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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45570/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello di Brescia del 14/12/2020 che aveva ridotto la pena per il reato di cui all'art. 648 c.p. riclassificandolo nell'ipotesi lieve e aveva dichiarato la prescrizione per altri reati contestati (capi A, B, C e D, quest'ultimo fino al 14/12/2010). Il ricorrente deduceva: 1) vizio di motivazione per la mancata applicazione delle circostanze e per il calcolo della pena dopo la riqualificazione nell'ipotesi lieve; 2) violazione di legge per la mancata applicazione della riduzione conseguente al rito abbreviato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per morte dell'imputato (decesso del ricorrente avvenuto il 13/04/2021, dopo la proposizione del ricorso). È richiamata la giurisprudenza sul principio che la morte dell'imputato estingue il rapporto processuale e preclude pronunce di proscioglimento nel merito. Inoltre sono stati riconosciuti e liquidati, a titolo di onorari per il gratuito patrocinio relativi alla fase di legittimità, €2.394,00 all'avv. Michela Borra, con indicazione che il giudice del merito competente provvederà alla liquidazione ai sensi dell'art. 82, comma 2, del T.U. spese di giustizia; la liquidazione è limitata alle voci di esame e studio e predisposizione degli atti introduttivi, essendo venuto meno il rapporto professionale per il decesso.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al reato di ricettazione; la sentenza di merito aveva riqualificato il fatto nella fattispecie lieve e ridotto la pena, su cui il ricorrente aveva impugnato il calcolo e l'applicazione delle circostanze

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto che la morte dell'imputato estingue il reato e il rapporto processuale, imponendo l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e escludendo ogni pronuncia sul merito

  • art. 23, co. 8, D.L. n. 137/2020

    Richiamato in riferimento al fatto che il ricorso è stato trattato con contraddittorio scritto ai sensi della norma emergenziale che disciplina le modalità processuali in pandemia

  • art. 82, comma 2, T.U. spese di giustizia

    Norma invocata per indicare quale giudice del merito debba procedere alla liquidazione degli onorari riconosciuti per la fase di legittimità e per stabilire l'ammontare a carico dell'Erario

Massime di principio

  • La morte dell'imputato sopravvenuta dopo la proposizione di un ricorso estingue il reato e determina l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata: il giudice di legittimità dichiara l'estinzione e non decide sul merito delle questioni sostanziali.
  • Quando il rapporto professionale con l'imputato cessa per morte, il difensore ha diritto al compenso per l'attività già svolta nella fase in cui il mandato era in vigore; la liquidazione può essere limitata alle voci effettivamente maturate (esame e studio, predisposizione atti introduttivi).
  • Se il ricorso è già stato depositato prima del decesso, il procedimento di cassazione non può proseguire con decisioni di merito: si provvede all'annullamento per estinzione del reato in base all'art. 129 c.p.p.
  • Le questioni sostanziali sollevate nel ricorso (es. calcolo della pena, applicazione delle circostanze, effetti del rito abbreviato) restano non definite quando la causa si estingue per morte; per ottenere una pronuncia nel merito occorre che il procedimento non sia estinto.
  • È opportuno che, in caso di decesso dell'imputato dopo il deposito di un ricorso, la difesa notifichi tempestivamente il certificato di morte per consentire al giudice di legittimità di dichiarare l'estinzione e adottare le conseguenti misure procedimentali e patrimoniali.

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