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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7403/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha accertato che l'uso di un'arma impropria risultava regolarmente contestato e che, perciò, il reato era procedibile d'ufficio. Ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Isernia per un nuovo esame.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato la sentenza del Tribunale di Isernia che aveva dichiarato non doversi procedere per estinzione del reato a seguito di remissione di querela. Il motivo del ricorso è che il reato contestato (lesioni volontarie) era aggravato dall'uso di un'arma impropria; tale aggravante, essendo ritualmente contestata, rende la fattispecie procedibile d'ufficio e quindi la remissione della querela non poteva estinguere il procedimento.

Norme richiamate

  • art. 585 cod. pen. (lesioni volontarie)

    La norma incriminatrice delle lesioni è stata valutata con riferimento all'aggravante dell'uso di arma impropria: la presenza dell'aggravante incide sulla procedibilità, rendendo il reato perseguibile d'ufficio.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita i termini di ammissibilità del ricorso; il ricorso è stato proposto nei limiti consentiti da tale disposizione.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con mod. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, e art. 16 del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, conv. con mod. dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15

    Richiamate esclusivamente in relazione alla richiesta difensiva di discussione orale e alla disciplina processuale transitoria/prorogata; non incidono sulla valutazione di merito circa la procedibilità del reato.

  • istituto della remissione di querela

    La remissione di querela estingue il reato solo se si tratta di reato perseguibile a querela della persona offesa; non opera se il reato è procedibile d'ufficio a causa di aggravanti ritualmente contestate.

Massime di principio

  • Se una fattispecie di lesioni è aggravata dall'uso di un'arma impropria e tale aggravante è rituale oggetto d'imputazione, la procedibilità diventa d'ufficio: la remissione della querela non estingue il reato.
  • Prima di dichiarare l'estinzione del reato per remissione di querela, il giudice deve verificare se esistono circostanze aggravanti che mutano la procedibilità.
  • La corretta e formale contestazione dell'aggravante nell'atto di accusa è cruciale: se presente, impedisce che la remissione della querela interrompa il procedimento.
  • La Procura può impugnare in Cassazione le sentenze che, per errore di qualificazione della procedibilità, dichiarano estinto il reato per remissione.
  • In difesa, conviene contestare sia la sussistenza materiale dell'aggravante sia la sua regolare contestazione in atto per preservare l'efficacia della remissione.

Testo integrale

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