Cassazione Penale, Sentenza n. 830/2025 del 09/01/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del riesame contestando: a) la carenza di motivazione e la mancanza di gravi indizi in ordine al concorso morale nel reato di disastro ambientale, sostenendo che le intercettazioni coinvolgevano prevalentemente il padre Francesco e che Luigi si sarebbe limitato alla fase commerciale; si deduceva l'insussistenza di un apporto causale rilevante, la scarsa attendibilità di dichiarazioni di collaboratori/testimoni e l'assenza di dati certi sulla quantificazione del danno ambientale; b) l'erronea valutazione circa il pericolo di reiterazione, con la censura di una sovrapposizione tra astratto e concreto: si sosteneva che misure meno afflittive (arresti domiciliari) sarebbero state adeguate per l'attività commerciale del ricorrente e che il sequestro citato non dimostrava la concreta capacità di reiterare il reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse dato adeguata e coerente motivazione in ordine alla sussistenza dei gravi indizi riguardo al concorso di Luigi e Francesco Cardano nel delitto di disastro ambientale, valorizzando intercettazioni e dichiarazioni che indicavano i Cardano quali principali canali di commercializzazione e fattori determinanti/istigatori dell'attività illecita. Ha confermato la valutazione circa il pericolo di reiterazione in ragione della spregiudicatezza, della persistenza dei contatti commerciali e di episodi successivi al sequestro (nuovi sequestri e continuazione delle relazioni commerciali). Ha quindi rigettato le censure sulla scelta della misura cautelare e ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Norma procedurale che individua il Tribunale competente per il riesame; utilizzata come base procedurale per l'impugnazione del provvedimento cautelare.
Codice penale (artt. 110, 81, 452-bis, 452-quater)
artt. 110, 81, 452-bis, 452-quater cod. pen.
Le contestazioni penali (concorso, disastro ambientale e reati connessi) sono state ritenute dal Tribunale sussistenti in termini indiziari: la Corte ha accolto la qualificazione del ruolo dei Cardano come determinatore/istigatore, cioè come contributo causale e psichico alla realizzazione del reato da parte dei pescatori.
D. Lgs. n. 4/2012 (art. 7 e 8)
art. 7 e 8 D. Lgs. n. 4/12
Norme richiamate in relazione alle violazioni amministrativo-ambientali e alla disciplina del commercio/esportazione della specie; considerate nel quadro complessivo delle accuse a supporto degli indizi.
art. 273 cod. proc. pen.
Principio di giudizio cautelare richiamato: la valutazione dei gravi indizi deve essere compiuta nel quadro del giudizio di cautela; la Cassazione verifica solo l'adeguatezza e la logicità della motivazione del giudice di merito senza riesaminare in pieno la prova.
Massime di principio
- In sede di impugnazione di misure cautelari la Corte di Cassazione controlla la congruenza e la logicità della motivazione del giudice di merito, non rimaneggia integralmente la valutazione probatoria: le censure che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono spesso inammissibili.
- Per configurare il concorso morale (determinatore/istigatore) è sufficiente dimostrare che l'attore abbia avuto un ruolo idoneo a dare avvio o a rafforzare il proposito delittuoso altrui, anche attraverso accordi commerciali stabili e ripetuti e la disponibilità ad acquistare grandi quantitativi.
- Intercettazioni telefoniche e dichiarazioni di soggetti coinvolti possono, se coerenti e correlate, costituire elementi idonei a fondare gravi indizi, anche se non sempre dimostrano direttamente l'esecuzione materiale del reato.
- La prova di danno ambientale non richiede sempre una quantificazione puntuale nelle prime fasi cautelari: rileva la logica complessiva degli elementi che dimostrano pesca intensiva e consistente impatto sull'ecosistema.
- Il pericolo di reiterazione deve essere valutato con criteri prognostici concreti: la persistenza di contatti commerciali, la ripresa dell'attività dopo sequestri e la personalità/spregiudicatezza dedotta dalle condotte possono giustificare misure cautelari più afflittive rispetto a soluzioni come gli arresti domiciliari.
- Quando l'indagato svolge funzioni di gestione o mediazione autonome rispetto a terzi, la difesa che lo descrive come mero esecutore del familiare può essere contrastata dalle stesse intercettazioni e dalle dichiarazioni che evidenziano autonomia decisionale.
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