Cassazione Penale, Sentenza n. 17573/2024 del 03/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione con unico motivo: violazione di legge per omessa considerazione, da parte del Tribunale di sorveglianza, dell'istanza di differimento tempestivamente depositata dal difensore di fiducia dell'imputato, assente all'udienza per un comprovato e improrogabile impegno professionale
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen. Ha rilevato che il provvedimento impugnato (ordinanza del 24/11/2022) è stato revocato con successiva ordinanza del Tribunale di sorveglianza (20/12/2022) e che la pena è stata integralmente espiata alla data dell'8/7/2023; perciò il ricorrente non aveva più un interesse attuale e concreto alla decisione. La dichiarazione di inammissibilità non comporta statuizioni ulteriori, né condanna alle spese o sanzioni a carico del ricorrente
Norme richiamate
art. 591, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.
Base normativa per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta mancanza di interesse alla decisione
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Richiamato in tema di nozione di interesse ad impugnare; interpretato secondo la prospettiva utilitaristica che richiede interesse concreto, attuale e persistente sia al momento della proposizione dell'impugnazione sia al momento della decisione
Giurisprudenza consolidata (Sez. U. n. 6624/2011 e altre pronunce citate)
Sviluppo della categoria di "carenza d'interesse sopraggiunta": l'interesse all'impugnazione viene valutato anche alla data della decisione e può venire meno per fatti intervenuti che rendono superflua la pronuncia
Massime di principio
- Se, dopo la proposizione del ricorso, viene meno l'utilità pratica della decisione (es. perché il provvedimento impugnato è stato revocato o la pena è stata integralmente espiata), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse
- L'interesse ad impugnare va valutato sotto un profilo utilitaristico: deve essere concreto, attuale e sussistere sia al momento del deposito del ricorso sia al momento della decisione
- La sopravvenuta perdita d'interesse non equivale a soccombenza: non comporta automaticamente condanna alle spese né sanzioni pecuniarie
- Per preservare l'interesse a un controllo giurisdizionale in situazioni analoghe, è importante adottare misure conservative (es. chiedere sospensioni dell'esecuzione, produrre tempestiva documentazione che giustifichi la richiesta di differimento, e vigilare sull'evoluzione dei provvedimenti successivi)
- Quando il motivo del ricorso riguarda vizi procedurali legati all'operato del difensore (es. mancata valutazione di istanze di differimento), va comunque verificata l'effettiva utilità dell'impugnazione alla luce di eventi sopravvenuti prima della decisione
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