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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17980/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la declaratoria di inammissibilità dell'appello per tardività, deducendo violazione degli artt. 172 e 585 c.p.p. Sostiene che il "dies a quo" per il calcolo del termine di 45 giorni per proporre l'appello dovesse essere individuato nel primo giorno non festivo successivo alla scadenza del termine per il deposito della sentenza di primo grado (richiamando il principio delle Sezioni unite 'Rossi' n. 155/2012), e pertanto ritiene il proprio appello tempestivo

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha confermato il calcolo effettuato dalla Corte d'Appello: la sentenza di primo grado del Tribunale di Velletri, emessa il 10 ottobre 2022 con termine per il deposito di 90 giorni (maturante il 9 gennaio 2023), pur essendo stata depositata entro il termine (il 2 dicembre 2022), determina come "dies a quo" per il computo dei 45 giorni di impugnazione il primo giorno successivo alla scadenza del termine per il deposito, cioè il 10 gennaio 2023. Pertanto il termine dei 45 giorni è scaduto il 23 febbraio 2023; l'appello depositato il 24 febbraio 2023 era tardivo e la declaratoria di inammissibilità della Corte territoriale è corretta. Conseguentemente il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 172 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al calcolo dei termini processuali; la Corte non ha ritenuto fondata la sua interpretazione rispetto al caso concreto

  • art. 585 cod. proc. pen.

    Stabilisce il termine di 45 giorni per l'impugnazione; la Corte ha interpretato che il termine inizia a decorrere dal primo giorno successivo al giorno di scadenza del termine per il deposito della sentenza di primo grado

  • Sezioni unite "Rossi" n. 155 del 2012

    Principio richiamato dal ricorrente per sostenere una diversa individuazione del dies a quo; la Corte di Cassazione nel caso concreto ha ritenuto che l'applicazione del principio non portasse a modificare il calcolo effettuato dalla Corte territoriale

Massime di principio

  • Il termine di 45 giorni per proporre l'appello ex art. 585 c.p.p. decorre, per il calcolo, dal primo giorno successivo alla scadenza del termine assegnato per il deposito della sentenza di primo grado, anche se la sentenza è stata depositata materialmente prima della scadenza
  • Quando l'ultimo giorno del termine di deposito cade in giorno festivo o domenicale, il termine di scadenza si adegua secondo le regole generali (si considera il primo giorno utile successivo), e il dies a quo per il termine di impugnazione va calcolato coerentemente
  • La tempestività dell'impugnazione va valutata con attenzione al calcolo dei dies a quo e del conteggio dei giorni (inclusione/esclusione del primo e dell'ultimo giorno), quindi è prudente anticipare il deposito dell'atto se sussiste incertezza sui termini
  • La mancata tempestività dell'impugnazione comporta l'inammissibilità e l'onere delle spese processuali per il ricorrente; pertanto, in caso di dubbio interpretativo su decorrenze e termini è opportuno ottenere un parere legale o depositare comunque l'atto entro il termine presumibile

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