetto all'accusa di esercizio abusivo del credito; ha altresì respinto la pretesa di preclusione procedurale ai sensi dell'art. 649 c.p.p.. Per legge i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    La Corte ricorda che il reato associativo richiede dolo specifico di far parte dell'organismo criminoso; tuttavia sottolinea che la coesistenza di attività lecite e illecite nell'ambito di una impresa non esclude a priori la sussistenza di un'associazione e che non è necessaria una percepibile trasformazione organizzativa per ravvisare il vincolo associativo

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Il proscioglimento per palese evidenza di innocenza è possibile solo quando l'innocenza sia immediatamente constatabile senza necessità di accertamenti; non può essere utilizzato quando permangono valutazioni contrastanti o questioni tecniche che richiedono approfondimento

  • art. 132 d.lgs. 385/1993 (TUB)

    La fattispecie dell'esercizio abusivo dell'attività finanziaria può configurarsi come reato unitario e anche in forma abituale; l'ampiezza e la sistematicità delle erogazioni aziendali possono costituire indizio rilevante della condotta illecita, pur senza escludere che tali attività possano essere integrate nella gestione d'impresa

  • art. 106 d.lgs. 385/1993 (TUB)

    Richiede l'autorizzazione per l'esercizio di attività bancaria/finanziaria; la mancata autorizzazione è il presupposto della configurabilità dell'esercizio abusivo del credito

  • art. 395, comma 4, cod. proc. pen.

    La Corte d'appello ha applicato la perdita di efficacia dell'appello incidentale ex art. 395(4) in conseguenza dell'inammissibilità dell'appello principale del Pubblico Ministero

  • art. 649 cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza che invocava la preclusione/processuale derivante da giudicato su altra fattispecie: il giudicato formato su una fattispecie non impedisce automaticamente diverso apprezzamento giuridico su altre condotte del medesimo procedimento

  • Giurisprudenza citata (SU n. 35490/2009 e Cass. n. 55519/2018)

    Richiamati i principi consolidati secondo cui il proscioglimento ex art. 129 c.p.p. richiede evidenza palese dell'innocenza e non può sostituire un giudizio che imponga approfondimenti tecnici o valutazioni contrapposte

Massime di principio

  • Il proscioglimento per palese evidenza di innocenza (art. 129 c.p.p.) è rimesso a casi estremi: in presenza di questioni tecniche o di valutazioni peritali contrastanti è previsto l'approfondimento e non il proscioglimento sommario
  • La sussistenza di un'associazione a delinquere può emergere anche in imprese che compiono parallelamente attività lecite: non è necessario un mutamento organizzativo plateale quando emergano indici di sistematicità, numerosità e coordinamento delle condotte illecite
  • L'esercizio abusivo dell'attività finanziaria (art. 132 TUB) può essere integrato da modalità diffuse e perse nel tempo; la qualificazione delle erogazioni come meri strumenti commerciali richiede prove chiare e univoche per prevalere sulle valutazioni di illegalità
  • La dichiarazione di prescrizione non equivale a proscioglimento per manifesta innocenza e non elimina automaticamente gli elementi di responsabilità che possono emergere nel processo
  • Il giudicato o le decisioni su una fattispecie non impediscono in assoluto che altre fattispecie, anche connesse, ricevano diversa valutazione: la preclusione processuale non opera in modo indifferenziato tra fatti diversi

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