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Sentenza

Sentenza del 12/06/2019 n. 5195 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

Massima n. 259/2019 Accertamento - Indagini finanziarie - Difetto di contraddittorio - legittimità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza di primo grado che aveva annullato l’avviso di accertamento relativo all’anno 2011. Ha contestato l’errata valutazione dei presupposti di fatto e di diritto e la violazione degli artt. 32, 33 e 38 del DPR n. 600/1973, sostenendo la legittimità dell’accertamento basato su indagini finanziarie. La contribuente ha chiesto la conferma della sentenza, sostenendo anche l’illegittimità dell’accertamento per mancata instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale.

La decisione

La Commissione ha accolto parzialmente l’appello dell’Agenzia. Ha ritenuto infondata l’eccezione relativa al difetto di contraddittorio, poiché l’accertamento era stato svolto mediante indagini finanziarie "a tavolino" e non tramite accessi, ispezioni o verifiche presso la contribuente; in tale situazione non è necessario un ulteriore contraddittorio endoprocedimentale, essendo sufficiente l’interlocuzione derivante dalla risposta al questionario. Nel merito, è stata riconosciuta soltanto la giustificazione relativa a un versamento di 87.000 euro, mentre le altre spiegazioni, non documentate, sono state considerate mere congetture. La decisione è stata quindi rideterminata parzialmente e le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 32 del DPR n. 600/1973

    Disciplina i poteri dell’Amministrazione finanziaria nelle indagini finanziarie e attribuisce rilievo presuntivo ai dati risultanti dai rapporti bancari, salva la possibilità per il contribuente di fornire adeguata prova contraria.

  • Art. 33 del DPR n. 600/1973

    Richiamato dall’Ufficio insieme all’art. 32 nell’ambito dei poteri istruttori e delle modalità di acquisizione degli elementi utili all’accertamento.

  • Art. 38 del DPR n. 600/1973

    Disciplina l’accertamento sintetico e, secondo la prospettazione della contribuente, fonda una presunzione semplice; la Commissione ha comunque ritenuto utilizzabili gli elementi finanziari e ha valutato le prove contrarie prodotte.

  • Sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014

    La decisione è stata ritenuta non decisiva nel caso concreto, poiché riguardava i prelevamenti dei lavoratori autonomi, mentre la controversia concerneva versamenti e una contribuente socia di società in nome collettivo.

Massime di principio

  • Per gli accertamenti relativi a tributi non armonizzati svolti esclusivamente mediante indagini finanziarie documentali e senza accessi, ispezioni o verifiche presso il contribuente, non sussiste in via generale un obbligo di contraddittorio endoprocedimentale ulteriore rispetto all’eventuale risposta al questionario.
  • Il contribuente può superare le presunzioni derivanti dai dati bancari solo fornendo giustificazioni specifiche, coerenti e adeguatamente documentate; mere dichiarazioni o congetture normalmente non sono sufficienti.
  • La rilevanza delle pronunce sui prelevamenti dei professionisti deve essere valutata in relazione al tipo di movimentazione contestata: tali principi non si applicano automaticamente ai versamenti o a soggetti con diversa qualificazione fiscale.
  • L’appello può essere accolto parzialmente quando il giudice riconosce alcuni elementi difensivi del contribuente ma conferma, per il resto, la fondatezza dell’accertamento.

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